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Settembre 2018   

L001305 aggiungi al carrello
Lectura Dantis Lupiensis vol. 5 2016, 2018
a cura di Valerio Marucci - Valter Leonardo Puccetti
Lectura Dantis Lupiensis n. 5
pp. 168, ISBN 978-88-9350-002-9    € 20.00

Mira Mocan, Figure del destino e della fortuna nella Commedia- Paolo Falzone, La nobiltà di Dante tra contingenza biografica e storia delle idee - Leyla Livraghi, «Livïo […] che non erra» (Inf. XXVIII 12): delimitazione di un’area di pertinenza - Beatrice Stasi, «Perché si teme officio non commesso»: i canti della superbia nel Purgatorio - Stefano Prandi, L’impotenza del male. Lettura di Inf. XXXI

La quinta edizione delle Lecturae Lupienses ha rinunciato alle finestre interdisciplinari delle edizioni precedenti e ha puntato, per una volta, alla sola intimità culturale e testuale nello studio dell’opera dantesca. Mira Mocan ha enucleato i rapporti tra la figuralità metaforica di Dante e le fonti, soprattutto boeziane, dei modelli geometrici ai quali il poeta si richiama in più punti della Commedia, come a dar corpo fisico e “solidità” razionale a evanescenti virtù morali. Paolo Falzone, riprendendo la tesi di fondo esposta nel fortunato volume di Carpi sulla nobiltàÌ di Dante, ne ha discusso con acume e con circonstanziata documentazione l’approdo teorico, presentando credibilmente tesi assai distanti da quelle esposte dal piùÌ noto, compianto studioso. Leyla Livraghi, circumnavigando la citazione dantesca di Livio «che non erra», ne ha rintracciato dapprima l’autentico significato e ne ha poi indicato con meditata intelligenza il carattere fondativo di un modello di prosa storiografica. Beatrice Stasi ha affrontato la dura tematica dei canti della Superbia e ha disegnato un fitto reticolato di rapporti interni ad altri luoghi della Commedia e, più in generale, di un argomento centrale per la dottrina morale del tempo di Dante. Infine, Stefano Prandi ci ha offerto una nuova e brillante rilettura di Inf. XXXI, regalandoci nuovi e persuasivi punti di vista sul ruolo e sul significato dei Giganti.



0L029044 aggiungi al carrello
"Significar per verba"
Laboratorio dantesco, 2018
a cura di Domenico De Martino
Il Portico n. 179
pp. 312, ISBN 978-88-8063-995-4    € 22.00

Domenico De Martino, Presentazione - Stefano Carrai, Il viaggio dell’Orfeo cristiano. Filigrane orfiche tra Vita nova e Commedia - Paolo Trovato-Elisabetta Tonello, Verso una nuova edizione della Commedia 1. Sguardo retrospettivo (2001-2016) (P.T.) - 2. Novità dal cantiere (E.T.) - Corrado Bologna, Potere della lingua - Lingua del potere: De vulgari eloquentia, Monarchia e la Napoli angioina - Claudio Giunta, Sul sonetto dubbio di Dante Molti volendo dir - Paola Manni, con la collaborazione di Rossella Mosti, Barbara Fanini e Luca Morlino, Per un nuovo Vocabolario dantesco - Andrea Tilatti, Il manoscritto Florio della Commedia: una scheda - Chiara Kravina, Intorno al più antico testimone friulano della Commedia: tradizione e leggende del codice perduto Torriani - Fiammetta Papi, Il De regimine principum di Egidio Romano nella biblioteca di Dante - Giulio Vaccaro, L’orme, l’armi, i segni dell’antica fiamma.Citazioni dantesche nei volgarizzamenti - Maiko Favaro, «Tal mieç dal cjaminâ de vite nestre».Sulle traduzioni in friulano della Commedia

Il convegno tenutosi a Udine sotto l’etichetta di Laboratorio dantesco ha presentato non solo un ampio quadro degli studi danteschi in questo avvio del ventunesimo secolo, ma ha messo in mostra alcune delle più vivaci officine personali di studiosi noti e affermati, impegnati anche in progetti collettivi di lungo periodo, così come di giovani che variamente vanno ampliando i percorsi con originalità e innovative curiosità.
Il referto complessivo registra la buona salute degli studi su Dante e sulla sua opera, approfondita anche nelle articolate relazioni con la cultura circostante. Sembra portare giovamento soprattutto la molteplicità degli interessi e degli approcci, su una linea che senza esitazioni è quella della fedeltà ai testi, aggrediti con un rigore applicato in modo uniforme ai vari “territori” affrontati dagli undici studiosi qui schierati. Si affiancano temi propriamente filologici (anche con rilevanti implicazioni lessicografiche), approfondimenti testuali, storia della cultura e della critica, studi sulla diffusione dei testi danteschi, sulla “biblioteca” del Poeta e sulle citazioni della Commedia in volgarizzamenti trecenteschi, analisi di manoscritti antichi, fino alle implicazioni interpretative suscitate dalle traduzioni in lingua friulana.
La tensione espressa dai laboratori può insomma ben collocarsi sotto il riverbero della citazione del verso nel quale Dante, preparandosi al supremo regno ultramondano, affermava – pur negandone nello specifico la possibilità, ma intraprendendone insieme l’estrema attuazione – il consapevole uso della parola: «significar per verba» (Paradiso I, v. 70).



l008062 aggiungi al carrello
Letture classensi 47
Per il testo e la chiosa del poema dantesco, 2018
a cura di Giorgio Inglese
Letture Classensi n. 47
pp. 114, ISBN 978-88-9350-017-3    € 20.00

Premessa di Giorgio Inglese - Giorgio Inglese, Il problema ecdotico della Commedia - Sonia Gentili, Amore e conoscenza nella Commedia - Paolo Falzone, Eresia ed eterodossia nella Commedia - Alfredo Cottignoli, Uno straordinario viaggio esegetico: Benvenuto da Imola,
magister ed esegeta della Commedia. 696° Annuale della Morte di Dante: Marco Petoletti, ’ultimo rifugio, l’ultima musa: le ‘Egloghe’ di Dante



L040051 aggiungi al carrello
L'Alighieri 51, 2018
traduzione di Stefano Carrai
L'Alighieri. Diretta da Saverio Bellomo, Stefano Carrai e Giuseppe Ledda n. 51
pp. 168, ISBN 978-88-9350-012-8    € 25.00

Stefano Carrai, Ricordo di Saverio Bellomo. SAGGI: Nicolò Maldina, Dante lettore del Salterio - Luca Lombardo, Un’epistola “dantesca” di Albertino Mussato - Ester Pietrobon, Fare penitenza all’ombra di Dante. Questioni di poesia e devozione nei Sette salmi. NOTE: Enrico Rebuffat, “Maius lumen offuscat minus” (Purg. VII, 73-78) - Ottavio Brigandì, I pigmenti e le gemme di Purg. VII - Tommaso Salvatore, Un consuntivo di studi benvenutiani 2016-17. RECENSIONI



L013150 aggiungi al carrello
Il lettore di provincia 150
gennaio-giugno 2018, 2018
Il lettore di provincia n. 150
pp. 96, ill. bn, ISBN 978-88-9350-016-6    € 25.00

Federica Ambroso, La sfida all’intraducibilità della poesia. Dinamicità, continuità, intertestualità – Franco Nasi, Il critico-traduttore come “pensive man”: Massimo Bacigalupo e l’AngloliguriaAndrea Pagani, L’arte dell’attesa, del riso e del pianto: il magistero narrativo del Cunto de li cunti – Angela Albanese, Una fiaba distopica: Gatta Cenerentola in salsa GomorraIvan Pozzoni, Giovanni Vailati come meta-«moralista» - Alessio Dematteis, “La vita era pur sì bella”. La parola che diviene stile in Cristina Campo – Chiara Rolli, An Impeachment Turned into a Show: Sarah Sophia Banks’s collection of ‘Tickets for Warren Hastings Trial’ – Pietro Civitareale, Esistenzialismo e nichilismo nell’opera di Samuel Beckett – Andrea Amerio, “Caduti i folli entusiasmi della prima gioventù”. Contributo allo studio della ricezione di Rimbaud in Italia: polemiche landolfiane degli anni Cinquanta – Bruno Pompili, Camus nasconde l’enigma. La peste e le tracce dell’untore



L010055 aggiungi al carrello
Terra Mia
Mediatrici interculturali si raccontano.
Illustrazioni di Filippo Farneti, 2018
a cura di Tahar Lamri
Longo narrativa
pp. 120, bn, ISBN 978-88-9350-015-9    € 10.00

Questo libro nasce da un laboratorio di scrittura delle mediatrici culturali dell'Associazione Terra Mia di Ravenna, condotto da Tahar Lamri. Più che un laboratorio di scrittura un confronto di vite



Agosto 2018   

L200042 aggiungi al carrello
Luigi Carlo Farini Statista liberale, 2018
a cura di Sandro Rogari
Contemporanea n. 41
pp. 120, ISBN 978-88-9350-011-1    € 16.00

Sandro Rogari, Il paradigma di un liberale. Luigi Carlo Farini dalla Romagna all’Italia unita - Angelo Varni, La formazione di un liberale nella Romagna degli anni ’30 e ’40 dell’Ottocento - Donatella Lippi, Farini medico e scienziato - Claudia Giuliani, Le carte Farini alla Biblioteca Classense. Fortune e nuovi percorsi di ricerca di un archivio: il caso dell’epistolario di Marianna Brunetti Farini - Ester Capuzzo, Farini dalla Repubblica Romana all’esilio piemontese - Silvia Cavicchioli, Farini ministro dell’Istruzione del gabinetto d’Azeglio - Roberto Balzani, Luigi Carlo Farini nel 1859. L’“invenzione” dell’Emilia e le premesse della monarchia “plebiscitaria” - Giustina Manica, Farini luogotenente di Cavour nel Mezzogiorno - Alberto Malfitano, Il governo di Luigi Carlo Farini

Nel 150° anniversario della scomparsa il volume ricostruisce la biografia politica di Luigi Carlo Farini. Partendo dal Farini medico, con i suoi studi pionieristici su talune patologie di natura professionale, quasi anticipazione della moderna medicina del lavoro, per arrivare alla breve e drammatica esperienza di presidente del Consiglio, il libro ripercorre per tappe i momenti cruciali di questo liberale del Risorgimento che volle fare proprio il magistero di Cavour assimilato negli anni dell’esilio torinese, per applicarlo poi nella cruciale esperienza della gestione della transizione emiliana e romagnola del 1859-1860.



Giugno 2018   

L016133 aggiungi al carrello
Martini, Luigi
Rodolfo Salvagiani Cooperatore
1897-1979, 2018
Storia
pp. 208, ill. bn, ISBN 978-88-9350-007-4    € 15.00

Rodolfo Salvagiani è cooperatore fin dalle origini del suo impegno politico iniziato nel primo quindicennio del Novecento a Mezzano, suo paese di nascita.
Rodolfo viene assunto dalla Cooperativa Agricola Braccianti del paese nel 1920; per tutta la vita manterrà come baricentro dei suoi ideali e del suo lavoro la cooperazione e il ruolo autonomo che esercita nella società. Continuerà ad essere cooperatore lungo il ventennio fascista – a Mezzano, poi a Piangipane – mantenendo indipendenza di pensiero. Parteciperà alla lotta di liberazione e diventerà punto di riferimento della Federazione delle Cooperative di Ravenna negli anni della sua ricostruzione e del ripristino delle originarie funzioni decimate dal fascismo. Sono gli anni complessi di costruzione di una nuova democrazia, e anche di riflessione interna al suo partito nella definizione di un’aggiornata e contrastata visione del ruolo della cooperazione. Ancora una volta, Salvagiani si confermerà portatore di un pensiero unitario.
Diventato direttore generale della Federazione delle Cooperative, negli anni della presidenza di Bindo Giacomo Caletti e successivamente, ne difenderà il ruolo strategico e l’autonomia. Sarà eletto Senatore della Repubblica, ma con l’obiettivo di tornare a dirigere la cooperazione, appena onorato il mandato ricevuto dagli elettori.
Questo studio fornisce un ritratto, in gran parte inedito, di una personalità forte che ha fatto dell’indipendenza di giudizio il suo punto di riferimento costante, e della cooperazione un pilastro dello sviluppo economico e sociale.



Maggio 2018   

L017050 aggiungi al carrello
Capanni in erbe palustri, 2018
a cura di Emilio Roberto Agostinelli
Uomo e natura
pp. 156, 112 ill. col. e bn, ISBN 978-88-9350-000-5    € 22.00

Questo libro accompagna alla scoperta e all’analisi storica dei capanni palustri delle valli ravennati, realizzati utilizzando essenzialmente erbe della zona come la canna e altre materie prime del territorio.
Il volume contiene un prezioso censimento di 45 capanni ancora esistenti che testimoniano cultura e stile di vita dei ravennati nei secoli, durante i quali sono stati luoghi di vita, svago, lavoro e anche rifugio.
Lo studio dei capanni e delle particolari tecniche costruttive con le quali vengono tradizionalmente realizzati è condotto con rigore in diverse sezioni, quali individuazione, conoscenza, conservazione, valorizzazione.
Il volume illustra ampiamente ogni capanno con suggestive tavole a colori e contiene una scheda relativa alla sua localizzazione, datazione, impianto strutturale e stato di conservazione.
Questo libro quindi non è solo momento di nostalgia, ma di tutela per un patrimonio di beni che potrebbero essere tutelati dall’Unesco.



L021098 aggiungi al carrello
Museo d'Arte della Città di Ravenna. La collezione dei mosaici contemporanei, 2017
a cura di Linda Kniffitz - Chiara Pausini
Arte e cataloghi
pp. 288, ill. col. e bn, ISBN 978-88-9350-010-4    € 28.00

Dai Maestri del Gruppo Mosaicisti nascono i capolavori della “Mostra di Mosaici Moderni, del 1959, trasposizione in linguaggio musivo delle opere dei migliori artisti del momento, da Chagall a Guttuso, da Vedova a Capogrossi, Afro, Cagli, Moreni, Mirko, Birolli, Saetti, Santomaso e Corpora, fino a Mathieu che sperimenta la creazione autonoma e senza cartone. Grazie a questo evento, Ravenna si afferma come la Citta del mosaico, non solo per i capolavori tardo-antichi custoditi nelle sue chiese, ma per la rinascita dell’arte musiva che si compie nelle sue botteghe, una sorta di Officina ravennate.
Se la Mostra costituisce il primo nucleo della Collezione musiva permanente del MAR, nei decenni successivi si aggiungono tante opere autonome: i mosaici di Sartelli, De Luca, Bravura, Nittolo, Racagni, Tinarelli, Notturni, Santi e Marzi fino agli esiti più recenti, firmati da giovani artisti che dell'antica tecnica musiva utilizzano soprattutto i concetti e la sintassi, ampliandone di fatto il campo di applicazione nel panorama dell'arte contemporanea.
Seguendo una suddivisione per nuclei tematici, in parte corrispondente all'ordine espositivo della collezione, il volume illustra non solo le opere attualmente esposte, ma anche quelle che sono temporaneamente conservate nei depositi del museo.



L410318 aggiungi al carrello
L'emigrazione italiana nel Rio Grande do Sul brasiliano (1875-1914)
Fonti diplomatiche, 2018
a cura di Vania Beatriz Merlotti Heredia - Gianpaolo Romanato
Civiltà veneta nel Mondo n. 7
pp. 824, ill. bn, ISBN 978-88-9350-008-1    € 24.00

La grande emigrazione dall’Italia di fine Ottocento coincise con la richiesta di emigranti da parte del Brasile, un Paese enorme, spopolato, poco coeso. Una parte di quanti arrivavano in Brasile dall’Italia furono smistati nel Rio Grande do Sul, il territorio più meridionale e più abbandonato. Qui, nella zona di montagna, lontano da tutto e da tutti, in un’area boschiva e totalmente vuota, estesa approssimativamente come la Valle Padana, furono delimitate quattro zone coloniali, destinate esclusivamente ai nostri immigrati, dove affluirono, tra fine ‘800 e inizi del ‘900, più di centomila italiani, provenienti per la maggior parte dal Veneto. Erano contadini, artigiani, braccianti, molti analfabeti, tutti dialettofoni, che furono quasi abbandonati a se stessi. Per sopravvivere dovettero difendersi dagli animali selvatici, disboscare la foresta, costruire le case, avviare le coltivazioni, aprire delle strade, creare una rete commerciale. La solitudine rafforzò l’unione e la coesione di questi coloni che da allora hanno conservato fino a oggi tutte le peculiarità dei primi arrivati, a partire dalla lingua: il dialetto veneto, che si è mescolato al portoghese e ha dato vita ad una koinè linguistica tutta particolare. Si tratta di un caso che ha pochi uguali nella storia migratoria, non soltanto italiana: un gruppo sociale che si è perfettamente integrato nel Paese d’arrivo, il Brasile, di cui oggi rappresenta l’élite, mantenendo però le caratteristiche e le particolarità del Paese d’origine, l’Italia, e soprattutto della regione di provenienza, il Veneto. L’odissea di questa comunità fu seguita attentamente dalle autorità diplomatiche italiane. Le loro relazioni, apparse allora su pubblicazioni del Ministero degli Esteri, sono state riprodotte dagli originali e vengono qui riproposte integralmente, come testimonianza dal vivo, drammatica e palpitante, di una pagina di eroismi e sofferenze che ha pochi uguali e della quale possono andare fieri tanto l’Italia quanto il Brasile.



L029042 aggiungi al carrello
Marinella, Lucrezia
Vita del serafico et glorioso S. Francesco e Le vittorie di Francesco il Serafico. Li passi gloriosi della diva Chiara, 2018
a cura di Armando Maggi
Il Portico n. 177
pp. 312, ISBN 978-88-8063-998-5    € 25.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division


con la collaborazione di
Silvia Guslandi, Ana Ilievska, Elizabeth Tavella, Sarah Atkinson,
Cosette Bruhns, Fadil Moslemani

Vita del serafico et glorioso S. Francesco (prima ed. 1597) e Le vittorie di Francesco il Serafico. Li passi gloriosi della diva Chiara (1643) di Lucrezia Marinella non sono soltanto due esempi importanti della letteratura agiografica italiana, ma rappresentano anche due tappe essenziali nella poetica della più grande scrittrice italiana tra Cinquecento e Seicento, che vide nella scrittura religiosa la sua area espressiva più completa, sebbene si sia occupata con risultati spesso felici di molti altri generi letterari.
Quasi mezzo secolo trascorse tra la prima opera in versi e la seconda sterminata riscrittura in prosa, a testimonianza della fondamentale importanza che la figura del Poverello esercitò sia sulla scrittrice sia più in generale sulla cultura italiana controriformistica.
Marinella si avvicina al genere agiografico con un approccio sperimentale e un intento di contaminazione letteraria in cui epica, novellistica, mitologia antica, trattatistica filosofica, teologica e mistica vengono a fondersi con risultati sorprendenti.
Come già aveva fatto nella sua agiografia in prosa su S. Caterina da Siena, Marinella dà al testo un tono meditativo, nel senso che utilizza la scrittura per un personale processo di contemplazione degli eventi che è in procinto di narrare. Il risultato è un paradossale allontanarsi dal narrato vero e proprio e un focalizzarsi sugli stati emotivi che un particolare evento suscita nella scrittrice e quindi nel lettore. Tuttavia, spesso questo astrarsi dal testo rende il tessuto narrativo opaco al punto di essere di ardua comprensione.
Una scelta antologica delle Vittorie è il modo migliore per facilitare un approccio a un testo che è stato essenzialmente ignorato dalla critica per le sue notevoli difficoltà.
Questo volume è il risultato della collaborazione tra Armando Maggi e un gruppo di dottorandi della University of Chicago, dove Maggi insegna da molti anni.



L021097 aggiungi al carrello
Sacro e profano
Le arti tra '500 e '600, 2018
Arte e cataloghi
pp. 104, ill. col. e bn, ISBN 978-88-9350-009-8    € 20.00
...vedi scheda


L021099 aggiungi al carrello
Il Genio delle Acque
Scavi nelle piazze di Ravenna, 2018
a cura di Chiara Guarnieri - Giovanna Montevecchi
Arte e cataloghi
pp. 376, ill. col. e bn, ISBN 978-88-8063-996-1    € 28.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

Il volume rende noto quanto rinvenuto in due scavi realiz­zati in tempi diversi a Ravenna, ma entrambi accumunati da un tema: la presenza delle acque all'interno della città. Lo scavo realizzato nel 2011 in piazza Anita Garibaldi, che aveva come punto d' interesse la verifica della presenza della Fossa Augusta, ha invece permesso di portare in luce una stratificazione assai complessa caratterizzata dall'ini­ziale presenza di due domus con pavimenti a mosaico, poi accorpate; quest'ultima domus ebbe una straordinaria continuità di vita, fino alle soglie del VII secolo quando sui suoi resti venne eretto un edificio a destinazione cul­tuale. Durante il medioevo l'area fu destinata ad orti, probabilmente in relazione con il vicino monastero di S. Gio­vanni Evangelista; infine nel 1827 questa zona venne in parte occupata dall'ospedale cittadino e poi dal Liceo Classico 'Dante Alighieri' .
L'intervento svoltosi in piazza Andrea Costanel 2009 andava invece ad incidere un ambito dove secondo la letteratura si incontravano il canale Padenna e il Flumisellum Padennae. In questo caso l'intervento archeologico ha ve­rosimilmente evidenziato la presenza delle acque ancora in epoca medievale, oltre ad attestare alcune porzioni di edifici fra cui, in particolare, l'antica residenza che ospitò la Casa Matha, sede della Pescheria cittadina fino alla fine dell'Ottocento, poi sostituita con lo stabile per la vendita del pesce noto come Esedra Vignuzzi.



Aprile 2018   

L029043 aggiungi al carrello
"Senza malizia e senza ipucrisì"
Olindo Guerrini fra lingua e dialetto, 2018
a cura di Renzo Cremante - Federica Marinoni
Il Portico n. 178
pp. 168, ISBN 978-88-9350-005-0    € 18.00

Il volume raccoglie i testi degli interventi presentati al Convegno tenuto a Ravenna nelle giornate del 21 e 22 ottobre 2016. Fino a ieri trascurate, con pochissime eccezioni, o oggetto, perlopiù, di curiosità superficiale e aneddotica – in contrasto con una mai intermessa fortuna novecentesca, prevalentemente locale, dei testi o di alcuni testi – la personalità e l’opera di Olindo Guerrini e delle sue molteplici maschere hanno conosciuto negli ultimi anni una rinnovata attenzione storiografica e critica. Fra gli argomenti trattati nei saggi qui raccolti, il ruolo di rilievo che all’autore di Postuma spetta nel quadro delle polemiche veriste dell’Ottocento e la più trascurata ma non marginale esperienza della prosa: polemica, erudita, narrativa, umoristica, giornalistica, divulgativa, epistolare. Un’applicazione particolare è riservata al Guerrini dialettale, a una dialettalità estesa anche alla «bassezza» e alla «sudiceria» petroniane di Argia Sbolenfi. Passando al romagnolo, con l’invito a distinguere la «romagnolità autentica» dello scrittore di Sant’Alberto dalle generiche, divulgate «stereotipie romagnole», i Sonetti romagnoli sono esaminati da un duplice punto di vista: attraverso i rapporti, da una parte, col modello di un «poeta della realtà» ottocentesco della statura di Giuseppe Gioachino Belli, guardando, dall’altra, ai debiti contratti nei loro confronti da uno dei massimi poeti dialettali contemporanei, Raffaello Baldini. Perché, come ha scritto Luigi Meneghello, «la parola del dialetto è sempre incavicchiata alla realtà, per la ragione che è la cosa stessa, appercepita prima che imparassimo a ragionare [...]. Ma questo nòcciolo di materia primordiale [...] contiene forze incontrollabili proprio perché esiste in una sfera pre-logica dove le associazioni sono libere e fondamentalmente folli. Il dialetto è dunque per certi versi realtà e per altri versi follia».



Marzo 2018   

L001157 aggiungi al carrello
Dante a Verona
2015-2021, 2018
a cura di Edoardo Ferrarini - Paolo Pellegrini - Simone Pregnolato
Memoria del Tempo n. 57
pp. 320, ISBN 978-88-8063-982-4    € 24.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
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Paolo Pellegrini, Premessa - Gian Maria Varanini, “Corte”, cancelleria, cultura cittadino-comunale nella Verona del primo Trecento - Paolo Pellegrini, I primi passi dell’esilio dantesco: Verona 1302-1303 - Giuseppe Chiecchi, Dante «iuxta Sarnj fluenta»: a proposito dell’epistola a Moroello e della canzone montanina - Guglielmo Bottari, Lo sfondo culturale nella Verona di Dante -Marco Petoletti, Circolazione di manoscritti e biblioteche nella Verona dantesca - Giuseppe Ledda, Il Cangrande di Dante. Storia, poesia e profezia - Ennio Sandal, Dante e l’editoria veneziana nel primo secolo della stampa (1472-1555) - Luca Mazzoni, Dantisti veronesi del Settecento - Gian Paolo Marchi, Dantisti veronesi dell’Ottocento - Simona Brunetti, Due esempi di drammatizzazione di Dante nell’Ottocento italiano - Giuseppe Sandrini, Ruskin lettore di Dante: la Commedia e le pietre di Verona - Corrado Viola, Concordanze, capovolti, emblemi: sul Dante di Mario Apollonio - Giovanna Ioli, Dante, Singleton, Montale e il “Caso” - Marco Berisso, Il Dante di De Robertis e il “Libro delle canzoni” - Fabio Danelon, Una storia sbagliata. Su Pasolini e Dante


Verona è la città che più a lungo ha visto Dante quale ospite, nel primo esilio, allorché sono maturate le opere del Convivio e del De vulgari eloquentia, e più tardi, durante la scrittura del Paradiso e della Questio de aqua et terra, sotto le ali protettive di Cangrande della Scala. A Verona Dante poté forse approfondire i propri studi filosofici e letterari attraverso la frequentazione della celebre Biblioteca Capitolare.
A Verona prenderanno dimora i suoi discendenti, primo fra tutti il giudice Pietro, cultore e commentatore dell’opera del padre. La presenza di Dante fu uno stimolo prezioso per la promozione degli studi locali sulla sua opera e sulla sua biografia, prodromi a una fortuna che nei secoli successivi si allargherà ad ambiti disciplinari e cronologici diversi, alla letteratura moderna e contemporanea, sino ad abbracciare il cinema e il teatro.
Il volume ricostruisce puntigliosamente le tappe del primo esilio di Dante, il suo complesso rapporto con la realtà e le istituzioni cittadine veronesi (la tradizione comunale, il clero, il notariato), il suo dialogo con il contesto culturale che lo accolse (gli ambienti legati alla Capitolare). D’altra parte amplia l’orizzonte allo sviluppo degli studi intorno alla sua figura e alla sua opera (Dionisi, Perazzini, Del Lungo, Singleton, Apollonio, De Robertis), ne indaga la fortuna editoriale nei primi secoli della stampa, ne analizza il reimpiego e la riemersione in autori, aree e discipline diverse (Ruskin, Modena, Pasolini).



L200041 aggiungi al carrello
Pier Paolo D'Attorre, sindaco
Discorsi pubblici (1993-1997), 2018
a cura di Laura Orlandini
Contemporanea n. 40
pp. 128, 23 il. col. e bn, ISBN 978-88-9350-004-3    € 12.00

Questo volume raccoglie una selezione dei più significativi discorsi e interventi pubblici di Pier Paolo D’Attorre, sindaco di Ravenna tra il 1993 e il 1997 (il primo eletto con la nuova legge per l’elezione diretta dei sindaci entrata in vigore nel marzo del ’93), scelti fra quelli conservati tra le carte D’Attorre depositate presso la Fondazione Casa di Oriani.
Un arco di tempo denso di profondi cambiamenti, per Ravenna e per l’Italia intera. Un periodo di transizione, di crisi dell’esistente ma anche di rinnovamento e di prospettive, che D’Attorre seppe attraversare con grande lucidità e con una visione ampia del proprio ruolo derivantegli dalla sua formazione intellettuale. Perché Pier Paolo D’Attorre non smise mai di essere uno storico, e di considerarsi tale, neanche nei suoi anni d’impegno amministrativo. Non già un intellettuale “prestato alla politica”, ma un intellettuale e un politico al tempo stesso, che non vedeva contraddizione nell’essere l’una e l’altra cosa insieme, in nome di una convinta passione civile.
Questa raccolta, quindi, vuole essere un modo non soltanto per rendere omaggio a un protagonista della recente storia ravennate, ma per restituire a Ravenna una parte importante della sua memoria collettiva, che è condizione indispensabile per la costruzione di un senso di comunità.



L040050 aggiungi al carrello
L'Alighieri vol. 50
Rassegna dantesca, 2018
L'Alighieri. Diretta da Saverio Bellomo, Stefano Carrai e Giuseppe Ledda n. 50
pp. 168, ISBN 978-88-8063-993-0    € 25.00

SAGGI: Anna Pegoretti, «Nelle scuole delli religiosi»: materiali per Santa Croce nell’età di Dante - Anna Gabriella Chisena, Miti astrali e catasterismi nel cielo dantesco: le Orse, Boote e la Corona di Arianna - LECTURAE: Saverio Bellomo, I destini del corpo e dell’anima: lettura di Purgatorio iii. NOTE:Sandra Carapezza, «Grazia divina e precedente merto». L’epistola di Giacomo come fonte della speranza – Alberto Cadioli, Intertestualità dantesche negli scritti di Antonio Baldini. RECENSIONI