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Cherchi, Paolo Da Dante a Varano Lezioni in formato Zoom, 2025 Il Portico n. 197 pp. 272, ISBN 978-88-9350-174-3 € 25.00 |
Puesto el pie en el estribo …. Così Cervantes apre la dedica dell’ultima sua opera, Persiles y Sigismunda. Non cito quello che segue (“con las ansias de la muerte”) per motivi scaramantici, ma il piede è già nella staffa per salire sul cavallo che sa come portarci alla terra del riposo, dove si legge solo per piacere e non per scrivere. Si è pronti al viaggio quando la memoria non ci assiste più nel lavoro, quando, cioè, per ricordare chi era un Ciro Spontone o Elio Lampridio si devono fare sforzi spasmodici, e riavere quanto si è perso per istrada è ormai impossibile. Quando si perde la memoria, vien meno la fantasia. E poiché questa facoltà associa le immagini depositate nella memoria e ne crea delle nuove, è chiaro che venendo a mancare la risorsa prima, la fonte si dissecca.
L’amica Gonaria Floris ha suggerito un lenitivo contro il trauma causato da un distacco secco, e mi ha proposto di raccogliere alcuni saggi che ricordino i giorni e le circostanze in cui la scrittura veniva pensata per la lettura non solo ma era occasione di comunicazione viva tra amici e colleghi: un modo, insomma, di continuare ad essere presente fra colleghi e studenti, almeno nel ricordo dei contatti diretti avuti nel corso di molti anni. Insomma, una specie di rito che esorcizzasse in qualche misura i rischi dell’oblio e della solitudine.