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Il Portico - Sezione: MATERIALI LETTERARI

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"Significar per verba"
Laboratorio dantesco, 2018
a cura di Domenico De Martino
Il Portico n. 179
pp. 312, ISBN 978-88-8063-995-4    € 22.00

Domenico De Martino, Presentazione - Stefano Carrai, Il viaggio dell’Orfeo cristiano. Filigrane orfiche tra Vita nova e Commedia - Paolo Trovato-Elisabetta Tonello, Verso una nuova edizione della Commedia 1. Sguardo retrospettivo (2001-2016) (P.T.) - 2. Novità dal cantiere (E.T.) - Corrado Bologna, Potere della lingua - Lingua del potere: De vulgari eloquentia, Monarchia e la Napoli angioina - Claudio Giunta, Sul sonetto dubbio di Dante Molti volendo dir - Paola Manni, con la collaborazione di Rossella Mosti, Barbara Fanini e Luca Morlino, Per un nuovo Vocabolario dantesco - Andrea Tilatti, Il manoscritto Florio della Commedia: una scheda - Chiara Kravina, Intorno al più antico testimone friulano della Commedia: tradizione e leggende del codice perduto Torriani - Fiammetta Papi, Il De regimine principum di Egidio Romano nella biblioteca di Dante - Giulio Vaccaro, L’orme, l’armi, i segni dell’antica fiamma.Citazioni dantesche nei volgarizzamenti - Maiko Favaro, «Tal mieç dal cjaminâ de vite nestre».Sulle traduzioni in friulano della Commedia

Il convegno tenutosi a Udine sotto l’etichetta di Laboratorio dantesco ha presentato non solo un ampio quadro degli studi danteschi in questo avvio del ventunesimo secolo, ma ha messo in mostra alcune delle più vivaci officine personali di studiosi noti e affermati, impegnati anche in progetti collettivi di lungo periodo, così come di giovani che variamente vanno ampliando i percorsi con originalità e innovative curiosità.
Il referto complessivo registra la buona salute degli studi su Dante e sulla sua opera, approfondita anche nelle articolate relazioni con la cultura circostante. Sembra portare giovamento soprattutto la molteplicità degli interessi e degli approcci, su una linea che senza esitazioni è quella della fedeltà ai testi, aggrediti con un rigore applicato in modo uniforme ai vari “territori” affrontati dagli undici studiosi qui schierati. Si affiancano temi propriamente filologici (anche con rilevanti implicazioni lessicografiche), approfondimenti testuali, storia della cultura e della critica, studi sulla diffusione dei testi danteschi, sulla “biblioteca” del Poeta e sulle citazioni della Commedia in volgarizzamenti trecenteschi, analisi di manoscritti antichi, fino alle implicazioni interpretative suscitate dalle traduzioni in lingua friulana.
La tensione espressa dai laboratori può insomma ben collocarsi sotto il riverbero della citazione del verso nel quale Dante, preparandosi al supremo regno ultramondano, affermava – pur negandone nello specifico la possibilità, ma intraprendendone insieme l’estrema attuazione – il consapevole uso della parola: «significar per verba» (Paradiso I, v. 70).