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Maggio 2018   

L021098 aggiungi al carrello
Museo d'Arte della Città di Ravenna. La collezione dei mosaici contemporanei, 2017
a cura di Linda Kniffitz - Chiara Pausini
Arte e cataloghi
pp. 288, ill. col. e bn, ISBN 978-88-9350-010-4    € 28.00

Dai Maestri del Gruppo Mosaicisti nascono i capolavori della “Mostra di Mosaici Moderni, del 1959, trasposizione in linguaggio musivo delle opere dei migliori artisti del momento, da Chagall a Guttuso, da Vedova a Capogrossi, Afro, Cagli, Moreni, Mirko, Birolli, Saetti, Santomaso e Corpora, fino a Mathieu che sperimenta la creazione autonoma e senza cartone. Grazie a questo evento, Ravenna si afferma come la Citta del mosaico, non solo per i capolavori tardo-antichi custoditi nelle sue chiese, ma per la rinascita dell’arte musiva che si compie nelle sue botteghe, una sorta di Officina ravennate.
Se la Mostra costituisce il primo nucleo della Collezione musiva permanente del MAR, nei decenni successivi si aggiungono tante opere autonome: i mosaici di Sartelli, De Luca, Bravura, Nittolo, Racagni, Tinarelli, Notturni, Santi e Marzi fino agli esiti più recenti, firmati da giovani artisti che dell'antica tecnica musiva utilizzano soprattutto i concetti e la sintassi, ampliandone di fatto il campo di applicazione nel panorama dell'arte contemporanea.
Seguendo una suddivisione per nuclei tematici, in parte corrispondente all'ordine espositivo della collezione, il volume illustra non solo le opere attualmente esposte, ma anche quelle che sono temporaneamente conservate nei depositi del museo.



L410318 aggiungi al carrello
L'emigrazione italiana nel Rio Grande do Sul brasiliano (1875-1914)
Fonti diplomatiche, 2018
a cura di Vania Beatriz Merlotti Heredia - Gianpaolo Romanato
Civiltà veneta nel Mondo n. 7
pp. 824, ill. bn, ISBN 978-88-9350-008-1    € 24.00

La grande emigrazione dall’Italia di fine Ottocento coincise con la richiesta di emigranti da parte del Brasile, un Paese enorme, spopolato, poco coeso. Una parte di quanti arrivavano in Brasile dall’Italia furono smistati nel Rio Grande do Sul, il territorio più meridionale e più abbandonato. Qui, nella zona di montagna, lontano da tutto e da tutti, in un’area boschiva e totalmente vuota, estesa approssimativamente come la Valle Padana, furono delimitate quattro zone coloniali, destinate esclusivamente ai nostri immigrati, dove affluirono, tra fine ‘800 e inizi del ‘900, più di centomila italiani, provenienti per la maggior parte dal Veneto. Erano contadini, artigiani, braccianti, molti analfabeti, tutti dialettofoni, che furono quasi abbandonati a se stessi. Per sopravvivere dovettero difendersi dagli animali selvatici, disboscare la foresta, costruire le case, avviare le coltivazioni, aprire delle strade, creare una rete commerciale. La solitudine rafforzò l’unione e la coesione di questi coloni che da allora hanno conservato fino a oggi tutte le peculiarità dei primi arrivati, a partire dalla lingua: il dialetto veneto, che si è mescolato al portoghese e ha dato vita ad una koinè linguistica tutta particolare. Si tratta di un caso che ha pochi uguali nella storia migratoria, non soltanto italiana: un gruppo sociale che si è perfettamente integrato nel Paese d’arrivo, il Brasile, di cui oggi rappresenta l’élite, mantenendo però le caratteristiche e le particolarità del Paese d’origine, l’Italia, e soprattutto della regione di provenienza, il Veneto. L’odissea di questa comunità fu seguita attentamente dalle autorità diplomatiche italiane. Le loro relazioni, apparse allora su pubblicazioni del Ministero degli Esteri, sono state riprodotte dagli originali e vengono qui riproposte integralmente, come testimonianza dal vivo, drammatica e palpitante, di una pagina di eroismi e sofferenze che ha pochi uguali e della quale possono andare fieri tanto l’Italia quanto il Brasile.



L029042 aggiungi al carrello
Marinella, Lucrezia
Vita del serafico et glorioso S. Francesco e Le vittorie di Francesco il Serafico. Li passi gloriosi della diva Chiara, 2018
a cura di Armando Maggi
Il Portico n. 177
pp. 312, ISBN 978-88-8063-998-5    € 25.00

con la collaborazione di
Silvia Guslandi, Ana Ilievska, Elizabeth Tavella, Sarah Atkinson,
Cosette Bruhns, Fadil Moslemani

Vita del serafico et glorioso S. Francesco (prima ed. 1597) e Le vittorie di Francesco il Serafico. Li passi gloriosi della diva Chiara (1643) di Lucrezia Marinella non sono soltanto due esempi importanti della letteratura agiografica italiana, ma rappresentano anche due tappe essenziali nella poetica della più grande scrittrice italiana tra Cinquecento e Seicento, che vide nella scrittura religiosa la sua area espressiva più completa, sebbene si sia occupata con risultati spesso felici di molti altri generi letterari.
Quasi mezzo secolo trascorse tra la prima opera in versi e la seconda sterminata riscrittura in prosa, a testimonianza della fondamentale importanza che la figura del Poverello esercitò sia sulla scrittrice sia più in generale sulla cultura italiana controriformistica.
Marinella si avvicina al genere agiografico con un approccio sperimentale e un intento di contaminazione letteraria in cui epica, novellistica, mitologia antica, trattatistica filosofica, teologica e mistica vengono a fondersi con risultati sorprendenti.
Come già aveva fatto nella sua agiografia in prosa su S. Caterina da Siena, Marinella dà al testo un tono meditativo, nel senso che utilizza la scrittura per un personale processo di contemplazione degli eventi che è in procinto di narrare. Il risultato è un paradossale allontanarsi dal narrato vero e proprio e un focalizzarsi sugli stati emotivi che un particolare evento suscita nella scrittrice e quindi nel lettore. Tuttavia, spesso questo astrarsi dal testo rende il tessuto narrativo opaco al punto di essere di ardua comprensione.
Una scelta antologica delle Vittorie è il modo migliore per facilitare un approccio a un testo che è stato essenzialmente ignorato dalla critica per le sue notevoli difficoltà.
Questo volume è il risultato della collaborazione tra Armando Maggi e un gruppo di dottorandi della University of Chicago, dove Maggi insegna da molti anni.



L021097 aggiungi al carrello
Sacro e profano
Le arti tra '500 e '600, 2018
Arte e cataloghi
pp. 104, ill. col. e bn, ISBN 978-88-9350-009-8    € 20.00
...vedi scheda


L021099 aggiungi al carrello
Il Genio delle Acque
Scavi nelle piazze di Ravenna, 2018
a cura di Chiara Guarnieri - Giovanna Montevecchi
Arte e cataloghi
pp. 376, ill. col. e bn, ISBN 978-88-8063-996-1    € 28.00

Il volume rende noto quanto rinvenuto in due scavi realiz­zati in tempi diversi a Ravenna, ma entrambi accumunati da un tema: la presenza delle acque all'interno della città. Lo scavo realizzato nel 2011 in piazza Anita Garibaldi, che aveva come punto d' interesse la verifica della presenza della Fossa Augusta, ha invece permesso di portare in luce una stratificazione assai complessa caratterizzata dall'ini­ziale presenza di due domus con pavimenti a mosaico, poi accorpate; quest'ultima domus ebbe una straordinaria continuità di vita, fino alle soglie del VII secolo quando sui suoi resti venne eretto un edificio a destinazione cul­tuale. Durante il medioevo l'area fu destinata ad orti, probabilmente in relazione con il vicino monastero di S. Gio­vanni Evangelista; infine nel 1827 questa zona venne in parte occupata dall'ospedale cittadino e poi dal Liceo Classico 'Dante Alighieri' .
L'intervento svoltosi in piazza Andrea Costanel 2009 andava invece ad incidere un ambito dove secondo la letteratura si incontravano il canale Padenna e il Flumisellum Padennae. In questo caso l'intervento archeologico ha ve­rosimilmente evidenziato la presenza delle acque ancora in epoca medievale, oltre ad attestare alcune porzioni di edifici fra cui, in particolare, l'antica residenza che ospitò la Casa Matha, sede della Pescheria cittadina fino alla fine dell'Ottocento, poi sostituita con lo stabile per la vendita del pesce noto come Esedra Vignuzzi.



Aprile 2018   

L029043 aggiungi al carrello
"Senza malizia e senza ipucrisì"
Olindo Guerrini fra lingua e dialetto, 2018
a cura di Renzo Cremante - Federica Marinoni
Il Portico n. 178
pp. 168, ISBN 978-88-9350-005-0    € 18.00

Il volume raccoglie i testi degli interventi presentati al Convegno tenuto a Ravenna nelle giornate del 21 e 22 ottobre 2016. Fino a ieri trascurate, con pochissime eccezioni, o oggetto, perlopiù, di curiosità superficiale e aneddotica – in contrasto con una mai intermessa fortuna novecentesca, prevalentemente locale, dei testi o di alcuni testi – la personalità e l’opera di Olindo Guerrini e delle sue molteplici maschere hanno conosciuto negli ultimi anni una rinnovata attenzione storiografica e critica. Fra gli argomenti trattati nei saggi qui raccolti, il ruolo di rilievo che all’autore di Postuma spetta nel quadro delle polemiche veriste dell’Ottocento e la più trascurata ma non marginale esperienza della prosa: polemica, erudita, narrativa, umoristica, giornalistica, divulgativa, epistolare. Un’applicazione particolare è riservata al Guerrini dialettale, a una dialettalità estesa anche alla «bassezza» e alla «sudiceria» petroniane di Argia Sbolenfi. Passando al romagnolo, con l’invito a distinguere la «romagnolità autentica» dello scrittore di Sant’Alberto dalle generiche, divulgate «stereotipie romagnole», i Sonetti romagnoli sono esaminati da un duplice punto di vista: attraverso i rapporti, da una parte, col modello di un «poeta della realtà» ottocentesco della statura di Giuseppe Gioachino Belli, guardando, dall’altra, ai debiti contratti nei loro confronti da uno dei massimi poeti dialettali contemporanei, Raffaello Baldini. Perché, come ha scritto Luigi Meneghello, «la parola del dialetto è sempre incavicchiata alla realtà, per la ragione che è la cosa stessa, appercepita prima che imparassimo a ragionare [...]. Ma questo nòcciolo di materia primordiale [...] contiene forze incontrollabili proprio perché esiste in una sfera pre-logica dove le associazioni sono libere e fondamentalmente folli. Il dialetto è dunque per certi versi realtà e per altri versi follia».



Marzo 2018   

L001157 aggiungi al carrello
Dante a Verona
2015-2021, 2018
a cura di Edoardo Ferrarini - Paolo Pellegrini - Simone Pregnolato
Memoria del Tempo n. 57
pp. 320, ISBN 978-88-8063-982-4    € 24.00

Paolo Pellegrini, Premessa - Gian Maria Varanini, “Corte”, cancelleria, cultura cittadino-comunale nella Verona del primo Trecento - Paolo Pellegrini, I primi passi dell’esilio dantesco: Verona 1302-1303 - Giuseppe Chiecchi, Dante «iuxta Sarnj fluenta»: a proposito dell’epistola a Moroello e della canzone montanina - Guglielmo Bottari, Lo sfondo culturale nella Verona di Dante -Marco Petoletti, Circolazione di manoscritti e biblioteche nella Verona dantesca - Giuseppe Ledda, Il Cangrande di Dante. Storia, poesia e profezia - Ennio Sandal, Dante e l’editoria veneziana nel primo secolo della stampa (1472-1555) - Luca Mazzoni, Dantisti veronesi del Settecento - Gian Paolo Marchi, Dantisti veronesi dell’Ottocento - Simona Brunetti, Due esempi di drammatizzazione di Dante nell’Ottocento italiano - Giuseppe Sandrini, Ruskin lettore di Dante: la Commedia e le pietre di Verona - Corrado Viola, Concordanze, capovolti, emblemi: sul Dante di Mario Apollonio - Giovanna Ioli, Dante, Singleton, Montale e il “Caso” - Marco Berisso, Il Dante di De Robertis e il “Libro delle canzoni” - Fabio Danelon, Una storia sbagliata. Su Pasolini e Dante


Verona è la città che più a lungo ha visto Dante quale ospite, nel primo esilio, allorché sono maturate le opere del Convivio e del De vulgari eloquentia, e più tardi, durante la scrittura del Paradiso e della Questio de aqua et terra, sotto le ali protettive di Cangrande della Scala. A Verona Dante poté forse approfondire i propri studi filosofici e letterari attraverso la frequentazione della celebre Biblioteca Capitolare.
A Verona prenderanno dimora i suoi discendenti, primo fra tutti il giudice Pietro, cultore e commentatore dell’opera del padre. La presenza di Dante fu uno stimolo prezioso per la promozione degli studi locali sulla sua opera e sulla sua biografia, prodromi a una fortuna che nei secoli successivi si allargherà ad ambiti disciplinari e cronologici diversi, alla letteratura moderna e contemporanea, sino ad abbracciare il cinema e il teatro.
Il volume ricostruisce puntigliosamente le tappe del primo esilio di Dante, il suo complesso rapporto con la realtà e le istituzioni cittadine veronesi (la tradizione comunale, il clero, il notariato), il suo dialogo con il contesto culturale che lo accolse (gli ambienti legati alla Capitolare). D’altra parte amplia l’orizzonte allo sviluppo degli studi intorno alla sua figura e alla sua opera (Dionisi, Perazzini, Del Lungo, Singleton, Apollonio, De Robertis), ne indaga la fortuna editoriale nei primi secoli della stampa, ne analizza il reimpiego e la riemersione in autori, aree e discipline diverse (Ruskin, Modena, Pasolini).



L200041 aggiungi al carrello
Pier Paolo D'Attorre, sindaco
Discorsi pubblici (1993-1997), 2018
a cura di Laura Orlandini
Contemporanea n. 40
pp. 128, 23 il. col. e bn, ISBN 978-88-9350-004-3    € 12.00

Questo volume raccoglie una selezione dei più significativi discorsi e interventi pubblici di Pier Paolo D’Attorre, sindaco di Ravenna tra il 1993 e il 1997 (il primo eletto con la nuova legge per l’elezione diretta dei sindaci entrata in vigore nel marzo del ’93), scelti fra quelli conservati tra le carte D’Attorre depositate presso la Fondazione Casa di Oriani.
Un arco di tempo denso di profondi cambiamenti, per Ravenna e per l’Italia intera. Un periodo di transizione, di crisi dell’esistente ma anche di rinnovamento e di prospettive, che D’Attorre seppe attraversare con grande lucidità e con una visione ampia del proprio ruolo derivantegli dalla sua formazione intellettuale. Perché Pier Paolo D’Attorre non smise mai di essere uno storico, e di considerarsi tale, neanche nei suoi anni d’impegno amministrativo. Non già un intellettuale “prestato alla politica”, ma un intellettuale e un politico al tempo stesso, che non vedeva contraddizione nell’essere l’una e l’altra cosa insieme, in nome di una convinta passione civile.
Questa raccolta, quindi, vuole essere un modo non soltanto per rendere omaggio a un protagonista della recente storia ravennate, ma per restituire a Ravenna una parte importante della sua memoria collettiva, che è condizione indispensabile per la costruzione di un senso di comunità.



L040050 aggiungi al carrello
L'Alighieri vol. 50
Rassegna dantesca, 2018
L'Alighieri. Diretta da Saverio Bellomo, Stefano Carrai e Giuseppe Ledda n. 50
pp. 168, ISBN 978-88-8063-993-0    € 25.00

SAGGI: Anna Pegoretti, «Nelle scuole delli religiosi»: materiali per Santa Croce nell’età di Dante - Anna Gabriella Chisena, Miti astrali e catasterismi nel cielo dantesco: le Orse, Boote e la Corona di Arianna - LECTURAE: Saverio Bellomo, I destini del corpo e dell’anima: lettura di Purgatorio iii. NOTE:Sandra Carapezza, «Grazia divina e precedente merto». L’epistola di Giacomo come fonte della speranza – Alberto Cadioli, Intertestualità dantesche negli scritti di Antonio Baldini. RECENSIONI



Febbraio 2018   

L029041 aggiungi al carrello
La critica letteraria nell'Italia del Settecento
Forme e problemi, 2017
a cura di Gabriele Bucchi - Carlo Enrico Roggia
Il Portico n. 176
pp. 192, ISBN 978-88-8063-988-6    € 18.00

Gabriele Bucchi, Introduzione. I. Critica, filologia, canone: William Spaggiari, Dall’Arcadia al Parnaso: il canone della moderna poesia - Amelia Juri, Anton Federigo Seghezzi editore delle «Opere» di Pietro Bembo (Venezia, Hertzhauser, 1729): prime osservazioni sul commento ai poeti rinascimentali nel Settecento - Renzo Rabboni, L’edizione delle «Opere» del Tasso: due iniziative di primo Settecento (Venezia 1722, Firenze 1724) - Giacomo Vagni, I poeti del Cinquecento nelle prose di Parini e Bettinelli . II. Critica militante e generi letterari: Simone Forlesi, Una polemica “mediata” tra Addison e Voltaire intorno al genere epico. Lo «Spectator» nel cantiere del «Paradiso perduto» di Paolo Rolli - Stefania Baragetti, Verso una nuova letteratura: il dibattito sulla poesia d’occasione- Anna Maria Salvadè, Dialoghi e lettere dall’aldilà: note su un genere di saggistica letteraria - Francesca Savoia, Ancora su Baretti, Voltaire e Shakespeare - Roberta Turchi, Il lavoro autocritico del primo Alfieri. III. Critica e storia delle idee: Silvia Contarini, Intorno a Burke: tracce della ricezione italiana dell’«Enquiry into the Origin of our Ideas of the Sublime and Beautiful» nel “tournant des Lumières” - Carlo Enrico Roggia, La (proto)critica stilistica di Cesare Beccaria - IV. Indici



Gennaio 2018   

L013149 aggiungi al carrello
Il lettore di provincia 149
Cinque secoli di aforismi, 2018
a cura di Antonio Castronuovo
Il lettore di provincia n. 149
pp. 148, ISBN 978-88-8063-999-2    € 20.00

Antonio Castronuovo, Premessa - Andrea Pagani, La dissimulazione onesta nell’aforisma di Tasso - Giulia Cantarutti, I clandestini - Silvia Ruzzenenti, Tradurre aforismi. Spunti di riflessione e Fragmente di un’autrice tedesca dell’Illuminismo - Matteo Veronesi, Leopardi e l’universo della ghnome - Neil Novello, Una «meta» terrestre a Zürau. Kafka alla prova dell’aforisma - Sandro Montalto, Aforisti italiani (giustamente?) dimenticati - Gilberto Mordenti, Montherlant: carnets e aforismi - Massimo Sannelli, Lasciate divertire Joë Bousquet - Anna Antolisei, Pitigrilli, un aforista nell’oblio - Silvana Baroni, «Ripassa domani realtà!». Pessoa aforista - Anna Monaco, Un nemico dell’aforisma: Albert Camus - Silvia Albertazzi, Fotorismi: aforismi e fotografia - Maria Panetta, Apologia del lettore indiscreto: Bobi Bazlen e l’aforisma «involontario» - Simona Abis, Gli aforismi di Gómez Dávila: la dignità come perversione - Fulvio Senardi, Francesco Burdin, aforista in servizio permanente - Antonio Castronuovo, L’aforista Maria Luisa Spaziani - Paolo Albani, L’aforisma tra gesto involontario e costruzione meccanica - Fabrizio Caramagna, L’aforisma serbo come anti-aforisma - Gino Ruozzi, Mario Vassalle, aforismi dal nuovo mondo



Dicembre 2017   

L001156 aggiungi al carrello
Nobili, Sebastiana
La consolazione della letteratura
Un itinerario fra Dante e Boccaccio, 2017
Memoria del Tempo n. 56
pp. 260, ISBN 978-88-8063-997-8    € 25.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

La stesura del capolavoro, sia per Dante che per Boccaccio, nasce da un trauma: l’esilio nel primo caso, la peste nel secondo. Entrambi cercano nella scrittura una forma di riparazione e, nel segno del comune maestro Boezio, attingono al potere consolatorio della parola che nasce dalla privazione e dal lutto. Per questo, nei due grandi autori del nostro Trecento il motivo delle lacrime si rivela decisivo, a partire dalle grandi allegorie della Commedia come il Veglio di Creta e il gigante Lucifero, per passare poi attraverso la condanna della guerra e delle sue conseguenze dolorose e giungere infine al tema – evidentemente correlato – della sofferenza dei giusti, siano essi i limbicoli all’Inferno o, nel Decameron, i magnanimi della tragica quarta giornata. Il confronto con gli storiografi – Salimbene per Dante, i cronisti della peste per Boccaccio – si rivela decisivo per comprendere il rapporto dei due scrittori con la storia, e con gli eventi drammatici che hanno innescato il processo consolatorio attraverso la scrittura.
Nella seconda metà del libro, da un esame tematico dei testi si passa a una prospettiva più strettamente retorica: quali strutture Boccaccio, sulla scia di Dante, utilizza per sostanziare la sua idea di letteratura? Come affronta il problema degli incipit e perché si serve delle cosiddette “cornici”, di lettere dedicatorie e di complicati prologhi concentrici? Dal primo romanzo in prosa della letteratura italiana, il Filocolo, fino al tardo trattato umanistico sulla Genealogia degli dèi pagani, che si innesta sulla riflessione centrale del Decameron, Giovanni Boccaccio innova radicalmente un repertorio già codificato dalla letteratura classica e da quella mediolatina e romanza, immaginando l’opera dello scrittore come una grande mappa, scritta e a un tempo illustrata, dentro la quale il lettore sensibile saprà trovare, riconoscendosi, la chiave della sua personale consolazione.



L016132 aggiungi al carrello
Bassi Angelini, Claudia
Maestre e scuole pubbliche nel Ravennate dopo l'Unità d'Italia, 2017
Storia
pp. 128, 8 ill bn, ISBN 978-88-8063-994-7    € 14.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

Il volume traccia un quadro della scuola pubblica ravennate nei sessantadue anni nei quali fu in vigore la legge Casati, con la quale nel 1861 il Regno d’Italia riorganizzò il sistema dell’istruzione. Per la prima volta la scuola elementare diventa laica, gratuita e aperta anche alle donne, inizio di quel lento e contrastato processo di alfabetizzazione del Paese che in Romagna avrebbe posto fine alla sconfortante situazione scolastica ereditata dallo Stato pontificio. Ne furono protagoniste soprattutto le maestre, presto divenute la grande maggioranza dei docenti elementari, che – resistendo alle discriminazioni e ai diffusi pregiudizi contro l’istruzione femminile – tra il 1861 e il 1923 attuarono una delle più significative trasformazioni della società e della condizione femminile avvenute in Italia.
Un percorso storico che le fonti individuano anche nel Ravennate, dove, accanto a rilevanti peculiarità locali, affiorano, inedite e talvolta drammatiche, le vicende biografiche di molte delle prime insegnanti.



Novembre 2017   

L013148 aggiungi al carrello
Il lettore di provincia 148, 2017
Il lettore di provincia
    € 25.00

Bruno Pompili, Se c’è eredità in poesia - Cesare Angelini, Renato Serra, a cura di Gianandrea Zanone - Pietro Civitareale, Montale, Firenze e Le occasioni. A 120 anni dalla nascita - Francesco Giuliani, Carli fiumano: il romanzo Trillirì - Roberto Birindelli, Work on the Wild Side: da Nelson Algren a John Fante - Angela Albanese, Figure, voci, suoni de La camera da ricevere. Radici bruniane e meticciato nella poetica teatrale di Ermanna Montanari - Maria Grazia Dongu, Dal dialogo all’indiretto, dal monologo all’indiretto libero: il processo di transcodificazione in Shakespear Illustrated e Tales from Shakespeare - Andrea Matucci, Una libera storia dentro di noi: la gioia della letteratura (e della partita) - Michela Mancini, Storie di un pittore e della sua modella nei romanzi dell’Ottocento

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L016131 aggiungi al carrello
Menzani, Tito - Tagliaverga, Salvatore
Un'impresa in porto
Storia della Sapir (1957-2017), 2017
Storia
pp. 164, 30 ill. bn e col., ISBN 978-88-8063-991-6    € 18.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

Nel 1957, veniva fondata la Porto industriale di Ravenna società per azioni (Sapir), un’impresa a capitale pubblico e privato che avrebbe gestito lo sviluppo dello scalo marittimo ravennate. Tra i fautori di quella scelta politica ed economica vi erano uomini come Enrico Mattei, Luciano Cavalcoli, Giuseppe Medici, Benigno Zaccagnini e Serafino Ferruzzi, che avevano compreso la necessità di coniugare risorse statali e imprenditoriali per creare un più moderno porto industriale.
Negli anni settanta, a seguito del completamento delle principali opere infrastrutturali, la Sapir ha ampliato la propria attività, come sancito dalla variazione della ragione sociale in “Porto intermodale Ravenna”. Ciò anche grazie all’intervento della Regione che, con la legge Cavina del 1976 e successivi provvedimenti, finanziò la realizzazione del terminal in area San Vitale.
Il settore terminalistico è poi diventato il core-business dell’azienda dopo il 1994, quando una legge nazionale ha istituito l’Autorità portuale, che ha progressivamente acquisito le funzioni istituzionali ancora detenute dalla Sapir. A sessant’anni di distanza da quel 1957, questo libro racconta una storia di intelligente imprenditoria e di buon governo locale, nella cornice della modernizzazione del porto di Ravenna, che da infrastruttura locale è oggi diventato un grande scalo europeo.



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G.A.E.M. Quarto premio internazionale Giovani Artisti e Mosaico, 2017
a cura di Linda Kniffitz - Daniele Torcellini
Arte e cataloghi n. L021094
pp. 72, ill. col. , ISBN 978-88-9350-001-2    € 15.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

Opere di Giulia Buonanno, Laura Carraro, Marco De Santi, Tatsiana Dubouskaya, Aude Fourrier, Akiko Hatano, Kim Jae Hee, Bianca Lupi, Andjelka Radojevic, Matylda Tracewska, Sara Vasini, Eleonora Zannier