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Novembre 2019   

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Le stoffe di San Giuliano dal ritrovamento alla valorizzazione, 2019
a cura di Emanuela Fiori
Arte e cataloghi
pp. 112, ill. bn e col., ISBN 978-88-9350-040-1    € 15.00

Emanuela Fiori, Gli sciamiti da San Giuliano 1910-2018: una vicenda esemplare - Paola Novara, La fortuna del culto di San Giuliano a Rimini -Cristina Ravara Montebelli, La ricognizione del 1910 e il recupero delle reliquie - Maria Cristina Carile, La seta bizantina nel Mediterraneo (IV-XII secolo) e le sete di San Giuliano- Giovanni Gardini, “Sanctus Iulianus, cuius corpus Arimini extat”. Agiografia e iconografia di San Giuliano da Rimini - Stellina Cherubini, Annalisa Biselli, Regula Schorta, Studio e analisi tecnica degli sciamiti di San Giuliano, conservazione e sistema espositivo

Nel giugno del 1910 l’apertura del sarcofago che contiene le spoglie di San Giuliano nell’omonima chiesa di Rimini rivela un gruppo di tessuti antichi. Tra gli innumerevoli lacerti spiccano per dimensioni e fattura due sciamiti in seta di manifattura bizantina.
L’importanza del ritrovamento è immediatamente riconosciuta da Corrado Ricci e Giuseppe Gerola che si adoperano per assicurare ai reperti tessili un’adeguata conservazione.
Da qui prende avvio una vicenda destinata a durare oltre un secolo, che porterà i tessuti a far parte del patrimonio dello Stato, ad essere esposti nel giovane Museo Nazionale di Ravenna a partire dal 1921 e a divenire uno dei nuclei di tessili tardoantichi e bizantini più conosciuti dagli specialisti.
Questo volume è realizzato a conclusione dell’ultimo intervento di restauro del 2018: la nuova soluzione espositiva che ne è scaturita restituisce al pubblico i due sciamiti in seta dopo oltre vent’anni. I saggi vogliono essere un contributo più ampio alla storia della tutela, del restauro e della conoscenza di questo settore delle Arti meno noto ma assolutamente emblematico.



L0161134 aggiungi al carrello
Menzani, Tito - Pezzani, Matteo - Tagliaverga, Salvatore
Lavorare d'impegno
Benigno Zaccagnini e la città di Ravenna, 2019
Storia
pp. 208, 75 ill. bn, ISBN 978-88-9350-044-9    € 16.00

Benigno Zaccagnini è spesso ricordato come statista della prima Repubblica e uomo di spicco della Democrazia cristiana, in particolare dell’ala sinistra del partito. Questo libro colma una lacuna storiografica, occupandosi di approfondire il rapporto tra Zaccagnini e Ravenna, la città dove visse gran parte della propria vita. Si prendono in considerazione gli anni giovanili, quando fu un animatore della locale sezione della Federazione universitaria cattolici italiani (Fuci), la fase della Resistenza, durante la quale fu partigiano e figura apicale del Cln ravennate, e il lungo periodo dell’Italia democratica, quando in più occasioni si spese a favore del proprio territorio, in sinergia con le amministrazioni comunali e provinciali. In particolare – fra i tanti apporti – emerge il suo ruolo per lo sviluppo industriale di Ravenna e per la trasformazione radicale del suo porto, che avrebbero rappresentato i prodromi del boom economico locale. In questo senso, pur se in maniera spesso discreta, Zaccagnini è stato uno dei personaggi chiave del Novecento ravennate e a trent’anni esatti dalla morte questo volume si incarica di una rigorosa analisi storica.



L001165 aggiungi al carrello
Poesia e diritto nel Due e Trecento italiano, 2019
a cura di Franziska Meier - Enrica Zanin
Memoria del Tempo n. 65
pp. 248, ISBN 978-88-9350-033-3    € 18.00

Franziska Meier e Enrica Zanin, Introduzione - Giuseppina Brunetti, Linguaggio giuridico e poesia alla corte di Federico II di Svevia - Antonio Montefusco, Pier della Vignae la sua eredità: Ars dictaminis, poesia, diritto e distribuzione sociale dei saperi nella corte siciliana - Michele Piciocco, Monte Andrea nella Bologna del ’200. Un’ipotesi di lettura per le canzoni ‘economiche’ - Roberto Righi, Mediante specie. Note a Francesco stimmatizzato - Franziska Meier, Maestro Francesco Accursio fece una proposta dinanzi al comune di Bologna. L’ascesa della figura del giurista nelle due redazioni del Novellino - Sara Ferrilli, Cino da Pistoia, Francesco da Barberino e l’astrologia giudiziaria: tra poesia, politica e cultura giuridica - Sabrina Ferrara, Boccaccio giurista? Un sondaggio nelle Epistole - Pia Claudia Doering, La giustizia penale nel Decameron di Boccaccio. Sulla difficoltà di discernere la verità dall’inganno (Novella Iii,7) - Claudia Di Fonzo, La questione della nobiltà da Dante al dantismo giuridico - Luca Marcozzi, La poesia concede la grazia? Petrarca, Cola di Rienzo e il processo del 1352 - Roberto Siniscalchi, Notai e poeti nella camera actorum di Bologna alla fine del trecento - Diego Quaglioni, Licet allegare poetas. Formanti letterari del diritto fra medioevo ed età moderna - Francesca Iurlaro, Poesia e poetica del diritto delle genti: alcuni cenni sull’importanza normativa dell’exemplum poetico in età moderna.

Che poesia e diritto, nel Due e Trecento, siano intimamente legati è cosa nota. Si sa che grandi poeti come Giacomo da Lentini e Cino da Pistoia furono, al tempo stesso, grandi giuristi. Ma sia gli storici del diritto che i filologi non spingono oltre le loro ricerche e restano nello stretto perimetro della loro disciplina, come se l’idea che il diritto possa entrare in poesia fosse inimmaginabile. Questo volume intende invece prendere insieme poesia e diritto, e capire perché in Italia, nel Medioevo, la poesia sia entrata nel diritto (Literature in Law) e, perché, inversamente, il diritto sia entrato in poesia (Law in Literature).
Nei tredici capitoli di questo volume filologi e storici del diritto analizzano il legame tra poesia e diritto per metterne in prospettiva gli effetti e le ripercussioni, in un percorso che va del Duecento fino al primo Rinascimento. Il libro comincia alla corte di Federico II, dove fu realizzato un ambizioso programma giuridico-poetico a cui contribuì Pier della Vigna, coniugando con genio poesia e diritto nell’Ars dictaminis. Ci si sposta poi nel contesto giuridico bolognese, con le poesie di Monte Andrea e di notai poeti come Niccolò Malpigli; si studia l’astrologia giudiziaria con Cino da Pistoia e Francesco da Barberino; si rintraccia la figura del giurista e la sua ascesa nelle due redazioni del Novellino; si analizza l’uso raffinato e critico della retorica giudiziaria in una novella del Decameron. Arrivati in pieno Trecento, si considera la figura del poeta umanista, per capire se il rifiuto del diritto, che Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca ostentano nelle loro epistole, sia apparente o sostanziale. Infine, si scopre che la poesia stessa – non solo la poesia latina, ma anche quella di Dante – si trasforma in fonte d’autorità nel discorso giuridico del Trecento e continua a nutrire l’ius gentium nell’età moderna.



L001162 aggiungi al carrello
Agostino, agostiniani e agostinismi nel Trecento italiano, 2018
a cura di Johannes Bartuschat - Elisa Brilli - Delphine Carron
Memoria del Tempo n. 62
pp. 264, ill. col., ISBN 978-88-9350-027-2    € 28.00

Johannes Bartuschat Elisa Brilli Delphine Carron, Introduzione - Pascale Bermon, Cinq tables inédites sur des livres de Saint Augustin attribuées à Grégoire de Rimini - Fiammetta Papi, A Non-Augustinian Treatise by an Augustinian Master: Giles of Rome’s De Regimine Principum and its Vernacular Reception - Xavier Biron-Oullet, Simone Fidati da Cascia’s Spiritual Direction in Fourteenth-Century Italy - Enrico Fenzi, Alle soglie del Mondo Moderno, in cerca della felicità: il fondamento agostiniano dell’individualismo petrarchesco - Luca Marcozzi, Sulla presenza di Agostino nei Fragmenta di Petrarca: bilanci e prospettive - Eric L. Saak, Augustine and Augustinianisms in the Fourteenth Century: The Cases of Petrarch and Robert de Bardis - Gianni Pittiglio, Invenzioni, “furti” e modulazioni iconografiche nella propaganda eremitana: l’Allegoria di Agostino Maestro di Sapienza (Madrid, Bne, Ms. 197) - Laurent Baggioni, Salutati et Augustin: le citoyen dans l’histoire - Alice Martignoni, «Quatuordeci valentissimi homini romani». Una riscrittura di Agostino nel prologo al Paradiso del commento del Falso Boccaccio (Ms. Bncf II I 47, cc. 184r-189v) - Elisa Brilli-Lorenzo Tanzini, Commentare e volgarizzare il De civitate Dei a Firenze all’alba dello Scisma

I contributi raccolti in questo volume esaminano le diverse sfaccettature della multiforme eredità di Agostino nel Trecento italiano. In particolare si concentrano sulla influenza esercitata dalla frequentazione diretta delle opere dell’Ipponate non meno che su quella dovuta alla politica culturale dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino fino alla discussione dei vari “agostinismi” tradizionalmente additati dai ricercatori. Il passaggio dalla ricezione e visione medievale di Agostino a quella che sarà propria dell’epoca rinascimentale costituisce un oggetto d’interrogazione comune e trasversale ai saggi, che esplorano gli apporti specifici di Gregorio di Rimini (P. Bermon), Egidio Romano (F. Papi), Simone Fidati da Cascia (X. Biron-Ouellet), Francesco Petrarca (E. Fenzi, L. Marcozzi, E.L. Saak), Roberto de’ Bardi (E.L. Saak), la politica iconografica dell’OESA (G. Pittiglio), Coluccio Salutati (L. Baggioni), l’anonimo commentatore dellaCommediadi Dante noto come Falso Boccaccio (A. Martignoni) e Luigi Marsili e l’anonimo volgarizzatore dellaCittà di Dio(E. Brilli e L. Tanzini). La ricchezza di quest’indagine si deve non solo al taglio multi e interdisciplinare ma anche alla quantità di nuovi documenti, qui editi per la prima volta.



Ottobre 2019   

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G.A.E.M.
quinto premio internazionale Giovani Artisti e Mosaico, 2019
a cura di Linda Kniffitz - Daniele Torcellini
Arte e cataloghi
pp. 88, ill. col., ISBN 978-88-9350-042-5    € 15.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
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edizione2019: Silvia Bigi - Sara Bombonati - Giulia Buonanno - Francesca Cafarelli - Marzia Canzian - Marco De Santi - Michele Dibari/Elena Prosperi - Andrea Di Giovenale - Ferri Fonte - Debora Franco - Roberta Grasso - Daniela Iurato - Silvia Naddeo - Kayo Nishinomiya - Peng Shuai - Atsuo Suzumura - Michela Tabaton Osbourne - Alexandar Velichkovski - Aleksandra Vilimaite - Alice Zanelli



L029047 aggiungi al carrello
Prospettive su Byron
Luoghi, storie, modernità, 2019
a cura di Gregory Dowling
Il Portico n. 182
pp. 128, ISBN 978-88-9350-043-2    € 18.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
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Premessa di Ernesto Giuseppe Alfieri – Prefazione di Diego Saglia – Introduction by Gregory Dowling - October 2016, A home for Lord Byron: David McClay, Lord Byron and Italy: Exhibiting a Poet, Politics and Passion- Giuseppe Albano, Un aggiornamento dalla Keats-Shelley House - Alan Rawes, Scrivere la rivoluzione a Ravenna: Byron, Alfieri e Marino Faliero - Jane Stabler, «Something I have seen or think it possible to see»: Byron e l’arte italiana a Ravenna - Gregory Dowling, Lamenti per l’Italia: Dante, Byron, A.D. Hope. October 2017, La modernità di Don Juan: Tomaso Kemeny, L’eternità del provvisorio in Byron - David Woodhouse, Don Giovanni and Don Juan: Some Anglo-Italian Perspectives - Gioia Angeletti, Cadere e galleggiare: il mare nel secondo Canto del Don Juan - N. S. Thompson, The Making of A Modern Don Juan: Fifteen Contemporary Poets Pay Homage to Byron’s Greatest Satirical Creation - Claudia Daventry, Updating the Don - A. E. Stallings, A Modern Don Juan: Some Thoughts on Byron and Writing the Modern Greek Crisis

This book brings together papers from two conferences held in Ravenna, celebrating the life and works of Lord Byron, who lived in the city for two years. The first conference, entitled «A Home for Lord Byron», served as a presentation of both the reconstituted Italian Byron Society and the Lord Byron Museum, soon to be inaugurated in Palazzo Guiccioli. The essays (by Jane Stabler, Alan Rawes and Gregory Dowling) focus on Byron’s connection with Ravenna, examining cultural and literary influences on the works written during his sojourn there (Cain andMarino Faliero in particular), and his complex relationship with the other great poet associated with the city, Dante. Representatives from the National Library of Scotland and the Keats-Shelley Museum in Rome (David McClay, Giuseppe Albano), provide insight into new ways of preserving and promoting our literary heritage.
The second conference was devoted to Byron’s greatest work, Don Juan. Scholarly essays by Tomaso Kemeny, Gioia Angeletti and David Woodhouse, offer brilliant new readings of this comic epic, while three contemporary poets (Claudia Daventry, A. E. Stallings, N. S. Thompson) show how this poem still resonates today, influencing their own works.
Questo volume raccoglie gli interventi esposti in due recenti convegni dedicati alla vita e alle opere di Lord Byron. Il primo, “Una casa per Lord Byron”, è stato l’occasione per presentare la ricostituita Italian Byron Society e il Museo Byron, a Palazzo Guiccioli, la cui inaugurazione è imminente. I saggi (di Jane Stabler, Alan Rawes e Gregory Dowling) si concentrano sul rapporto tra Byron e Ravenna, esaminando le influenze culturali e letterarie su alcune sue opere (in particolare Caino e Marino Faliero) e la sua complessa relazione con l’altro poeta legato alla città, Dante; mentre quelli dei rappresentanti della National Library of Scotland e del Keats-Shelley Museum di Roma (David McClay e Giuseppe Albano) offrono stimolanti riflessioni sui nuovi modi di conservare e promuovere il patrimonio letterario dei romantici inglesi e di Byron in particolare. I contributi relativi al secondo convegno sono invece dedicati al capolavoro byroniano, Don Juan. I saggi di Tomaso Kemeny, Gioia Angeletti e David Woodhouse propongono nuove e originali chiavi di lettura di questa ineguagliata epopea comica, seguiti dagli interventi dei poeti contemporanei Claudia Daventry, A. E. Stallings e N. S. Thompson, i quali mostrano come quest’opera riecheggi nella loro produzione e, più in generale, continui ancora oggi a influenzare l’immaginario collettivo.



L040053 aggiungi al carrello
L'Alighieri 53
Rassegna dantesca, 2019
L'Alighieri. Diretta da Saverio Bellomo, Stefano Carrai e Giuseppe Ledda n. 53
pp. 168, ISBN 978-88-9350-029-6    € 25.00

SAGGI: Federico Ruggiero, Le ballate di Dante: aspetti innovativi e osservazioni sulla tradizione manoscritta - Anna Gabriella Chisena, L’astronomia di Dante prima dell’esilio: gli anni della Vita nova (con un’appendice sul Convivio) - Leyla Livraghi, Dal Convivio alla Monarchia: quale Livio per Dante? - Veronica Albi, Echi danteschi in Pirandello poeta e narratore. LECTURAE: Peter S. Hawkins, Paradiso X: “Dentro al sol”. NOTE: Silvia Argurio, Passione terrena e miracolo celeste: i fiumi a ritroso fra sestina e Commedia - Enrico Rebuffat, Dentro la cruna (Purg. X, 7-16) - Adriano Giuffrè, Il cielo di Giove: l’Impero e la salvezza dei pagani. RECENSIONI



L013152 aggiungi al carrello
Il lettore di provincia 152, 2019
Il lettore di provincia n. 152
pp. 120, ISBN 978-88-9350-036-4    € 25.00

BRUNO POMPILI, Sceneggiatura vs romanzo. Mutazione dell’immaginario narrative - ANTON GIULIO MANCINO, Note su letteratura e cinema, finestre e cortili - PAOLO CHERCHI, Francesco Fulvio Frugoni difende Tomaso Garzoni - ANDREA MATUCCI, «L’acqua sale alla luce e vi si fonde».. Memoria del mito di Narciso in Ungaretti e Montale - PIETRO CIVITAREALE, Il «discorso naturale» di Mario Luzi - MARIA GRAZIA DONGU, Autobiografia di un quacchero. Metaformosi e significato delle riscritture - DIEGO SAGLIA, «All the finer springs and movements of the inside»: invenzioni dell’io in Frances Burney, Charlotte Smith e Jane Austen - MIRIAM SETTE, Silas Marner tra alienazione, liberazione e mistero - MICHELA MARRONI, Il fabianesimo di Edith J. Morley: una suffragista contro il conformismo vittoriano - ANGELA ALBANESE,«Sound, Mysterious Sound, Impossible Sound». Le Hunchback Variations di Mickle Maher



Settembre 2019   

L001161 aggiungi al carrello
Ledda, Giuseppe
Il bestiario dell'aldilà
Gli animali nella Commedia di Dante, 2019
Memoria del Tempo n. 61
pp. 312, ISBN 9788893500258    € 28.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
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Una tra le presenze più sorprendenti nel poema dantesco è quella degli animali:
una presenza continua e variatissima, che si esprime soprattutto nelle similitudini.
Si va dalle tre immagini usate in Inferno V per le anime dei
lussuriosi, storni, gru e colombe, e si arriva sino alle api cui sono paragonati
gli angeli nell’Empireo (Paradiso XXXI), passando per decine di occorrenze
nelle tre cantiche. Non bisogna pensare infatti che la similitudine animale
svolga esclusivamente una funzione di degradazione bestiale dei dannati, in
quanto tali immagini sono frequenti anche nel Purgatorio e perfino nel Paradiso.
Del resto, la cultura medievale conosce una vasta letteratura naturalistica: nei
bestiari e nelle enciclopedie si elencavano le caratteristiche, reali o immaginarie,
degli animali e se ne offriva poi un’interpretazione simbolica, morale
e allegorica. Così, le similitudini animali dantesche non sono semplici quadretti
naturalistici, come sostenuto a lungo dalla tradizione critica. In esse agiscono
invece complesse e rivelatorie strategie di costruzione del significato,
attraverso l’attivazione dei valori simbolici attribuiti agli animali nella cultura
medievale e la ripresa dei riferimenti in diversi punti del poema.



Luglio 2019   

L0161135 aggiungi al carrello
Fanti, Giovanni
Storia della Casa Matha
Una istituzione millenaria a Ravenna, 2019
Storia
pp. 286, ill. col. e bn, ISBN 978-88-9350-028-9    € 18.00

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La città di Ravenna per quasi un millennio ha avuto un posto di rilievo nelle vicende dell’impero romano d’Occidente, del regno dei Goti, dell’Esarcato Bizantino, degli Arcivescovi, solo per citarne alcuni. Prova ne sono le sue ricche vestigia e la storiografia ravennate che ci raccontano delle innumerevoli trasformazioni del territorio e delle sue genti. Meno nota, ma non meno affascinante, è la storia della Casa Matha. Nata come corporazione di mestiere che affonda le sue origini nel medioevo, ha saputo adattarsi ai tumultuosi eventi sociopolitici e ambientali dell’ultimo millennio ed ora è una istituzione senza fini di lucro, attiva nel settore della tutela ambientale e della ricerca storico-culturale del territorio, che opera in un ampio quadro di relazioni istituzionali a livello universitario.
Qual è il segreto della longevità e “resilienza” di questo sodalizio tuttora così vitale nella nostra realtà cittadina?
Fu fondata attorno all’anno Mille da uomini di umili origini che decisero di riunirsi in una fratellanza avente tra i suoi scopi la pesca, il commercio del pesce e il mutuo soccorso reciproco. Come è stato detto da un illustre predecessore riferendosi alla Casa Matha: «protagonista non fu il lavoro, ma l’opera; non il lavoratore, ma l’uomo; poiché era ed è tuttora fondata non sul contratto, ma sulla fratellanza».
In questo itinerario storico Giovanni Fanti, eclettico ricercatore, ideatore e promotore di tanti iniziative, ha ricostruito un percorso fatto di persone, che pur nel loro fragile cammino di esseri umani, hanno permesso alla Casa Matha di travalicare i secoli e condividere le vicende storiche che hanno interessato Ravenna e il suo territorio.



Maggio 2019   

L001164 aggiungi al carrello
Dante e la dimensione visionaria tra medioevo e prima età moderna, 2019
a cura di Bernard Huss - Mirko Tavoni
Memoria del Tempo n. 64
pp. 192, ill. col., ISBN 978-88-9350-032-6    € 18.00

Bernhard Huss - Mirko Tavoni, Premessa - Giulio Busi, I viaggi oltremondani nella mistica ebraica - Gian Luca Potestà, Carisma celeste. Visioni e rivelazioni al tempo di Dante - Luigi Canetti, Onirismo dantesco e oniromantica medievale - Pier Mattia Tommasino, Visio e divisio in Inferno XXVIII: qualche riflessione sulle fonti islamiche della Commedia - Gaia Gubbini, Sogno, visio, imaginatio nel Roman de la Rose e in altri testi-chiave delle letterature della Francia medievale - Mirko Tavoni, L’Inferno sognato, la telepatia di Virgilio e gli antefatti danteschi della Commedia come visione in sogno - Anna Pegoretti, Visio e fictio nelle antiche illustrazioni della Commedia:per una rivalutazione dei danti dormienti - Bernhard Huss, Il genere visione in Petrarca (Trionfi) e in Boccaccio (Amorosa visione).

Che cosa significa che la Divina Commedia è il racconto della visione dell’aldilà che Dante afferma di avere avuto, il resoconto di ciò che giura di avere visto? Queste affermazioni sono “vere”, e in che senso possono esserlo? O sono fittizie, giustificate dall’eccezionale inventività poetica dell’autore messa al servizio di una auto-assegnata missione di rigenerazione della Cristianità? Il dilemma fra queste due interpretazioni polari rischia di essere indecidibile e sterile, ma questo agile volume, frutto di un seminario interdisciplinare tenuto all’Italienzentrum della Freie Universität di Berlino sotto l’egida della Fondazione Alexander von Humboldt, porta risultati originali che fanno fare passi avanti alla nostra comprensione dei fatti. Il retroterra di Dante viene illuminato in varie direzioni: dal possibile rapporto con la mistica ebraica e con quella islamica, all’onirismo antropologico tardo antico e medievale, alle tradizioni teologiche e profetiche legittimanti la visione dell’aldilà, all’onirismo lirico o allegorico circolante nelle tradizioni poetiche gallo-romanze. La vocazione visionaria di Dante viene saggiata nella Vita nova e nel Convivio e messa alla prova della testualità del poema sacro. Si interroga il significato dei “Danti dormienti” nelle antiche illustrazioni della Commedia. Ed emerge la cesura epistemologica che separa Dante dalle riprese del genere “visione” in Petrarca e Boccaccio. Su tutto ciò il lettore troverà in questo libro molte idee nuove.



L001160 aggiungi al carrello
Dante in Svizzera - Dante in der Schweiz, 2019
a cura di Johannes Bartuschat - Stefano Prandi
Memoria del Tempo n. 60
pp. 160, ill. bn, ISBN 978-88-9350-022-7    € 18.00

Johannes Bartuschat - Stefano Prandi, Premessa - Elena Polledri, Le traduzioni tedesche di Dante in Svizzera - Anett Lütteken, «Kein Wunder, daß er nur wenigen, und dem großen Haufen nicht, gefällt». Facetten und Funktionen der Dante-Lektüren Johann Jacob Bodmers - Mario Zanucchi, Das Unwissen der Poesie. Johann Bernhard Merians Dante-Studie in seinen Berliner Akademie-Vorträgen Comment les sciences influent dans la poésie (1773-1791) - Carla Mazzarelli, Dante interpretato da Johann Heinrich Füssli: l’invenzione artistica tra natura e immaginazione - Michele C. Ferrari, Die Macht der Poesie. Johann Caspar von Orelli (1787-1849) und die Wiederentdeckung Dantes im 19. Jahrhundert - Giovanna Cordibella, Jacob Burckhardt interprete di Dante letture, prospettive, funzioni - Stefano Prandi, Erudizione e spirito controversistico nei commenti alla commedia di G.A. Scartazzini - Johannes Bartuschat, Il Dante di Theophil Spoerri

La Svizzera, da sempre crocevia tra culture e lingue diverse, ha giocato un ruolo centrale nella storia della fortuna dantesca. Questo volume cerca per la prima volta di ricostruire le tappe essenziali di una tradizione secolare mediante una serie di contributi che affrontano la ricezione elvetica di Dante nelle sue componenti più significative e spesso poco note. Accanto all’analisi della capitale opera di Bodmer, che ha costituito l’atto fondativo della critica dantesca in Svizzera, i saggi si soffermano sulla lezione di maestri come Scartazzini e Spoerri e propongono al lettore riflessioni originali su interpreti meno conosciuti dell’opera dantesca, come Merian e Orelli, attenti agli aspetti estetici e filologici, e come Füssli, che della Commedia ha dato una lettura figurativa. Il volume è inoltre arricchito da nuovi materiali su un grande studioso della civiltà europea come Burckhardt e dedica ampio spazio al ruolo delle traduzioni, che hanno contribuito in maniera decisiva alla diffusione dell’opera dantesca in Svizzera.



L021103 aggiungi al carrello
Abbiamo creduto all'amore
Donne nel monastero di clausura delle Clarisse Cappuccine di Ravenna
Testi di Giovanna Greco e Giovanni Gardini, 2019
fotografie di Giampiero Corelli
Arte e cataloghi
pp. 132, ill. bn, ISBN 978-88-9350-034-0    € 20.00

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Viaggio nell’anima del monastero delle Clarisse Cappuccine di Ravenna, nel cuore della città che fu capitale e testimone della cultura italiana. Abitare il silenzio, indossare la grazia di Dio e amarlo nei voti che vengono rinnovati in nome dell’amore. Suor Maria Grazia, suor Maria Pia, suor Maria Agnese, suor Maria Felice, suor Michela, suor Serafina e suor Annarita unite nell’amore come atto di fede.
Il monastero di città è lo spirito immutabile e pieno di una Ravenna che cambia solo perché sa che nell’immutatezza sta la sua forza, che ogni volta elargisce ai passanti, ignari o non ignari, solitari, ma mai soli, perché il convento è lì, con loro. Con tutti. Con tutti i cuori liberi di stare dalla parte di Dio e della sua misericordia.



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Giovanni Valbonesi. Fotografie dal Dopoguerra agli anni Sessanta, 2018
a cura di Giuseppina Benassati
introduzione di Vittorio Emiliani
Arte e cataloghi
pp. 208, ill. bn, ISBN 9788893500319    € 20.00

Fortunata Santa Sofia, fortunata la Valle del Bidente di aver avuto fra i suoi figli un documentatore competente e appassionato come Giovanni Valbonesi che in quasi mezzo secolo ha, si può dire, seguito passo passo l’evolversi della vita comunitaria di una intera vallata.
Lastre e negativi, scatti, dei più penetranti, senza bellurie di sorta, ma di grande efficacia per far intendere ai più giovani, decenni e decenni più tardi, quei modi di vivere, di stare insieme, di abbigliarsi, di esprimere la cultura del lavoro e quella del tempo libero» (Vittorio Emiliani).

Il volume propone una selezione critica delle fotografie di Giovanni Valbonesi il cui archivio fotografico, conferito al Comune di Santa Sofia nel 2001, catalogato e digitalizzato per cura dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna è disponibile online nell’OPAC del Polo bibliotecario di Ravenna e San Marino, ScopriRete, all’indirizzo: http://scoprirete.bibliotecheromagna.it/SebinaOpac/SebinaYOU.



L029046 aggiungi al carrello
Cherchi, Paolo
Maestri
Memorie e racconti di un apprendistato, 2019
Il Portico n. 181
pp. 200, ISBN 978-88-9350-030-2    € 18.00

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Un apprendistato segue sempre un itinerario tracciato per tutti quelli che esercitano un mestiere o una professione; i risultati poi dipendono da chi mette in pratica quell’apprendimento.
Dell’apprendistato raccontato in questo libro non esistono modelli perché si tratta di una professione non riconosciuta ufficialmente, benché abbia parecchi apprendisti e in numero sempre crescente: è la professione di chi insegna letteratura italiana all’estero.
Paolo Cherchi è forse il primo a raccontare di questo tirocinio. Narra dei suoi studi in Italia, in Spagna, a Berkeley in California e quindi a Chicago, e lo fa intrecciando la storia del suo apprendistato alle figure di maestri che lo hanno guidato. A tale itinerario si accompagnano la consapevolezza e le riflessioni sulle difficoltà e sulle opportunità di vivere all’estero dove non solo si è stranieri per natione ma anche per literas, quindi con difficoltà esistenziali di individuare un pubblico e un canone per poter avere una voce.
È il dramma esistenziale di chi fa l’italianista in terra straniera, ed è il leit motif di questo libro, profondo e lieve e perfino scanzonato, proprio nello stile dell’autore, noto per i suoi lavori accademici ma anche per il suo humour.
È il racconto di una vita movimentata ma non dispersiva, ricca di personaggi grandi e piccoli, di incontri esaltanti e di ombre mortificanti; è una “vita” che può servire da esempio a quanti oggi lasciano l’Italia per trovare lavoro negli Stati Uniti e altrove.