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Luglio 2016   

L040047 aggiungi al carrello
L'Alighieri 47
Rassegna dantesca, 2016
a cura di Saverio Bellomo - Stefano Carrai - Giuseppe Ledda
L'Alighieri n. 47
pp. 176, ISBN 978-88-8063-842-1    € 25.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division


SAGGI: Saverio Bellomo, «Or sè tu quel Virgilio?»: ma quale Virgilio? - Claudia Villa, Il vicario imperiale, il poeta e la sapienza di Salomone: pubblicistica politica e poetica nell’epistola a Cangrande (con una postilla per Re Roberto e Donna Berta) / 1. LECTURAE DANTIS: Paolo Pellegrini, La Comedìa tra Firenze e il Casentino: lettura del canto xvi dell’Inferno. NOTE: Claudio Lagomarsini e Giuseppe Marrani, Molti volendo dir che fosse Amore: nuovi recuperi - Ottavio Brigandì, Il color perso, Dante e la tintura medievale - Elisabetta Tonello, L’edizione bembina della Commedia. RECENSIONI



Giugno 2016   

L021087 aggiungi al carrello
Pertegato, Francesco
Argenta avamposto occidentale della Chiesa di Ravenna
Lettura storico-iconografica della pieve di S. Giorgio, 2016
Arte e cataloghi
pp. 244, 83 ill. col. e bn, ISBN 978-88-8063-950-3    € 20.00

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Maggio 2016   

L001152 aggiungi al carrello
Ardissino, Erminia
L'umana "Commedia" di Dante, 2016
Memoria del Tempo n. 52
pp. 166, ISBN 978-88-8063-846-9    € 18.00

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Dante offre nel suo poema una visione dinamica dell’essere umano, che trova la sua forma ideale nella poetica nel viaggio e nell’apertura della terzina. Tale dinamica deriva dalla concezione della vita come tensione continua verso la perfezione dell’individuo, tensione causata da un desiderio che non può essere soddisfatto se non nella sua ragione ultima, che è la «base» o il «fine di tutt’i disii». Da questo istinto, che implica libertà assoluta e si alimenta di speranza, nasce l’agire, che attua il divenire nella storia, secondo forme molteplici, di cui una delle più rappresentative è l’amore. L’immaginazione e la poesia con la loro visionarietà concorrono a mostrarne la direzione e la fattibilità.
Offrendo inedite interpretazioni, il saggio discute alcuni aspetti dell’antropologia dantesca come appare nella Commedia, oggetto privilegiato dell’analisi. Ogni argomento è discusso anche con opportuni riferimenti alle altre opere, soprattutto al trattato filosofico e al libello giovanile. L’avvio è dato da alcuni riusi della poesia di Dante nella contemporaneità, che provano come la Commedia sia un affascinante e straordinario specchio della condizione umana.



L001149 aggiungi al carrello
Enrico VII, Dante e Pisa, 2016
a cura di Giuseppe Petralia - Marco Santagata
Memoria del Tempo n. 49
pp. 520, 56 ill., ISBN 978-88-8063-831-5    € 45.00

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Giuseppe Petralia, L’Italia di Enrico VII e di Dante: una ricognizione (e un’agenda) storiografica - Marco Santagata, Enrico VII, Dante e Pisa. Relazioni: Knut Görich, Il leone dell’imperatore Enrico VII. Domande sul contesto del dono di un animale - Gian Maria Varanini, Le delegazioni delle città e dei borghi dell’Italia settentrionale di fronte all’«alto Arrigo» (novembre 1310-primo semestre 1311) - Mauro Ronzani, La Chiesa pisana al tempo di Enrico VII: gli arcivescovi domenicani Giovanni dei Conti di Poli e Oddone della Sala - Maria Luisa Ceccarelli Lemut, Ghibellini e guelfi bianchi alla corte pisana dell’imperatore - Alma Poloni, «Ad sue voluntatis arbitrium». Enrico VII e i comuni italiani - Monica Baldassarri, «De monetis nostris cudendis et fabricandis in Ytalia». Aspetti della politica monetaria di Enrico VII - Michele Luzzati – Alessandra Veronese, Enrico VII e gli ebrei di Pisa e d’Italia - Gabriella Albanese, «De gestis Henrici Vii Cesaris»: Mussato, Dante e il mito dell’incoronazione poetica - Mirko Tavoni, L’idea imperiale nel «De vulgari eloquentia» - Anna Fontes Baratto, Linguaggio biblico e missione imperiale nell’Epistola V di Dante - Alberto Casadei, Tre canzoni in morte di Enrico VII: questioni storiche e attributive (e tracce dell’«Inferno» nel 1313) - Fabrizio Franceschini, L’«alto Arrigo» e l’«alto Henrico» nella tradizione del poema e negli antichi commenti - Lucia Battaglia Ricci, L’«alto Arrigo» e l’Impero nei commenti figurati danteschi - Gabriella Garzella, Pisa imperiale: chiese, piazze, palazzi nell’itinerario di Enrico VII - Gianfranco Fioravanti, Dal Convivio alla Monarchia - Diego Quaglioni, La «Monarchia», l’ideologia imperiale e la cancelleria di Enrico VII - Christian Zendri, La legislazione pisana di Enrico VII: problemi filologici e interpretativi. Appendice: legislazione enriciana - Giuliano Milani, Giustizia, politica e società nei comuni italiani al tempo di Enrico VII - Paolo Pontari, La verità storica sulla morte di Enrico VII e nuove fonti sanminiatesi: Giovanni di Lemmo Armaleoni e Lorenzo Bonincontri. Testimonianze storiche sulla morte di Enrico VII tra Medioevo e Umanesimo (a cura di Paolo Pontari) - Francesco Mallegni, A proposito dei resti mortali dell’imperatore Enrico VII: analisi biologiche e memorie storiche

Buonconvento (Siena), 24 agosto 1313: la morte inaspettata di Enrico VII di Lussemburgo infrange per sempre i sogni ghibellini di chi, come Dante, aveva intravisto nell’imperatore la speranza più concreta di una risoluzione politica, l’incarnazione di quel secondo ‘astro’ teorizzato dal Poeta nella Monarchia. In quello stesso anno il trattato politico dantesco veniva ultimato a Pisa, la città scelta da Enrico VII come sede della sua corte imperiale in Italia. È a Pisa che Dante apprenderà la tragica fine dell’imperatore, ammantata dal sospetto di un vero e proprio delitto politico; è qui che assisterà alle solenni esequie e alla sepoltura dell’«alto Arrigo» all’ombra della Torre, nel Duomo pisano. Il volume raccoglie gli Atti del Convegno internazionale dedicato a Enrico VII, Dante e Pisa, svoltosi in occasione del settimo centenario della morte dell’imperatore e della stesura della Monarchia. I ventitré saggi, a firma di storici del Medioevo e studiosi di Dante, offrono un quadro completo delle connessioni tra l’imperatore, il poeta e la città toscana, con molte novità, dossier e documenti inediti.



L029035 aggiungi al carrello
Corradi, Morena
Spettri d'Italia
Scenari del fantastico nella pubblicistica postunitaria milanese, 2016
Il Portico n. 170
pp. 248, ill. bn, ISBN 978-88-8063-817-9    € 25.00

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Nelle prime due decadi postunitarie, con grande ritardo sul resto d’Europa, il fantastico si diffonde in Italia grazie ad autori come Iginio Ugo Tarchetti, Arrigo e Camillo Boito, Emilio Praga. Questa letteratura riveste un ruolo di primo piano nelle appendici di molti giornali degli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento. La stessa pubblicistica testimonia la presenza di topoi e suggestioni del fantastico nel dibattito politico e nella letteratura di costume, anche grazie all’influenza di fenomeni quali il magnetismo e lo spiritismo che raggiungono un’enorme popolarità nel periodo in questione.
Questo lavoro indaga le declinazioni del fantastico nel contesto della pubblicistica postunitaria, in particolare nel vivace panorama milanese, attraverso lo studio di diverse tipologie testuali, dal racconto alla satira politica agli articoli di argomento scientifico e di costume, con l’intento di mostrare come questo modo letterario dia forma ad ansie, ossessioni, aspirazioni, al confine tra naturale e soprannaturale, razionale e irrazionale, reale e illusorio.



Aprile 2016   

L012089 aggiungi al carrello
Scala, Rita
In verticale sull'antenna del cuore, 2016
Poesia
pp. 204, ISBN 978-88-8063-952-7    € 15.00

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Dopo un pluriennale silenzio la voce di Rita Scala, in realtà mai sommersa ma solo custodita nel cuore, ritorna per offrirci, come sempre quasi in punta di piedi, il suo sommesso fabulare in una scrittura verticale di straordinaria maturità



L001151 aggiungi al carrello
Carlo Magno in Italia e la fortuna dei libri di cavalleria, 2016
a cura di Johannes Bartuschat - Franca Strologo
Memoria del Tempo n. 51
pp. 512, ISBN 978-88-8063-841-4    € 35.00

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Johannes Bartuschat e Franca Strologo, Premessa - Introduzione: Ottavio Besomi, Ricordo di Cesare Segre - Riccardo Bruscagli, I Cinque canti. I. L’epica di Francia in Italia, fra le chansons de geste e le storie della Spagna: Maria Luisa Meneghetti, Fortuna e canone dell’epopea francese in Italia:l’evidenza della tradizione manoscritta - Maria Grazia Capusso, Relitti di una tradizione sommersa: il Macaire del Cod. Marc. fr. XIII e i testimoni romanzi della Reine Sibille - Marco Infurna, Carlo Magno nell’Entrée d’Espagne - Frej Moretti, L’Oriente e l’Islam nella Spagna in prosa - Marco Villoresi, Voci e scritture per le storie di Spagna. II. I capolavori della letteratura cavalleresca: Stefano Carrai, «Sento di lungi chiamarmi col corno»: la rotta di Roncisvalle come finale del Morgante - Cristina Montagnani, Orlando fra i pastori - Francesco Ferretti, Ariosto pittore. Sulla natura figurativa del Furioso - Paola Casella, La retorica degli affetti nell’Orlando Furioso e nella Gerusalemme liberata. III. Le storie di cavalleria fra le corti, le piazze e il mercato editoriale: Antonia Tissoni Benvenuti, Manoscritti cavallereschi estensi: i carolingi - Cristina Dondi e Neil Harris, I romanzi cavallereschi nel Zornale di Francesco de Madiis (1484-88): profilo merceologico di un genere - Luca Degl’Innocenti, Paladini e canterini. Appunti sull’oralità nella tradizione cavalleresca italiana del Quattro e Cinquecento. IV. La letteratura cavalleresca di materia carolingia dalla storia verso la modernità : Tina Matarrese, La letteratura cavalleresca dal fantastico alla storia: le “guerre d’Italia” tra cantari e poema ariostesco - Andrea Canova, Osservazioni lessicali su alcuni romanzi cavallereschi - tra Quattro e Cinquecento - Gabriele Bucchi, Un poema cavalleresco “light”: la Leandra in sesta rima di Pietro Durante - Jane Everson, «E più e men che re»: Carlo Magno nel Mambriano - Daniela Delcorno Branca, Sulle orme di Ariosto, ma non solo: la Marfisa bizzarra di Giovambattista Dragoncino da Fano - Cristina Cabani, Fra continuazioni e riscritture: l’Orlando Innamorato di Francesco Berni - Leslie Zarker Morgan, Carlo Magno a Bologna: Pier Jacopo Martello e la tradizione cavalleresca - Marina Beer, I libri carolingi in Italia tra Settecento e Novecento: dalla decostruzione alla parodia



L001147 aggiungi al carrello
Tomaso da Faenza
Rime
Edizione critica con commento, 2016
a cura di Fabio Sangiovanni, prefazione di Furio Brugnolo
Memoria del Tempo n. 47
pp. 232, ISBN 978-88-8063-825-4    € 28.00

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Tra i romagnoli che, nel De vulgari eloquentia, «a proprio poetando divertisse audivimus», tra coloro cioè che con merito poetico si allontanarono dal proprio volgare, Dante individua Tomaso da Faenza, giudice in attività dagli anni Sessanta del Duecento sino, probabilmente, ai primissimi del Trecento, autore di quattro canzoni e nove sonetti secondo le testimonianze dei canzonieri delle origini e del ms. 4 della Società Dantesca Italiana. Nel corpus spiccano i non facili componimenti in tenzone, con Monte Andrea, Giovanni dall’Orto (contro i quali la specializzazione tomasiana si fisserà sulla difesa di Amore), Cino da Pistoia e Onesto da Bologna (coinvolti in una celebre, ma fumosa, tenzone politica), che delineano il faentino come rilevante, benché non principale, rimatore centro-settentrionale. La nuova edizione critica che qui si propone raccoglie per la prima volta tutta la produzione di Tomaso, comprendendo altresí le rime dei corrispondenti, e presenta un ampio apparato esegetico vòlto al commento puntuale dei testi sinora imperfettamente editi o interpretati.

Tra i romagnoli che, nel De vulgari eloquentia, «a proprio poetando divertisse audivimus», tra coloro cioè che con merito poetico si allontanarono dal proprio volgare, Dante individua Tomaso da Faenza, giudice in attività dagli anni Sessanta del Duecento sino, probabilmente, ai primissimi del Trecento, autore di quattro canzoni e nove sonetti secondo le testimonianze dei canzonieri delle origini e del ms. 4 della Società Dantesca Italiana. Nel corpus spiccano i non facili componimenti in tenzone, con Monte Andrea, Giovanni dall’Orto (contro i quali la specializzazione tomasiana si fisserà sulla difesa di Amore), Cino da Pistoia e Onesto da Bologna (coinvolti in una celebre, ma fumosa, tenzone politica), che delineano il faentino come rilevante, benché non principale, rimatore centro-settentrionale. La nuova edizione critica che qui si propone raccoglie per la prima volta tutta la produzione di Tomaso, comprendendo altresí le rime dei corrispondenti, e presenta un ampio apparato esegetico vòlto al commento puntuale dei testi sinora imperfettamente editi o interpretati.



L021085 aggiungi al carrello
Fabbri, Costanza
Gli eterni affetti
Il sentimento dipinto tra Bisanzio e Ravenna, 2016
Arte e cataloghi
pp. 144, 43 ill. bn e col., ISBN 978-88-8063-838-4    € 18.00

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Nonostante l’immaginario comune assegni alla civiltà bizantina l’etichetta di “arte algida e astratta”,la tendenza a rappresentare compiutamente gli affetti sembra essere nata nella seconda metà del XII secolo proprio in territorio bizantino (serbo-macedone), grazie alla concomitanza di due fattori: la radicata tradizione ellenistica presente a Salonicco e la forte matrice folcloristica, di cui l’arte balcanica fu sempre impregnata.In Romagna, la scuola riminese giottesca, favorita dalle committenze francescane, parve accogliere e ben metabolizzare la lezione d’Oriente, sintonizzandola sul patetismo di Giotto a Padova e sulla drammaticità del senese Pietro Lorenzetti ad Assisi. Tra gli esempi oggi superstiti, quello ravennate di Santa Chiara primeggia su tutti, per la squisita armonia tra il pietismo devozionale di indiretta derivazione balcanica, il patetismo espressionistico nordico e il laico umanesimo comunale di cui Giotto si fece mediatore. Mentre l’Oriente greco mirò sempre ad applicare una rappresentazioneaffettivadei sentimenti, ovvero addomesticata dalla ragione, l’Occidente latino predilesse una resa piùemotivae passionale, laddove il sentimento, per sua natura indomito, riuscì a liberarsi e a circolare indisturbato, segnando il passo al definitivo trionfo dell’uomo e della sua individualità e spalancando così le porte all’arte del futuro Rinascimento italiano.