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L202100
Gagliardi, Elena I romanzi cervesi di Grazia Deledda, 2010 L’Interprete n. 100 pp. 100, 4 ill. bn, ISBN 9788880636533 € 12.00 |
La lingua della Deledda ha caratteristiche particolari?
Rileggendo con attenzione i testi, ed in particolare i romanzi ambientati a Cervia, che il volume riporta con numerose ed ampie citazioni, e soffermandosi sulle figure peculiari dello scrivere deleddiano quali similitudini, metafore, ecc., si scopre che il linguaggio figurato non è semplice abbellimento della pagina, ma è funzionale ad arricchire di senso il testo e mette in luce alcuni aspetti non solo del modo di scrivere della scrittrice, ma anche della sua stessa personalità.
Ne risulta che nella Deledda realismo e simbolismo spesso coesistono, dimostrando quanto sia difficile collocarla in uno degli “ismi”a lei contemporanei.
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L016106
Lovatelli, Francesco Viva il conte Checco, Re d'Italia! La famiglia e la vita di un grande ravennate, 2010 Storia pp. 288, 40 ill. col e bn, ISBN 978-88-8063-647-2 € 18.00 |
La storia della famiglia Colombi, poi divenuti Lovatelli, è stata per oltre tre secoli strettamente intrecciata con la storia di Ravenna, da quando all’inizio del XVI secolo essi vi si trasferirono, o secondo molti vi ritornarono, da Venezia.
Esponenti della famiglia furono costantemente presenti nel governo cittadino:
Il titolo di questo libro riprende l’acclamazione popolare che accompagnò il passaggio dell’ultimo esponente della famiglia nato e tragicamente morto a Ravenna, ucciso in un agguato il 29 novembre del 1856, quel Francesco Lovatelli che è stato fra i principali protagonisti del Risorgimento in Romagna.
Quindi la biografia, mai scritta, di questa vittima emblematica delle contraddizioni della sua epoca costituisce la parte fondamentale di questo lavoro.
Esso vuole spazzare la polvere dell’oblio che sta ricoprendo questa figura dapprima osannata ma poi discussa e dimenticata.
Questo intento vale anche per la sua famiglia, che ha abbandonato Ravenna dopo la sua morte per non più tornare.
Festa dello Statuto e 20 settembre; 9 febbraio e 10 marzo; Primo maggio e 15 maggio; 24 maggio, 4 novembre, 28 ottobre; e ancora, 25 aprile e 2 giugno. Sono giornate-simbolo - alcune ormai pressoché dimenticate, altre al centro ancora di un dibattito controverso -, che in questo libro sono studiate nella varietà di significati e di implicazioni che hanno avuto in oltre un secolo di storia ravennate. Attraverso una folta documentazione, la ricerca esplora il ricchissimo e vivace universo di feste e commemorazioni civili, che hanno segnato le culture politiche cittadine e il loro rapporto con gli eventi fondativi della memoria pubblica nazionale e locale.
Nel lungo periodo della storia unitaria, quello compreso tra la proclamazione del regno d’Italia e i primi decenni della democrazia repubblicana, anche a Ravenna la legittimazione e la “messa in scena” della politica sono state sottoposte a forti cambiamenti. L’evoluzione del sistema politico nazionale e dei suoi riferimenti simbolici, la pressione di grandi eventi esterni (le guerre), le dinamiche sociali e culturali connesse alla modernità, lo sviluppo di nuovi mezzi di comunicazione: tutto ciò ha richiesto un continuo adeguamento della tipologia e dei linguaggi dei rituali alle numerose trasformazioni in corso. Tra le manifestazioni del mito risorgimentale di fine Ottocento, le parate imperiali di epoca fascista e le celebrazioni della Resistenza negli anni dell’Italia repubblicana gli scarti sono evidenti. Al tempo stesso il libro evidenzia i robusti elementi di continuità, verifica sul campo la persistenza e l’adattamento di modelli collaudati in tema di interpretazione della storia e di sua rappresentazione nello spazio pubblico. Si tratta dunque di un osservatorio che, evidenziando alcune componenti basilari dell’alfabeto politico locale, permette di cogliere anche le radici storiche del marcato protagonismo associativo, vero tratto qualificante dell’identità cittadina e del suo territorio.
Il Centro per il dialetto romagnolo è stato costituito dalla Fondazione Casa di Oriani in collaborazione e con il sostegno della Provincia di Ravenna nella comune convinzione che i dialetti siano un elemento costitutivo dell’identità di un territorio e rappresentino un fondamentale patrimonio culturale da conservare, tutelare e valorizzare.
Il catalogo della mostra "Siamo qua con canti e suoni" presenta una serie di fotografie, realizzate da Giovanni Zaffagnini nel corso di una lunga ricerca sul campo, che illustrano due fra i rituali più diffusi nella tradizione popolare romagnola: la "pasquella" e il "calendimaggio".
Elemento comune è la presenza di canti di questua, eseguiti da gruppi di persone che percorrono le strade dei paesi e le campagne durante la notte, fermandosi a cantare di casa in casa.
The Centre for Romagnol Dialect has been founded by Casa di Oriani Foundation with the support of the Ravenna Provincial Administration, in the shared conviction that dialects are a constituent element of territorial identity and therefore a fundamental cultural heritage to be preserved, safeguarded and positively exploited.
The catalogue of the exhibition "Siamo qua con canti e suoni" ["Here we are with songs and sounds"] showcases a series of photos of Giovanni Zaffagnini shot for a long research on two of the most popular rituals of the folk tradition of Romagna: "pasquella" and "calendimaggio". A common feature are the alms-collecting chants, performed by teams of carollers who, at night-time, go round the countryside, from door to door, singing wishes in exchange for small offerings.
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L012083
McKay, Don Foglio a foglia Leaf to Leaf, 2010 a cura di Branko Gorjup - Francesca Valente Poesia n. 11 pp. 200, ISBN 978-88-8063-650-2 € 18.00 |
Foglio a foglia/Leaf to Leaf is the first selection of poems translated into Italian by Don McKay, one of Canada’s most esteemed poets. McKay is distinguished for his poignant vision of our afflicted and vanishing natural world, which our species’ sense of self-appointed entitlement has despoiled for economic profit and romantic inspiration. Nature for McKay is not an inexhaustible resource meant solely for human fulfillment, nor is it purely inspirational, an Aeolian harp, converting natural energy into creative imagination. Rather, it is relational, an intricate web that connects each of us to all existing things. His poetry reveals the natural environment as coexisting with us, teasing and exasperating our attempts to comprehend it in its totality. Because of that, we are able to witness the majestic spectacle of nature’s mysterious manifestations – its sounds and silences, its geological acrobatics, the soaring flights of the sky creatures and the unpredictable flow of land waters. There is no other poet who has achieved the level of McKay’s linguistic inventiveness and who has given such unobstructed expression to our habitat without laying any claim to ownership.
Foglio a foglia/Leaf to Leaf è la prima antologia di Don McKay in traduzione italiana. Poeta canadese tra i più apprezzati, McKay si distingue per la sua visione penetrante di una natura tormentata, minacciata, e che la nostra specie, nel nome di un preteso diritto, ha saccheggiato per trarne profitto economico e ispirazione romantica. La natura, per McKay, non è una risorsa inesauribile destinata solo al soddisfacimento degli esseri umani, né una mera fonte di ispirazione, un’arpa eolia in grado di tramutare l’energia naturale in immaginazione creativa. È piuttosto un sistema di relazioni, una rete intricata che connette ciascuno di noi all’intera realtà. La poesia di McKay rivela come l’ambiente naturale possa coesistere con noi e stuzzicare, esasperandoli, i nostri tentativi di comprenderlo nella sua totalità. E così assistiamo all’imponente spettacolo del misterioso manifestarsi della natura – i suoi suoni e i suoi silenzi, le acrobazie geologiche, le creature del cielo che si librano in volo e lo scorrere imprevedibile delle acque sulla terra. Nessun altro poeta aveva mai raggiunto il livello di inventiva linguistica di McKay, nessuno era riuscito a esprimere il nostro habitat con tale libertà, e senza volerne rivendicare il possesso.
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L300025
Classense IV Futurismi a Ravenna, 2010 a cura di Antonio Castronuovo - Claudia Giuliani Interventi classensi n. 4 pp. 144, 130 ill. col e bn, ISBN 978-88-8063-646-5 € 20.00 tramite Casalini Libri Digital Division Futurismi a Ravenna di Antonio Castronuovo. Il catalogo di Futurismi a Ravenna. Un’ introduzione di Claudia Giuliani Schede di Catalogo di Floriana Amicucci, Claudia Giuliani, Mara Sorrentino |
Ravenna ha dato al Futurismo un contributo, magari più defilato, ma non certo di minore interesse rispetto ad altre esperienze di quel periodo e di quel movimento.
E quest’opera, che esce in occasione dell’omonima, bellissima mostra alla Biblioteca Classense di Ravenna, con pezzi di grande fascino e valore, ne è una testimonianza accurata
Vi sono descritte le vicende della “Pattuglia azzurra”, gli eterodossi futuristi di Ravenna, ricostruite in un inedito saggio di Antonio Castronuovo.
Corra, Ginna, Maria Ginanni, Oscar Mara, Irma Valeria e i giovani esponenti del secondo futurismo ravennate vissero la prima stagione dell’avanguardia in una Ravenna città-sepolcro impregnata di suggestioni simboliste, vi ambientarono le loro prime esperienze artistiche e letterarie per confluire poi, ma solo in parte, nel Movimento marinettiano.
Libri, articoli, carteggi, illustrazioni, tavole parolibere e manifesti ne documentano la produzione nella sua fase più creativa nel più ampio contesto dell’espressione letteraria e libraria degli esponenti del futurismo italiano.
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L202099
Il Gattopardo at Fifty, 2101 a cura di Davide Messina introduzione di Gioacchino Lanza Tomasi L’Interprete n. 99 pp. 144, ISBN 978-88-8063-648-9 € 14.00 tramite Casalini Libri Digital Division G Lanza Tomasi, Il Gattopardo at Fifty: Rethinking and Appreciation – D Forgacs, The Prince and His Critics: The Reception of Il Gattopardo – M Monmany de la Torre, The Spanish Reception of Il Gattopardo and Lampedusa – D. Gilmour, Lampedusa: A Sense of History – J. Usher, Time Versus History in Il Gattopardo – G. Ficara, Lo spirito del luogo del Gattopardo – J. Farrell, Sicilies: Tomasi di Lampedusa and Leonardo Sciascia – F. Pedriali, Gli ultimi della serie, la serie degli ultimi: Svevo, Gadda, Tomasi – D. Messina, Ad limina Gattopardorum: The Everlasting Gattopardo and the Decadent Bendicò. |
Il Gattopardo, the first and only novel by Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), is the immortal portrait of the dying world of an aristocratic Sicilian family after the unification of
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L029016
Generazione in movimento Viaggio nella scrittura di Enrico Palandri, 2010 a cura di Monica Francioso - Enrico Minardi Il Portico n. 151 pp. 168, ISBN 978-88-8063-636-6 € 20.00 tramite Casalini Libri Digital Division Introduzione - P. Rambelli, Il dispatrio come e/ou-topos dell’individualità: biografia letteraria di Enrico Palandri - E. Minardi, Valore esemplare della narrativa di Enrico Palandri - A. Righi, «Dieci crimini al giorno, amore mio, e saremo nostri!» Rifiuto del lavoro e riproduzione come motore produttivo. Boccalone nell’ottica della rivoluzione degli anni Settanta - C. Clò, Il mondo salvato dai ragazzini: Palandri e le giovani generazioni - M. Jansen-S. Ricciardi, Enrico Palandri, Boccalone: tra autofiction e grammatica della moltitudine, A. Mirabile, Per un dialogismo figurale: Alberto Arbasino ed Enrico Palandri tra letteratura e film - P. Chirumbolo, Palandri e il cinema: da Woody Allen a Marco Bellocchio - E. Bolongaro, Ritornare a Palandri - L. Benedetti, Distanze di tempi e luoghi ne Le vie del ritorno - V. Binetti, Le vie del (non) ritorno: lo spatrio come displacement identitario nella scrittura di Enrico Palandri - M. Francioso, Tra silenzio, desiderio e riscatto: la donna nell’opera di Enrico Palandri - B. Van Den Bossche, “Una nostalgia che mormora sempre…”. Memoria, storia ed esperienza del tempo nella narrativa di Enrico Palandri - S. Gastaldi, Boccalone e Altri Libertini: due punti di vista diversi sugli anni Settanta - L. e G. Lepschy, Ripensando alla madrelingua: due prospettive. |
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L016103
Gnes, Antonio Schola Hominum Burgi Una storia Una passione Il mercato, 2010 Agorà pp. 160, 145 ill. col. e bn, ISBN 978-88-8063-643-4 € 18.00 |
La Schola Hominum Burgi di Ravenna festeggia i primi venti anni di attività. Grazie all’attività dell’Associazione possiamo udire risuonare ancora nel Borgo quei suoni dei vecchi attrezzi e quelle voci degli antichi artigiani medievali: la filatrice, la merciaia, i panificatori, l’amanuense, il falegname, lo speziale.
Le grida dei venditori si uniscono agli aromi delle spezie ed ai colori delle stoffe pregiate ed il luccichìo delle armi esposte ancor oggi riescono a produrre non solo un effetto scenografico ma sono in grado di ricreare lo stile, la passione ed i valori di un epoca che ha attraversato anche la nostra città, lasciando segni indelebili.
Attraverso queste testimonianze, l’Associazione rende un servizio importantissimo alle nuove generazioni offrendo loro la possibilità di maturare una coscienza critica, fornendo gli strumenti per mantenere e coltivare la memoria storica di un popolo, le sue tradizioni, direi ancor più le sue radici, senza le quali esso rischia di inaridirsi.
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L029014
Borsetto, Luciana Andar per l'aria Temi, miti, generi nel Rinascimento e oltre, 2009 Il Portico n. 149 pp. 224, ISBN 978-88-8063-627-4 € 20.00 tramite Casalini Libri Digital Division 1. Andar per l’aria. Tipologie e funzioni del volo nella tradizione del romanzo cavalleresco 2. Prendi l’arme Michel! La guerra guerreggiata nei poemi degli angeli ribelli del secondo Cinquecento 3. Trionfante e vittoriosa. Icone di Giuditta nell’epica del Seicento 4. Il poemetto gondoliano del Prodigo e le ottave di Gregorio Comanini. Per un ritorno sulle Suze sina razmetnoga (1622) 5. Favole antiche in sciolti e in rima. Lirica e poemetto nel Rinascimento: riscrivere il mito 6. L’imitatio Petrarce nelle Rime amorose di Giorgio Bisanti di Cattaro (Venezia 1532). 7. Il bello stil della lingua peregrina. Sul microcanzoniere in italiano di Dinko Ranjina (1563) 8 Rade suonan le canne. L’egloga in sciolti nel primo Cinquecento e il liber di Girolamo Muzio (1550) |
Rivolto a studiosi e studenti di letteratura italiana e comparata, il libro sviluppa un percorso critico attraverso temi, miti e generi della letteratura rinascimentale e barocca.
Al tema del volo si accompagnano, nel volume, quelli di Giuditta, della battaglia fra angeli, del figliol prodigo, legati alla sperimentazione del poema sacro; al mito di Ulisse del viaggio aereo dentro e fuori i confini dell’Europa, si affiancano le antiche favole sulle lotte dei giganti.
Le riflessioni su questi temi si sviluppano in relazione ad autori, dai maggiori sino ai minori e minimi, tra Cinque e Seicento e si allargano ad un panorama che dall’Italia si estende sino alla Dalmazia e altre terre venete.
Una precisa e articolata analisi del fenomeno delle migrazioni dai e nei Balcani. Movimento imponente che, dall’inizio di questo secolo, coinvolge masse di persone con caratteristiche e motivazioni la più diverse.
Ragioni etniche, economiche, religiose hanno spinto e spingono questo fiume di milioni di migranti che vanno e spesso ritornano nei paesi d’origine.
Si creano da un lato problemi di lingua, di lavoro, di genere ma dall’altro occasioni di integrazione, di accoglienza e di inclusione che potranno portare ad abbandonare il concetto di “balcanizzazione” (con i relativi connotati negativi) per giungere alla nuova immagine e realtà di una regione ospitale e ricca di opportunità inserita a pieno titolo nell’Europa della mobilità.