Sezione CronologiaIL CATALOGO
Motore di ricerca Ricerca Rapida
Motore di ricerca Area Clienti

Carrello

NOVITA

PUOI CONSULTARE ANCHE LE NOVITA' DEI MESI PRECEDENTI

Giugno 2015   

L001303 aggiungi al carrello
Lectura Dantis Lupiensis vol. 3, 2015
Studi danteschi n. 3
pp. 116, ISBN 978-88-8063-820-9    € 20.00

Presentazione - Andrea Mazzucchi, Strategie formali e connotazioni ideologiche nel Convivio - Francesco Bausi, Incipit poema sacrum. Il primo canto dell’Inferno - Domenico Cofano, Il mito di Francesca nella letteratura dell’Ottocento - Elisa Brilli, «Dove poter peccar non è più nostro» (Purg. XXVI, 132). Dante e la poetica della conversione - Fabio Moliterni, «Questo trepido vivere nei morti». Note sul dantismo di Vittorio Sereni

La terza serie delle Lupienses offre nuovo combustibile allo studio dell’opera di Dante e della sua tradizione, in alcuni casi sparigliando i dati critici ricevuti da una lunga esegesi di settore: Andrea Mazzucchi propone correzioni, aggiustamenti e nuove aperture critiche sulle possibilità espressive del Convivio; Francesco Bausi, rileggendo il canto I dell’Inferno, scoraggia l’eccesso interpretativo e sovraletterale della tradizione mostrando le aporie della critica tradizionale; Domenico Cofano illustra con abbondanza di dati la formazione e lo sviluppo del mito di Francesca da Rimini nell’Ottocento, romantico e non; Elisa Brilli svela nel XXVI canto del Purgatorio la presenza intertestuale di luoghi determinanti delle Confessioni di S. Agostino, che riportano la materia dantesca alla tematica della “conversione” e ai suoi modi; infine, Fabio Moliterni porta alla luce gli elusivi rapporti di Vittorio Sereni con l’opera dantesca, contributo importante per la definizione di un «dantismo» contemporaneo tutt’altro che esaltatorio e banale.



L001145 aggiungi al carrello
Dante e la sua eredità a Ravenna nel Trecento, 2015
a cura di Marco Petoletti
Memoria del Tempo n. 45
pp. 256, 16 ill. a colori, ISBN 978-88-8063-823-0    € 28.00

Mario Morelli, Premessa - Marco Petoletti, Le Egloghe di Dante: problemi e proposte testuali - Angelo Piacentini, «Hic claudor Dantes». Per il testo e la fortuna degli epitaffi di Dante - Marco Petoletti, La lettera del veronese Antonio da Legnago a Pietro da Ravenna (1378) e il sepolcro di Dante - Luca Azzetta, «Ad intelligenza della presente Comedìa...». I primi esegeti di fronte al «poema sacro» - Carla Maria Monti, Il ‘ravennate’ Donato Albanzani amico di Boccaccio e di Petrarca - Luciano Gargan, Un nuovo profilo di Giovanni Conversini da Ravenna

All’inizio del Trecento Ravenna offrì a Dante l’ultimo rifugio, secondo la felice formulazione del celebre libro di Corrado Ricci, e a Ravenna, dopo il fatale 14 settembre 1321, il poeta trovò la sua ultima dimora. Sotto le ali della signoria di Guido Novello da Polenta, dunque, Dante passò gli anni estremi della sua vita: in città compose le egloghe indirizzate al maestro bolognese Giovanni del Virgilio, estremo lascito letterario della sua arte e della sua cultura. Intorno a Dante si creò prestissimo un nucleo di devoti e ammiratori, alcuni dei quali ricordati nelle egloghe dietro lo schermo bucolico: Dino Perini, Fiduccio de’ Milotti, Guido Vacchetta. Ma il sacro fuoco delle lettere non si spense a Ravenna con la morte del sommo poeta: lì agirono maestri e letterati che, ereditando il testimone di una tradizione illustre, fecero della città romagnola un centro non indifferente del primo Umanesimo fiorito nel corso del Trecento. Altre figure, soltanto apparentemente minori, come quelle di Donato Albanzani, caro amico di Petrarca, e di Giovanni Conversini, maestro rinomato ai suoi tempi, illustrarono con il loro magistero la vita culturale di Ravenna nel solco dei gloriosi esempi offerti dal passato remoto e più recente. Il volume, affidato a diversi specialisti dell’argomento, intende presentare l’impatto culturale che Dante Alighieri ebbe sulla cultura ravennate del Trecento.



L001146 aggiungi al carrello
Boccaccio e la Romagna, 2015
a cura di Gabriella Albanese - Paolo Pontari
Memoria del Tempo n. 46
pp. 264, ill. bn, ISBN 978-88-8063-818-6    € 28.00

Davide Drei, Premessa - Roberto Balzani, Cultura e comunità - Stefano Zamponi, Presentazione del Convegno - Gabriella Albanese – Paolo Pontari, Introduzione. RELAZIONI: Augusto Vasina, Politica e cultura in Romagna nel Trecento - Gian Mario G. Anselmi, Boccaccio e la cultura umanistica in Romagna - Daniela Delcorno Branca, La linea cortese di Boccaccio e dei suoi lettori tra Romagna ed Emilia - Gabriella Albanese, Boccaccio bucolico e Dante: da Napoli a Forlì - Paolo Pontari, Boccaccio a Ravenna tra Dante e Petrarca: novità sulla “Vita Petri Damiani” - Sebastiana Nobili, La “Genealogia” dalla Romagna al Parnaso. Sugli alberi genealogici del manoscritto autografo - Leardo Mascanzoni, Da Ravenna all’Oriente: suggestioni esotiche nel “Decameron” - Paola Errani, Testimonianze boccacciane nella Biblioteca Malatestiana di Cesena. DISCUSSIONI E COMUNICAZIONI: Fabrizio Cigni, Dante, Boccaccio e i significati della corte. Qualche osservazione a margine - Valeria Cotza, Sulle orme di Dante tra Napoli e la Romagna: Boccaccio e Giovanni del Virgilio - Antonella Imolesi Pozzi, La cultura forlivese fra XIV e XV secolo: da Boccaccio e Checco di Meletto Rossi a Biondo Flavio. Un convegno e una mostra a Forlì - Marcello Ciccuto, Conclusioni

In occasione del centenario della nascita di Boccaccio, questo volume viene a colmare un’evidente lacuna negli studi dedicati al grande scrittore: il suo intenso legame biografico e culturale con la Romagna. I saggi qui raccolti offrono per la prima volta un ritratto completo del Boccaccio ‘romagnolo’ e chiariscono i suoi soggiorni dal 1345 al 1362 presso le corti dei Da Polenta a Ravenna e di Francesco Ordelaffi a Forlì. Evidenziano la sua perlustrazione dei patrimoni librari romagnoli e il recupero della tradizione dell’ultimo Dante, tra Ravenna e Bologna. Documentano, con ricognizioni nelle biblioteche di Cesena, Forlì e Ravenna, la circolazione delle sue opere, delineandone la fortuna rinascimentale in Romagna, in un percorso che schiude le porte all’Europa delle corti. Studi specifici sono dedicati alle opere scritte in Romagna, e in particolare al rispecchiamento della ‘Romagna dantesca’ nel Decameron e alle novelle ‘romagnole’: dal ‘dantesco’ Lizio da Valbona alla novella ‘faentina’ di Guidotto da Cremona alla più famosa di Nastagio degli Onesti, ambientata nella Pineta di Classe. Importanti novità riguardano la poesia bucolica latina, che vide la luce a Forlì in condivisione con il segretario dell’Ordelaffi, Checco di Meletto Rossi, la Vita Petri Damiani, elaborata a Ravenna su richiesta di Petrarca, e la Genealogia, la cui prima committenza del re di Cipro si colloca tra Forlì e Ravenna.



L017036 aggiungi al carrello
Fornaciari, Primo
Stecchetti, Corrado Ricci e Giobbe
Storia di una burla in salsa romagnola, 2015
Storia, costume e letteratura romagnoli
pp. 152, 21 ill. bn, ISBN 978-88-8063-814-8    € 15.00

Estate 1882, Olindo Guerrini (famoso per i suoi versi scandalosi con il nome di Lorenzo Stecchetti), e Corrado Ricci, suo giovane collega alla Biblioteca Universitaria di Bologna, si trovano insieme al mare a Fano, dove, nell'ozio beato della vacanza, compongono un libello in versi dedicato al personaggio biblico di Giobbe: Giobbe – Serena concezione di Marco Balossardi. Marco Balossardi altri non è che l'ennesima maschera poetica di Olindo Guerrini (che in misura prevalente mise mano al poema), e il libro è pretesto per una burla, come sempre ben architettata secondo il costume dello Stecchetti, nei confronti del poeta catanese Rapisardi, “reo” di avere offeso il vate Carducci in una polemica che infiammò la penisola letteraria di fine Ottocento. I dodici capitoli di questo agile volume ripercorrono le vicende di quei giorni, le amicizie, gli sdegni e gli ideali che animarono il cenacolo poetico bolognese di quegli anni. Ritrae un mondo di galantuomini del Risorgimento in possesso del gusto della burla salace ma senza cattiveria, unita, anzi, alla capacità di ridere di se stessi. Virtù filosofica che li faceva in qualche modo più vicini al personaggio biblico di Giobbe che non al tanto esaltato Satana dell'inno omonimo del Carducci; prossimi al “Nudo sono venuto al mondo e nudo me ne andrò” del patriarca, le cui eterne umane vicende percorrono come una traccia segreta i versi del poema satirico dei due amici al mare.



Aprile 2015   

L016125 aggiungi al carrello
Albonetti, Pietro - Banzola, Matteo - Baravelli, Andrea - Biscioni, Raffaella - Luparini, Alessandro - Menzani, Tito
L'eredità della guerra
Fonti e interpretazioni per una storia della provincia di Ravenna negli anni 1940-1948, 2015
Storia
pp. 472, ISBN 978-88-8063-821-6    € 28.00

Matteo Banzola, Dagli "immancabili destini" all'alba di un nuovo futuro: la provincia in guerra (1940-1944) - Pietro Albonetti, Dentro la resistenza - Andrea Baravelli, Ricostruire la legalità, ridefinire la legittimità. Uomini, transizione istituzionale ed epurazione in provincia di Ravenna - Alessandro Luparini, Un'armonia discordante. I rapporti tra le forze politiche, dalla Resistenza alle elezioni del 18 aprile 1948 - Tito Menzani, Economia di guerra e dopoguerra. Il tessuto produttivo ravennate fra sforzo bellico, ricostruzione e riconversione - Raffaella Biscioni, "Ricostruire è un'immane fatica". Bombardamenti, danni di guerra e ricostruzione a Ravenna e provincia (1943-1948)



Febbraio 2015   

L001144 aggiungi al carrello
Il Convivio di Dante, 2015
a cura di Johannes Bartuschat - Andrea A. Robiglio
Memoria del Tempo n. 44
pp. 232, ISBN 978-88-8063-811-7    € 28.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division


Johannes Bartuschat e Andrea Aldo Robiglio, Premessa - Nunzio La Fauci, Anima, spirito, nobilitade: briciole linguistiche dal Convivio - Johannes Bartuschat, La “filosofia” di Brunetto Latini e il Convivio - Paolo Borsa, «Amor che nella mente mi ragiona» tra stilnovo, Convivio e Purgatorio - Enrico Fenzi, Dal Convivio al De vulgari eloquentia: appunti di lettura - Irène Rosier-Catach, Du vulgaire illustre, le «plus noble de tous», à la noblesse du 4e livre du Convivio - Elisa Brilli, I Romani virtuosi del Convivio. Lettori e modalità di lettura del De civitate Dei di Agostino nei primi anni del Trecento - Gianfranco Fioravanti, La nobiltà spiegata ai nobili. Una nuova funzione della filosofia - Paolo Falzone, La dottrina delle intelligenze separate come «puri atti» in Dante (Convivio II 4, Paradiso XXIX, Monarchia I 3) - Andrea Aldo Robiglio, La nobiltà di spada in Dante: un appunto su Convivio IV xiv 11 - Thomas Ricklin, La «conoscenza delle api per lo frutto» (Conv. IV xvii 12). Osservazioni intorno a una congettura poco argomentata



L016124 aggiungi al carrello
Militari ravennati caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918
Albo d'Oro, 2015
Storia
pp. 344, ISBN 978-88-8063-815-5    € 20.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division





L100045 aggiungi al carrello
La ferita dentro il teatro di Maurizio Lupinelli, 2015
a cura di Marco Menini
Musica Cinema Immagine Teatro n. 45
pp. 120, 32 ill. bn, ISBN 978-88-8063-807-0    € 16.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division


Introduzione: Viaggio nel territorio umano, di Marco Menini - Un’autobiografia orale: La ferita di Maurizio Lupinelli- I. Ravenna: La bicicletta e la cattedrale di Marco Martinelli-III. La Spezia: Ravenna/La Spezia: quando il teatro costruisce ponti di Renato Bandoli- IV. Castiglioncello: Lupo di Massimo Paganelli - L’invisibile arte della condivisione di Andrea Nanni - La verità del fare finta di Alfonso M. Iacono - Arte e dis-abilità: l’esperienza teatrale della Nuovo Futuro Cooperativa Sociale di Tiziana Cavallini -V. Milano: Tra Milano e Castiglioncello: anni intensi con Maurizio Lupinelli di Thomas Emmenegger- Ipersensibile, traboccante, istintivo, ineducato, creativo, sorgivo di Antonio Moresco- VI. Conversando con Maurizio Lupinelli: Un teatro della fragilità di Massimo Marino- Postfazione: Maurizio Lupinelli, poeta del disagio
di Gerardo Guccini




L040044 aggiungi al carrello
L'Alighieri 44
Rassegna dantesca, 2015
a cura di Saverio Bellomo - Stefano Carrai - Giuseppe Ledda
L'Alighieri n. 44
pp. 184, ISBN 978-88-8063-808-7    € 20.00

SAGGI: Zygmunt G. Baranski, Reading the Commedia's IXs "vertically": from addresses to the Reader to the crucesignati and the Ecloga Theoduli - Alessandra Forte, La rappresentazione del Minotauro dantesconei manoscritti trecenteschi della Commedia tra commento scritto e commento figurato - Justin Steinberg, Dante's Justice? A reappraisal of the contrapasso. LECTURAE DANTIS: Giuseppe Marrani, Purgatorio xxiii -Domenico Cofano, Lettura di Paradiso xviii. NOTE: Paola Allegretti, L'ecdotica applicata alla Vita Nova: modelli, concetti e ricerche - Lino Pertile, Inf. iv, 36: parte o porta? - Nicolò Magnani, La terminologia linguistica nel De la volgare eloquenziadi Giovan Giorgio Trissino: alcuni campioni traduttivi. RECENSIONI



Dicembre 2014   

L030020 aggiungi al carrello
Procopio, Patrizia
Il De arte saltandi et choreas ducendi di Domenico da Piacenza
Edizione e commento, 2014
Le Tessere n. 19
pp. 216, ill. col. e bn, ISBN 978-88-8063-791-2    € 30.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

Il De arte saltandi et choreas ducendi di Domenico da Piacenza, teorico e compositore attivo alla corte ferrarese degli Estensi tra il 1439 e il 1476, è uno dei più importanti trattati di letteratura artistica dell’Umanesimo nonché primo documento noto di teoria coreutica dell’Età moderna. Di pertinenza della sfera intellettuale prima ancora che fisica, con l’opera di Domenico da Piacenza il movimento del corpo viene per la prima volta affidato a un’indagine di carattere razionale: scomposto nelle sue parti, analizzato, posto in relazione con la musica, lo spazio circostante. Nella sezione teorica del trattato, che precede la parte dedicata alle descrizioni coreografiche, affiora il taglio speculativo della ricerca: accanto ai requisiti morali del danzatore messer Domenico si sofferma sull’eleganza del portamento, l’influenza della sfera emotiva sul movimento del corpo, il valore etico della danza. Il lavoro che qui si presenta intende essere un contributo alla conoscenza di questo importante quanto poco studiato trattato umanistico



L029034 aggiungi al carrello
L'artefice aggiunto
Riflessioni sulla traduzione in Italia: 1900-1975, 2015
a cura di Angela Albanese - Franco Nasi
Il Portico n. 169
pp. 356, ISBN 978-88-8063-812-4    € 24.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division


Introduzione di Franco Nasi - Remigio Sabbadini, Del tradurre i classici antichi in Italia - Benedetto Croce, Traduzione come approssimazione - Luigi Pirandello, Illustratori, attori e traduttori - Ettore Romagnoli, La diffusione della cultura classica - Giovanni Gentile, Traduzione come vita dell’opera d’arte - Piero Gobetti, Il libro per tutti: una collana di traduzioni - Mario Praz, Ragione estetica della traduzione in versi - Alfredo Polledro, Il Genio Russo: un progetto editoriale - Emilio Cecchi, Naturalizzazione e assorbimento - Giuseppe A. Borgese, Biblioteca romantica: capolavori stranieri in veste italiana - Ettore Fabietti, Che cosa si traduce e come si traduce - Nazareno Padellaro, Traduzioni e riduzioni di libri per fanciulli - Salvatore Quasimodo, Approssimazione poetica - Luciano Anceschi, Poetiche e traduzioni - Gianfranco Contini, Un atto culturale di poetica - Beniamino Dal Fabbro, Tradurre come forma d’arte riflessa - Sergio Solmi, Del tradurre i versi - Franco Fortini, Per non vivere in mezzo a lapidi indecifrabili - Vincenzo Errante, Traduzione come opera di critica in atto - Luigi Pareyson, Formatività e interpretazione - Emilio Betti, L’interpretazione riproduttiva - Diego Valeri, Ri-poesia o trans-poesia - Roberto Fertonani, Traduzione come creazione linguistica - Benvenuto Terracini, Da una forma culturale a un’altra - Manara Valgimigli, Del tradurre da poesia antica - Francesco Flora, Unità delle lingue e traduzioni - Renato Poggioli, L’artefice aggiunto - Ervino Pocar, Rispetto di quel povero artiere che è il traduttore - Galvano Della Volpe, La chiave semantica della poesia - Pier Paolo Pasolini , Tradurre il teatro - Luciano Bianciardi, Una fatica fisica e psicologica da sterratore - Mario Fubini, Traduzione come elemento vivo di una tradizione - Natalia Ginzburg, Come ho tradotto Proust - Gabriele Baldini, Shakespeare, Opere complete: criteri di una traduzione - Italo Calvino, Critica della traduzione e faccende di cucina editoriale - Raffaele Simone, Teoria della traduzione e semantica differenziale - Emilio Mattioli, La nuova fenomenologia critica e il problema del tradurre - Carlo Izzo, Responsabilità del traduttore ovvero esercizio d’umiltà - Giacomo Devoto, Forma poetica e cultura - Gianfranco Folena, Tradizione della traduzione - Elio Chinol, Ritmo e oscurità: traducendo Shakespeare - Fernanda Pivano, Fedeltà al tono e felicità del tradurre

I Translation Studies, nati come disciplina accademica negli anni Settanta, hanno richiamato l’attenzione su un’attività umana spesso trascurata eppure tra le più complesse, importanti e decisive per il dialogo fra civiltà, la comprensione dell’altro e la conoscenza di sé. Questi studi hanno di frequente colpevolmente dimenticato l’apporto fondamentale dato alla teoria della traduzione dalla cultura italiana nel Novecento, con filosofi, linguisti, critici, filologi, storici della lingua, poeti, traduttori professionisti, traduttori-scrittori, editori. Il volume intende colmare questa lacuna proponendo alcune delle voci più rilevanti che hanno riflettuto sulla traduzione letteraria in Italia tra il 1900 e il 1975. Accanto a pagine intense ed esemplari di filosofi (Croce, Gentile, Pareyson, Betti, Della Volpe, Anceschi, Mattioli), si potranno leggere quelle altrettanto ricche e stilisticamente accattivanti di critici (Praz, Cecchi, Contini, Fortini, Poggioli), linguisti (Terracini, Devoto, Simone), filologi (Sabbadini, Folena), storici della letteratura (Flora, Fubini), poeti-traduttori (Quasimodo, Solmi, Dal Fabbro, Valeri), traduttori-traduttori (Fertonani, Pocar), scrittori (Pirandello, Bianciardi, Calvino, Ginzburg), ma anche intellettuali che si sono occupati in particolare della ricezione dei testi stranieri e di problemi di editoria (Gobetti, Borgese, Fabietti, Polledro, Padellaro), di versioni teatrali (Chinol, Pasolini), di lingue classiche (Romagnoli, Valgimigli) e di letterature moderne (Errante, Izzo, Baldini, Pivano). L’artefice aggiunto offre un sistematico caleidoscopio di considerazioni sul tradurre che mostra la ricchezza e la specificità del contributo italiano alla traduttologia e la singolarità di una riflessione attraverso la quale si può leggere in filigrana la storia dinamica e vivace di una cultura e di una tradizione letteraria.