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Dicembre 2019   

L029045 aggiungi al carrello
Falzoni, Giordano
Opere
Letteratura, teatro, cinema, arte, società, 2019
a cura di Teresa Nocita
Il Portico n. 180
pp. 276, ill. bn, ISBN 978-88-9350-006-7    € 24.00

Giordano Falzoni (Zagabria, 1925 – Milano, 1998), pittore, scrittore e autore teatrale legato alla frazione romana del Gruppo 63, è stato fino ad oggi senz’altro più apprezzato per le qualità di pittore surrealista che per il suo engagement di scrittore. Attraverso un difficoltoso lavoro di recensio del poco materiale ancora consultabile, tutto di arduo reperimento, trattandosi in massima parte di pubblicazioni tirate in un numero limitato di esemplari, in occasione, ad esempio, di mostre pittoriche, e procedendo al recupero dei molti articoli apparsi in rivista, è stato possibile stilare una consistente bibliografia degli scritti letterari dell’autore. Il corpus delle opere, pubblicato adesso in questo volume, testimonia interessi che spaziano dalla letteratura al teatro, dal cinema all’arte, senza disdegnare interventi su politica, costume e società, consegnandoci il profilo di uno scrittore che forse è stato per troppo tempo, e a torto, dimenticato. Quasi un eclettico funambolo, in programmatico equilibrio tra le più diverse forme d’espressione artistica del proprio tempo, Giordano Falzoni si ritaglia uno spazio caratterizzato da numerose tangenze all’interno del panorama letterario dell’ultimo quarantennio del Novecento. Non riconoscendo un limite per l’estro creativo nelle difformità che separano i prodotti dell’arte da quelli della letteratura, i contenuti del cinema da quelli del teatro, Falzoni sembra privilegiare, quale espediente comunicativo, la vertiginosa contaminazione tra espressione letteraria e rappresentazione artistica, tra performance teatrale e racconto filmico, raggiungendo un’ibridazione delle forme che lo caratterizza come uno dei più vivaci protagonisti della scena culturale italiana degli anni Sessanta e Settanta.



L001166 aggiungi al carrello
Dante e Ravenna, 2019
a cura di Alfredo Cottignoli - Sebastiana Nobili
Memoria del Tempo n. 66
pp. 372, ill. col. e bn, ISBN 978-88-9350-037-1    € 18.00

Emilio Pasquini, L’«ultimo rifugio» - Alberto Casadei, Dante tra Verona e Ravenna: dati storici e questioni di poetica - Nicolò Maldina, Dante alla corte di Guido Novello. Appunti minimi su un topos trecentesco - Marco Petoletti, Le Egloghe di Dante: problemi antichi e nuove prospettive di ricerca - Alessandro Iannucci -Marco Orlandi, Ravenna negli anni di Dante: metodi e strumenti per una mappa storica digitale interattiva - Giuseppina Brunetti-Paola Degni, Gli ‘amici’ di Dante nell’esilio ravennate - Luca Carlo Rossi, «Torno a Ravenna, di là non mi parto». Dante tra amici e nemici, fra vero e falso - Angelo Piacentini, In memoria di Dante: epitaffi epigrafici ed epitaffi letterari - Paola Vecchi, Cose ravennati fra Dante, Petrarca e Boccaccio - Roberta Morosini, Ravenna «nobilissima civitas» e la Romagna nel Comentum di Benvenuto alla Commedia, tra geografia, cronaca patria e idrografia - Fiammetta Sabba-Federica Fabbri, Ravenna e gli incunaboli danteschi nel Material Evidence in Incunabula (MEI): funzionalità e prospettive di ricerca - Laura Pasquini, I mosaici ravennati come fonti figurative della Commedia - Paolo De Ventura, Una Ravenna edenica: la funzione di suoni e immagini nel Paradiso terrestre dantesco - Raffaele Savigni, Dante, Pier Damiani e la «casa di Nostra Donna in sul lito adriano» - Sonia Chiodo, Omaggio a Dante: il ritratto giottesco del Palazzo del Podestà di Firenze - Giorgio Gruppioni-Elisabetta Cilli, Per una nuova ricognizione delle ossa di Dante - Andrea Battistini, Un capitolo della fortuna di Dante: versi a margine del restauro settecentesco della tomba ravennate - Alessandro Merci, «Questo è l’amor, questa è la patria mia». Dante e Ravenna nel teatro italiano dell’Otto-Novecento - Pantaleo Palmieri, Gli scritti danteschi di Adolfo Borgognoni - Gabriella Albanese-Paolo Pontari, L’ultimo Dante. Nuovi documenti sulla Corrispondenza con Giovanni del Virgilio e una Mostra sul cenacolo ravennate

Si offrono qui riunite, a un anno dall’evento, le relazioni del Convegno internazionale di studi su Dante e Ravenna (27-29 settembre 2018), che ha celebrato il settimo centenario dell’esilio ravennate del sommo poeta, chiamando a raccolta i maggiori specialisti, docenti in Università italiane e straniere, dell’ultimo Dante e della sua coeva produzione, latina e volgare.
Di quel convegno, non circoscritto ai soli italianisti, ma aperto al contributo di filologi classici e medievali, di storici dell’arte e della Chiesa, non meno che di codicologi e antropologi fisici, il volume, corredato di un’ampia Introduzione e di una ricca appendice iconografica, rispecchia il carattere interdisciplinare, proprio del Dipartimento ravennate di Beni Culturali al cui interno è stato ideato



Novembre 2019   

L016136 aggiungi al carrello
Previato, Massimo
Andè in mèr
Pescatori e cozzari a Cervia, 2019
fotografie di Mauro Foli
Storia
pp. 128, ill. bn, ISBN 978-88-9350-045-6    € 18.00


L016135 aggiungi al carrello
Troilo, Matteo
Il Monte di pietà di Ravenna in età contemporanea
(1815-1965), 2019
Storia
pp. 144, ISBN 978-88-9350-039-5    € 16.00

Per tutta l’età moderna i monti di pietà hanno costituito una colonna portante del credito al cittadino. Molto diverso è invece il loro ruolo nell’età contemporanea in un quadro fortemente mutato con molte altre realtà, dalle banche alle casse di risparmio, ad occuparsi di attività di credito. La storia del Monte di pietà di Ravenna segue in pieno questo andamento, pur con caratteristiche peculiari. Se nell’Ottocento l’istituto ravennate ha ancora numeri importanti, nel secolo successivo il calo delle operazioni di pegno è netto. Tutto ciò segnala la trasformazione dell’istituto in una struttura marginale nel sistema creditizio locale. Nonostante ciò l’istituto sopravvive per tutto l’Ottocento e per buona parte del Novecento confluendo poi nella Banca del Monte di Bologna.
La vita del monte attraversa cambiamenti epocali: dalla Restaurazione all’Unità d’Italia, dall’avvento del Fascismo a due guerre mondiali. Tanti sono stati anche i mutamenti legislativi che i vari soggetti al potere hanno messo in atto per regolamentare le attività di questi istituti, aumentando o diminuendo a seconda dei casi la loro autonomia. Per cercare di rispondere ai molti interrogativi che la storia di un simile istituto ci pone questo lavoro si è basato sui documenti amministrativi ed economici conservati presso la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Oltre ai bilanci e ai libri mastri che registrano i valori dei pegni, si è data particolare attenzione alla storia di Ravenna, città fortemente mutata nel corso degli ultimi due secoli.



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Le stoffe di San Giuliano dal ritrovamento alla valorizzazione, 2019
a cura di Emanuela Fiori
Arte e cataloghi
pp. 112, ill. bn e col., ISBN 978-88-9350-040-1    € 15.00

Emanuela Fiori, Gli sciamiti da San Giuliano 1910-2018: una vicenda esemplare - Paola Novara, La fortuna del culto di San Giuliano a Rimini -Cristina Ravara Montebelli, La ricognizione del 1910 e il recupero delle reliquie - Maria Cristina Carile, La seta bizantina nel Mediterraneo (IV-XII secolo) e le sete di San Giuliano- Giovanni Gardini, “Sanctus Iulianus, cuius corpus Arimini extat”. Agiografia e iconografia di San Giuliano da Rimini - Stellina Cherubini, Annalisa Biselli, Regula Schorta, Studio e analisi tecnica degli sciamiti di San Giuliano, conservazione e sistema espositivo

Nel giugno del 1910 l’apertura del sarcofago che contiene le spoglie di San Giuliano nell’omonima chiesa di Rimini rivela un gruppo di tessuti antichi. Tra gli innumerevoli lacerti spiccano per dimensioni e fattura due sciamiti in seta di manifattura bizantina.
L’importanza del ritrovamento è immediatamente riconosciuta da Corrado Ricci e Giuseppe Gerola che si adoperano per assicurare ai reperti tessili un’adeguata conservazione.
Da qui prende avvio una vicenda destinata a durare oltre un secolo, che porterà i tessuti a far parte del patrimonio dello Stato, ad essere esposti nel giovane Museo Nazionale di Ravenna a partire dal 1921 e a divenire uno dei nuclei di tessili tardoantichi e bizantini più conosciuti dagli specialisti.
Questo volume è realizzato a conclusione dell’ultimo intervento di restauro del 2018: la nuova soluzione espositiva che ne è scaturita restituisce al pubblico i due sciamiti in seta dopo oltre vent’anni. I saggi vogliono essere un contributo più ampio alla storia della tutela, del restauro e della conoscenza di questo settore delle Arti meno noto ma assolutamente emblematico.



L0161134 aggiungi al carrello
Menzani, Tito - Pezzani, Matteo - Tagliaverga, Salvatore
Lavorare d'impegno
Benigno Zaccagnini e la città di Ravenna, 2019
Storia
pp. 208, 75 ill. bn, ISBN 978-88-9350-044-9    € 16.00

Benigno Zaccagnini è spesso ricordato come statista della prima Repubblica e uomo di spicco della Democrazia cristiana, in particolare dell’ala sinistra del partito. Questo libro colma una lacuna storiografica, occupandosi di approfondire il rapporto tra Zaccagnini e Ravenna, la città dove visse gran parte della propria vita. Si prendono in considerazione gli anni giovanili, quando fu un animatore della locale sezione della Federazione universitaria cattolici italiani (Fuci), la fase della Resistenza, durante la quale fu partigiano e figura apicale del Cln ravennate, e il lungo periodo dell’Italia democratica, quando in più occasioni si spese a favore del proprio territorio, in sinergia con le amministrazioni comunali e provinciali. In particolare – fra i tanti apporti – emerge il suo ruolo per lo sviluppo industriale di Ravenna e per la trasformazione radicale del suo porto, che avrebbero rappresentato i prodromi del boom economico locale. In questo senso, pur se in maniera spesso discreta, Zaccagnini è stato uno dei personaggi chiave del Novecento ravennate e a trent’anni esatti dalla morte questo volume si incarica di una rigorosa analisi storica.



L001165 aggiungi al carrello
Poesia e diritto nel Due e Trecento italiano, 2019
a cura di Franziska Meier - Enrica Zanin
Memoria del Tempo n. 65
pp. 248, ISBN 978-88-9350-033-3    € 18.00

Franziska Meier e Enrica Zanin, Introduzione - Giuseppina Brunetti, Linguaggio giuridico e poesia alla corte di Federico II di Svevia - Antonio Montefusco, Pier della Vignae la sua eredità: Ars dictaminis, poesia, diritto e distribuzione sociale dei saperi nella corte siciliana - Michele Piciocco, Monte Andrea nella Bologna del ’200. Un’ipotesi di lettura per le canzoni ‘economiche’ - Roberto Righi, Mediante specie. Note a Francesco stimmatizzato - Franziska Meier, Maestro Francesco Accursio fece una proposta dinanzi al comune di Bologna. L’ascesa della figura del giurista nelle due redazioni del Novellino - Sara Ferrilli, Cino da Pistoia, Francesco da Barberino e l’astrologia giudiziaria: tra poesia, politica e cultura giuridica - Sabrina Ferrara, Boccaccio giurista? Un sondaggio nelle Epistole - Pia Claudia Doering, La giustizia penale nel Decameron di Boccaccio. Sulla difficoltà di discernere la verità dall’inganno (Novella Iii,7) - Claudia Di Fonzo, La questione della nobiltà da Dante al dantismo giuridico - Luca Marcozzi, La poesia concede la grazia? Petrarca, Cola di Rienzo e il processo del 1352 - Roberto Siniscalchi, Notai e poeti nella camera actorum di Bologna alla fine del trecento - Diego Quaglioni, Licet allegare poetas. Formanti letterari del diritto fra medioevo ed età moderna - Francesca Iurlaro, Poesia e poetica del diritto delle genti: alcuni cenni sull’importanza normativa dell’exemplum poetico in età moderna.

Che poesia e diritto, nel Due e Trecento, siano intimamente legati è cosa nota. Si sa che grandi poeti come Giacomo da Lentini e Cino da Pistoia furono, al tempo stesso, grandi giuristi. Ma sia gli storici del diritto che i filologi non spingono oltre le loro ricerche e restano nello stretto perimetro della loro disciplina, come se l’idea che il diritto possa entrare in poesia fosse inimmaginabile. Questo volume intende invece prendere insieme poesia e diritto, e capire perché in Italia, nel Medioevo, la poesia sia entrata nel diritto (Literature in Law) e, perché, inversamente, il diritto sia entrato in poesia (Law in Literature).
Nei tredici capitoli di questo volume filologi e storici del diritto analizzano il legame tra poesia e diritto per metterne in prospettiva gli effetti e le ripercussioni, in un percorso che va del Duecento fino al primo Rinascimento. Il libro comincia alla corte di Federico II, dove fu realizzato un ambizioso programma giuridico-poetico a cui contribuì Pier della Vigna, coniugando con genio poesia e diritto nell’Ars dictaminis. Ci si sposta poi nel contesto giuridico bolognese, con le poesie di Monte Andrea e di notai poeti come Niccolò Malpigli; si studia l’astrologia giudiziaria con Cino da Pistoia e Francesco da Barberino; si rintraccia la figura del giurista e la sua ascesa nelle due redazioni del Novellino; si analizza l’uso raffinato e critico della retorica giudiziaria in una novella del Decameron. Arrivati in pieno Trecento, si considera la figura del poeta umanista, per capire se il rifiuto del diritto, che Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca ostentano nelle loro epistole, sia apparente o sostanziale. Infine, si scopre che la poesia stessa – non solo la poesia latina, ma anche quella di Dante – si trasforma in fonte d’autorità nel discorso giuridico del Trecento e continua a nutrire l’ius gentium nell’età moderna.



L001162 aggiungi al carrello
Agostino, agostiniani e agostinismi nel Trecento italiano, 2018
a cura di Johannes Bartuschat - Elisa Brilli - Delphine Carron
Memoria del Tempo n. 62
pp. 264, ill. col., ISBN 978-88-9350-027-2    € 28.00

Johannes Bartuschat Elisa Brilli Delphine Carron, Introduzione - Pascale Bermon, Cinq tables inédites sur des livres de Saint Augustin attribuées à Grégoire de Rimini - Fiammetta Papi, A Non-Augustinian Treatise by an Augustinian Master: Giles of Rome’s De Regimine Principum and its Vernacular Reception - Xavier Biron-Oullet, Simone Fidati da Cascia’s Spiritual Direction in Fourteenth-Century Italy - Enrico Fenzi, Alle soglie del Mondo Moderno, in cerca della felicità: il fondamento agostiniano dell’individualismo petrarchesco - Luca Marcozzi, Sulla presenza di Agostino nei Fragmenta di Petrarca: bilanci e prospettive - Eric L. Saak, Augustine and Augustinianisms in the Fourteenth Century: The Cases of Petrarch and Robert de Bardis - Gianni Pittiglio, Invenzioni, “furti” e modulazioni iconografiche nella propaganda eremitana: l’Allegoria di Agostino Maestro di Sapienza (Madrid, Bne, Ms. 197) - Laurent Baggioni, Salutati et Augustin: le citoyen dans l’histoire - Alice Martignoni, «Quatuordeci valentissimi homini romani». Una riscrittura di Agostino nel prologo al Paradiso del commento del Falso Boccaccio (Ms. Bncf II I 47, cc. 184r-189v) - Elisa Brilli-Lorenzo Tanzini, Commentare e volgarizzare il De civitate Dei a Firenze all’alba dello Scisma

I contributi raccolti in questo volume esaminano le diverse sfaccettature della multiforme eredità di Agostino nel Trecento italiano. In particolare si concentrano sulla influenza esercitata dalla frequentazione diretta delle opere dell’Ipponate non meno che su quella dovuta alla politica culturale dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino fino alla discussione dei vari “agostinismi” tradizionalmente additati dai ricercatori. Il passaggio dalla ricezione e visione medievale di Agostino a quella che sarà propria dell’epoca rinascimentale costituisce un oggetto d’interrogazione comune e trasversale ai saggi, che esplorano gli apporti specifici di Gregorio di Rimini (P. Bermon), Egidio Romano (F. Papi), Simone Fidati da Cascia (X. Biron-Ouellet), Francesco Petrarca (E. Fenzi, L. Marcozzi, E.L. Saak), Roberto de’ Bardi (E.L. Saak), la politica iconografica dell’OESA (G. Pittiglio), Coluccio Salutati (L. Baggioni), l’anonimo commentatore dellaCommediadi Dante noto come Falso Boccaccio (A. Martignoni) e Luigi Marsili e l’anonimo volgarizzatore dellaCittà di Dio(E. Brilli e L. Tanzini). La ricchezza di quest’indagine si deve non solo al taglio multi e interdisciplinare ma anche alla quantità di nuovi documenti, qui editi per la prima volta.



Ottobre 2019   

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G.A.E.M.
quinto premio internazionale Giovani Artisti e Mosaico, 2019
a cura di Linda Kniffitz - Daniele Torcellini
Arte e cataloghi
pp. 88, ill. col., ISBN 978-88-9350-042-5    € 15.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division


edizione2019: Silvia Bigi - Sara Bombonati - Giulia Buonanno - Francesca Cafarelli - Marzia Canzian - Marco De Santi - Michele Dibari/Elena Prosperi - Andrea Di Giovenale - Ferri Fonte - Debora Franco - Roberta Grasso - Daniela Iurato - Silvia Naddeo - Kayo Nishinomiya - Peng Shuai - Atsuo Suzumura - Michela Tabaton Osbourne - Alexandar Velichkovski - Aleksandra Vilimaite - Alice Zanelli



L029047 aggiungi al carrello
Prospettive su Byron
Luoghi, storie, modernità, 2019
a cura di Gregory Dowling
Il Portico n. 182
pp. 128, ISBN 978-88-9350-043-2    € 18.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division


Premessa di Ernesto Giuseppe Alfieri – Prefazione di Diego Saglia – Introduction by Gregory Dowling - October 2016, A home for Lord Byron: David McClay, Lord Byron and Italy: Exhibiting a Poet, Politics and Passion- Giuseppe Albano, Un aggiornamento dalla Keats-Shelley House - Alan Rawes, Scrivere la rivoluzione a Ravenna: Byron, Alfieri e Marino Faliero - Jane Stabler, «Something I have seen or think it possible to see»: Byron e l’arte italiana a Ravenna - Gregory Dowling, Lamenti per l’Italia: Dante, Byron, A.D. Hope. October 2017, La modernità di Don Juan: Tomaso Kemeny, L’eternità del provvisorio in Byron - David Woodhouse, Don Giovanni and Don Juan: Some Anglo-Italian Perspectives - Gioia Angeletti, Cadere e galleggiare: il mare nel secondo Canto del Don Juan - N. S. Thompson, The Making of A Modern Don Juan: Fifteen Contemporary Poets Pay Homage to Byron’s Greatest Satirical Creation - Claudia Daventry, Updating the Don - A. E. Stallings, A Modern Don Juan: Some Thoughts on Byron and Writing the Modern Greek Crisis

This book brings together papers from two conferences held in Ravenna, celebrating the life and works of Lord Byron, who lived in the city for two years. The first conference, entitled «A Home for Lord Byron», served as a presentation of both the reconstituted Italian Byron Society and the Lord Byron Museum, soon to be inaugurated in Palazzo Guiccioli. The essays (by Jane Stabler, Alan Rawes and Gregory Dowling) focus on Byron’s connection with Ravenna, examining cultural and literary influences on the works written during his sojourn there (Cain andMarino Faliero in particular), and his complex relationship with the other great poet associated with the city, Dante. Representatives from the National Library of Scotland and the Keats-Shelley Museum in Rome (David McClay, Giuseppe Albano), provide insight into new ways of preserving and promoting our literary heritage.
The second conference was devoted to Byron’s greatest work, Don Juan. Scholarly essays by Tomaso Kemeny, Gioia Angeletti and David Woodhouse, offer brilliant new readings of this comic epic, while three contemporary poets (Claudia Daventry, A. E. Stallings, N. S. Thompson) show how this poem still resonates today, influencing their own works.
Questo volume raccoglie gli interventi esposti in due recenti convegni dedicati alla vita e alle opere di Lord Byron. Il primo, “Una casa per Lord Byron”, è stato l’occasione per presentare la ricostituita Italian Byron Society e il Museo Byron, a Palazzo Guiccioli, la cui inaugurazione è imminente. I saggi (di Jane Stabler, Alan Rawes e Gregory Dowling) si concentrano sul rapporto tra Byron e Ravenna, esaminando le influenze culturali e letterarie su alcune sue opere (in particolare Caino e Marino Faliero) e la sua complessa relazione con l’altro poeta legato alla città, Dante; mentre quelli dei rappresentanti della National Library of Scotland e del Keats-Shelley Museum di Roma (David McClay e Giuseppe Albano) offrono stimolanti riflessioni sui nuovi modi di conservare e promuovere il patrimonio letterario dei romantici inglesi e di Byron in particolare. I contributi relativi al secondo convegno sono invece dedicati al capolavoro byroniano, Don Juan. I saggi di Tomaso Kemeny, Gioia Angeletti e David Woodhouse propongono nuove e originali chiavi di lettura di questa ineguagliata epopea comica, seguiti dagli interventi dei poeti contemporanei Claudia Daventry, A. E. Stallings e N. S. Thompson, i quali mostrano come quest’opera riecheggi nella loro produzione e, più in generale, continui ancora oggi a influenzare l’immaginario collettivo.



L040053 aggiungi al carrello
L'Alighieri 53
Rassegna dantesca, 2019
L'Alighieri. Diretta da Saverio Bellomo, Stefano Carrai e Giuseppe Ledda n. 53
pp. 168, ISBN 978-88-9350-029-6    € 25.00

SAGGI: Federico Ruggiero, Le ballate di Dante: aspetti innovativi e osservazioni sulla tradizione manoscritta - Anna Gabriella Chisena, L’astronomia di Dante prima dell’esilio: gli anni della Vita nova (con un’appendice sul Convivio) - Leyla Livraghi, Dal Convivio alla Monarchia: quale Livio per Dante? - Veronica Albi, Echi danteschi in Pirandello poeta e narratore. LECTURAE: Peter S. Hawkins, Paradiso X: “Dentro al sol”. NOTE: Silvia Argurio, Passione terrena e miracolo celeste: i fiumi a ritroso fra sestina e Commedia - Enrico Rebuffat, Dentro la cruna (Purg. X, 7-16) - Adriano Giuffrè, Il cielo di Giove: l’Impero e la salvezza dei pagani. RECENSIONI



L013152 aggiungi al carrello
Il lettore di provincia 152, 2019
Il lettore di provincia n. 152
pp. 120, ISBN 978-88-9350-036-4    € 25.00

BRUNO POMPILI, Sceneggiatura vs romanzo. Mutazione dell’immaginario narrative - ANTON GIULIO MANCINO, Note su letteratura e cinema, finestre e cortili - PAOLO CHERCHI, Francesco Fulvio Frugoni difende Tomaso Garzoni - ANDREA MATUCCI, «L’acqua sale alla luce e vi si fonde».. Memoria del mito di Narciso in Ungaretti e Montale - PIETRO CIVITAREALE, Il «discorso naturale» di Mario Luzi - MARIA GRAZIA DONGU, Autobiografia di un quacchero. Metaformosi e significato delle riscritture - DIEGO SAGLIA, «All the finer springs and movements of the inside»: invenzioni dell’io in Frances Burney, Charlotte Smith e Jane Austen - MIRIAM SETTE, Silas Marner tra alienazione, liberazione e mistero - MICHELA MARRONI, Il fabianesimo di Edith J. Morley: una suffragista contro il conformismo vittoriano - ANGELA ALBANESE,«Sound, Mysterious Sound, Impossible Sound». Le Hunchback Variations di Mickle Maher



Settembre 2019   

L001161 aggiungi al carrello
Ledda, Giuseppe
Il bestiario dell'aldilà
Gli animali nella Commedia di Dante, 2019
Memoria del Tempo n. 61
pp. 312, ISBN 9788893500258    € 28.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

Una tra le presenze più sorprendenti nel poema dantesco è quella degli animali:
una presenza continua e variatissima, che si esprime soprattutto nelle similitudini.
Si va dalle tre immagini usate in Inferno V per le anime dei
lussuriosi, storni, gru e colombe, e si arriva sino alle api cui sono paragonati
gli angeli nell’Empireo (Paradiso XXXI), passando per decine di occorrenze
nelle tre cantiche. Non bisogna pensare infatti che la similitudine animale
svolga esclusivamente una funzione di degradazione bestiale dei dannati, in
quanto tali immagini sono frequenti anche nel Purgatorio e perfino nel Paradiso.
Del resto, la cultura medievale conosce una vasta letteratura naturalistica: nei
bestiari e nelle enciclopedie si elencavano le caratteristiche, reali o immaginarie,
degli animali e se ne offriva poi un’interpretazione simbolica, morale
e allegorica. Così, le similitudini animali dantesche non sono semplici quadretti
naturalistici, come sostenuto a lungo dalla tradizione critica. In esse agiscono
invece complesse e rivelatorie strategie di costruzione del significato,
attraverso l’attivazione dei valori simbolici attribuiti agli animali nella cultura
medievale e la ripresa dei riferimenti in diversi punti del poema.



Luglio 2019   

L0161135 aggiungi al carrello
Fanti, Giovanni
Storia della Casa Matha
Una istituzione millenaria a Ravenna, 2019
Storia
pp. 286, ill. col. e bn, ISBN 978-88-9350-028-9    € 18.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

La città di Ravenna per quasi un millennio ha avuto un posto di rilievo nelle vicende dell’impero romano d’Occidente, del regno dei Goti, dell’Esarcato Bizantino, degli Arcivescovi, solo per citarne alcuni. Prova ne sono le sue ricche vestigia e la storiografia ravennate che ci raccontano delle innumerevoli trasformazioni del territorio e delle sue genti. Meno nota, ma non meno affascinante, è la storia della Casa Matha. Nata come corporazione di mestiere che affonda le sue origini nel medioevo, ha saputo adattarsi ai tumultuosi eventi sociopolitici e ambientali dell’ultimo millennio ed ora è una istituzione senza fini di lucro, attiva nel settore della tutela ambientale e della ricerca storico-culturale del territorio, che opera in un ampio quadro di relazioni istituzionali a livello universitario.
Qual è il segreto della longevità e “resilienza” di questo sodalizio tuttora così vitale nella nostra realtà cittadina?
Fu fondata attorno all’anno Mille da uomini di umili origini che decisero di riunirsi in una fratellanza avente tra i suoi scopi la pesca, il commercio del pesce e il mutuo soccorso reciproco. Come è stato detto da un illustre predecessore riferendosi alla Casa Matha: «protagonista non fu il lavoro, ma l’opera; non il lavoratore, ma l’uomo; poiché era ed è tuttora fondata non sul contratto, ma sulla fratellanza».
In questo itinerario storico Giovanni Fanti, eclettico ricercatore, ideatore e promotore di tanti iniziative, ha ricostruito un percorso fatto di persone, che pur nel loro fragile cammino di esseri umani, hanno permesso alla Casa Matha di travalicare i secoli e condividere le vicende storiche che hanno interessato Ravenna e il suo territorio.