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Aprile 2018   

L029042 aggiungi al carrello
"Senza malizia e senza ipucrisì"
Olindo Guerrini fra lingua e dialetto, 2018
a cura di Renzo Cremante - Federica Marinoni
Il Portico n. 178
pp. 168, ISBN 978-88-9350-005-0    € 18.00

Il volume raccoglie i testi degli interventi presentati al Convegno tenuto a Ravenna nelle giornate del 21 e 22 ottobre 2016. Fino a ieri trascurate, con pochissime eccezioni, o oggetto, perlopiù, di curiosità superficiale e aneddotica – in contrasto con una mai intermessa fortuna novecentesca, prevalentemente locale, dei testi o di alcuni testi – la personalità e l’opera di Olindo Guerrini e delle sue molteplici maschere hanno conosciuto negli ultimi anni una rinnovata attenzione storiografica e critica. Fra gli argomenti trattati nei saggi qui raccolti, il ruolo di rilievo che all’autore di Postuma spetta nel quadro delle polemiche veriste dell’Ottocento e la più trascurata ma non marginale esperienza della prosa: polemica, erudita, narrativa, umoristica, giornalistica, divulgativa, epistolare. Un’applicazione particolare è riservata al Guerrini dialettale, a una dialettalità estesa anche alla «bassezza» e alla «sudiceria» petroniane di Argia Sbolenfi. Passando al romagnolo, con l’invito a distinguere la «romagnolità autentica» dello scrittore di Sant’Alberto dalle generiche, divulgate «stereotipie romagnole», i Sonetti romagnoli sono esaminati da un duplice punto di vista: attraverso i rapporti, da una parte, col modello di un «poeta della realtà» ottocentesco della statura di Giuseppe Gioachino Belli, guardando, dall’altra, ai debiti contratti nei loro confronti da uno dei massimi poeti dialettali contemporanei, Raffaello Baldini. Perché, come ha scritto Luigi Meneghello, «la parola del dialetto è sempre incavicchiata alla realtà, per la ragione che è la cosa stessa, appercepita prima che imparassimo a ragionare [...]. Ma questo nòcciolo di materia primordiale [...] contiene forze incontrollabili proprio perché esiste in una sfera pre-logica dove le associazioni sono libere e fondamentalmente folli. Il dialetto è dunque per certi versi realtà e per altri versi follia».



Marzo 2018   

L001157 aggiungi al carrello
Dante a Verona
2015-2021, 2018
a cura di Edoardo Ferrarini - Paolo Pellegrini - Simone Pregnolato
Memoria del Tempo n. 57
pp. 320, ISBN 978-88-8063-982-4    € 24.00

Paolo Pellegrini, Premessa - Gian Maria Varanini, “Corte”, cancelleria, cultura cittadino-comunale nella Verona del primo Trecento - Paolo Pellegrini, I primi passi dell’esilio dantesco: Verona 1302-1303 - Giuseppe Chiecchi, Dante «iuxta Sarnj fluenta»: a proposito dell’epistola a Moroello e della canzone montanina - Guglielmo Bottari, Lo sfondo culturale nella Verona di Dante -Marco Petoletti, Circolazione di manoscritti e biblioteche nella Verona dantesca - Giuseppe Ledda, Il Cangrande di Dante. Storia, poesia e profezia - Ennio Sandal, Dante e l’editoria veneziana nel primo secolo della stampa (1472-1555) - Luca Mazzoni, Dantisti veronesi del Settecento - Gian Paolo Marchi, Dantisti veronesi dell’Ottocento - Simona Brunetti, Due esempi di drammatizzazione di Dante nell’Ottocento italiano - Giuseppe Sandrini, Ruskin lettore di Dante: la Commedia e le pietre di Verona - Corrado Viola, Concordanze, capovolti, emblemi: sul Dante di Mario Apollonio - Giovanna Ioli, Dante, Singleton, Montale e il “Caso” - Marco Berisso, Il Dante di De Robertis e il “Libro delle canzoni” - Fabio Danelon, Una storia sbagliata. Su Pasolini e Dante


Verona è la città che più a lungo ha visto Dante quale ospite, nel primo esilio, allorché sono maturate le opere del Convivio e del De vulgari eloquentia, e più tardi, durante la scrittura del Paradiso e della Questio de aqua et terra, sotto le ali protettive di Cangrande della Scala. A Verona Dante poté forse approfondire i propri studi filosofici e letterari attraverso la frequentazione della celebre Biblioteca Capitolare.
A Verona prenderanno dimora i suoi discendenti, primo fra tutti il giudice Pietro, cultore e commentatore dell’opera del padre. La presenza di Dante fu uno stimolo prezioso per la promozione degli studi locali sulla sua opera e sulla sua biografia, prodromi a una fortuna che nei secoli successivi si allargherà ad ambiti disciplinari e cronologici diversi, alla letteratura moderna e contemporanea, sino ad abbracciare il cinema e il teatro.
Il volume ricostruisce puntigliosamente le tappe del primo esilio di Dante, il suo complesso rapporto con la realtà e le istituzioni cittadine veronesi (la tradizione comunale, il clero, il notariato), il suo dialogo con il contesto culturale che lo accolse (gli ambienti legati alla Capitolare). D’altra parte amplia l’orizzonte allo sviluppo degli studi intorno alla sua figura e alla sua opera (Dionisi, Perazzini, Del Lungo, Singleton, Apollonio, De Robertis), ne indaga la fortuna editoriale nei primi secoli della stampa, ne analizza il reimpiego e la riemersione in autori, aree e discipline diverse (Ruskin, Modena, Pasolini).



L200041 aggiungi al carrello
Pier Paolo D'Attorre, sindaco
Discorsi pubblici (1993-1997), 2018
a cura di Laura Orlandini
Contemporanea n. 40
pp. 128, 23 il. col. e bn, ISBN 978-88-9350-004-3    € 12.00

Questo volume raccoglie una selezione dei più significativi discorsi e interventi pubblici di Pier Paolo D’Attorre, sindaco di Ravenna tra il 1993 e il 1997 (il primo eletto con la nuova legge per l’elezione diretta dei sindaci entrata in vigore nel marzo del ’93), scelti fra quelli conservati tra le carte D’Attorre depositate presso la Fondazione Casa di Oriani.
Un arco di tempo denso di profondi cambiamenti, per Ravenna e per l’Italia intera. Un periodo di transizione, di crisi dell’esistente ma anche di rinnovamento e di prospettive, che D’Attorre seppe attraversare con grande lucidità e con una visione ampia del proprio ruolo derivantegli dalla sua formazione intellettuale. Perché Pier Paolo D’Attorre non smise mai di essere uno storico, e di considerarsi tale, neanche nei suoi anni d’impegno amministrativo. Non già un intellettuale “prestato alla politica”, ma un intellettuale e un politico al tempo stesso, che non vedeva contraddizione nell’essere l’una e l’altra cosa insieme, in nome di una convinta passione civile.
Questa raccolta, quindi, vuole essere un modo non soltanto per rendere omaggio a un protagonista della recente storia ravennate, ma per restituire a Ravenna una parte importante della sua memoria collettiva, che è condizione indispensabile per la costruzione di un senso di comunità.



L040050 aggiungi al carrello
L'Alighieri vol. 50
Rassegna dantesca, 2018
L'Alighieri. Diretta da Saverio Bellomo, Stefano Carrai, Giuseppe Ledda n. 50
pp. 168, ISBN 978-88-8063-993-0    € 25.00

SAGGI: Anna Pegoretti, «Nelle scuole delli religiosi»: materiali per Santa Croce nell’età di Dante - Anna Gabriella Chisena, Miti astrali e catasterismi nel cielo dantesco: le Orse, Boote e la Corona di Arianna - LECTURAE: Saverio Bellomo, I destini del corpo e dell’anima: lettura di Purgatorio iii. NOTE:Sandra Carapezza, «Grazia divina e precedente merto». L’epistola di Giacomo come fonte della speranza – Alberto Cadioli, Intertestualità dantesche negli scritti di Antonio Baldini. RECENSIONI



Febbraio 2018   

L029041 aggiungi al carrello
La critica letteraria nell'Italia del Settecento
Forme e problemi, 2017
a cura di Gabriele Bucchi - Carlo Enrico Roggia
Il Portico n. 176
pp. 192, ISBN 978-88-8063-988-6    € 18.00

Gabriele Bucchi, Introduzione. I. Critica, filologia, canone: William Spaggiari, Dall’Arcadia al Parnaso: il canone della moderna poesia - Amelia Juri, Anton Federigo Seghezzi editore delle «Opere» di Pietro Bembo (Venezia, Hertzhauser, 1729): prime osservazioni sul commento ai poeti rinascimentali nel Settecento - Renzo Rabboni, L’edizione delle «Opere» del Tasso: due iniziative di primo Settecento (Venezia 1722, Firenze 1724) - Giacomo Vagni, I poeti del Cinquecento nelle prose di Parini e Bettinelli . II. Critica militante e generi letterari: Simone Forlesi, Una polemica “mediata” tra Addison e Voltaire intorno al genere epico. Lo «Spectator» nel cantiere del «Paradiso perduto» di Paolo Rolli - Stefania Baragetti, Verso una nuova letteratura: il dibattito sulla poesia d’occasione- Anna Maria Salvadè, Dialoghi e lettere dall’aldilà: note su un genere di saggistica letteraria - Francesca Savoia, Ancora su Baretti, Voltaire e Shakespeare - Roberta Turchi, Il lavoro autocritico del primo Alfieri. III. Critica e storia delle idee: Silvia Contarini, Intorno a Burke: tracce della ricezione italiana dell’«Enquiry into the Origin of our Ideas of the Sublime and Beautiful» nel “tournant des Lumières” - Carlo Enrico Roggia, La (proto)critica stilistica di Cesare Beccaria - IV. Indici



Gennaio 2018   

L013149 aggiungi al carrello
Il lettore di provincia 149
Cinque secoli di aforismi, 2018
a cura di Antonio Castronuovo
Il lettore di provincia n. 149
pp. 148, ISBN 978-88-8063-999-2    € 20.00

Antonio Castronuovo, Premessa - Andrea Pagani, La dissimulazione onesta nell’aforisma di Tasso - Giulia Cantarutti, I clandestini - Silvia Ruzzenenti, Tradurre aforismi. Spunti di riflessione e Fragmente di un’autrice tedesca dell’Illuminismo - Matteo Veronesi, Leopardi e l’universo della ghnome - Neil Novello, Una «meta» terrestre a Zürau. Kafka alla prova dell’aforisma - Sandro Montalto, Aforisti italiani (giustamente?) dimenticati - Gilberto Mordenti, Montherlant: carnets e aforismi - Massimo Sannelli, Lasciate divertire Joë Bousquet - Anna Antolisei, Pitigrilli, un aforista nell’oblio - Silvana Baroni, «Ripassa domani realtà!». Pessoa aforista - Anna Monaco, Un nemico dell’aforisma: Albert Camus - Silvia Albertazzi, Fotorismi: aforismi e fotografia - Maria Panetta, Apologia del lettore indiscreto: Bobi Bazlen e l’aforisma «involontario» - Simona Abis, Gli aforismi di Gómez Dávila: la dignità come perversione - Fulvio Senardi, Francesco Burdin, aforista in servizio permanente - Antonio Castronuovo, L’aforista Maria Luisa Spaziani - Paolo Albani, L’aforisma tra gesto involontario e costruzione meccanica - Fabrizio Caramagna, L’aforisma serbo come anti-aforisma - Gino Ruozzi, Mario Vassalle, aforismi dal nuovo mondo



Dicembre 2017   

L001156 aggiungi al carrello
Nobili, Sebastiana
La consolazione della letteratura
Un itinerario fra Dante e Boccaccio, 2017
Memoria del Tempo n. 56
pp. 260, ISBN 978-88-8063-997-8    € 25.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

La stesura del capolavoro, sia per Dante che per Boccaccio, nasce da un trauma: l’esilio nel primo caso, la peste nel secondo. Entrambi cercano nella scrittura una forma di riparazione e, nel segno del comune maestro Boezio, attingono al potere consolatorio della parola che nasce dalla privazione e dal lutto. Per questo, nei due grandi autori del nostro Trecento il motivo delle lacrime si rivela decisivo, a partire dalle grandi allegorie della Commedia come il Veglio di Creta e il gigante Lucifero, per passare poi attraverso la condanna della guerra e delle sue conseguenze dolorose e giungere infine al tema – evidentemente correlato – della sofferenza dei giusti, siano essi i limbicoli all’Inferno o, nel Decameron, i magnanimi della tragica quarta giornata. Il confronto con gli storiografi – Salimbene per Dante, i cronisti della peste per Boccaccio – si rivela decisivo per comprendere il rapporto dei due scrittori con la storia, e con gli eventi drammatici che hanno innescato il processo consolatorio attraverso la scrittura.
Nella seconda metà del libro, da un esame tematico dei testi si passa a una prospettiva più strettamente retorica: quali strutture Boccaccio, sulla scia di Dante, utilizza per sostanziare la sua idea di letteratura? Come affronta il problema degli incipit e perché si serve delle cosiddette “cornici”, di lettere dedicatorie e di complicati prologhi concentrici? Dal primo romanzo in prosa della letteratura italiana, il Filocolo, fino al tardo trattato umanistico sulla Genealogia degli dèi pagani, che si innesta sulla riflessione centrale del Decameron, Giovanni Boccaccio innova radicalmente un repertorio già codificato dalla letteratura classica e da quella mediolatina e romanza, immaginando l’opera dello scrittore come una grande mappa, scritta e a un tempo illustrata, dentro la quale il lettore sensibile saprà trovare, riconoscendosi, la chiave della sua personale consolazione.



L016132 aggiungi al carrello
Bassi Angelini, Claudia
Maestre e scuole pubbliche nel Ravennate dopo l'Unità d'Italia, 2017
Storia
pp. 128, 8 ill bn, ISBN 978-88-8063-994-7    € 14.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

Il volume traccia un quadro della scuola pubblica ravennate nei sessantadue anni nei quali fu in vigore la legge Casati, con la quale nel 1861 il Regno d’Italia riorganizzò il sistema dell’istruzione. Per la prima volta la scuola elementare diventa laica, gratuita e aperta anche alle donne, inizio di quel lento e contrastato processo di alfabetizzazione del Paese che in Romagna avrebbe posto fine alla sconfortante situazione scolastica ereditata dallo Stato pontificio. Ne furono protagoniste soprattutto le maestre, presto divenute la grande maggioranza dei docenti elementari, che – resistendo alle discriminazioni e ai diffusi pregiudizi contro l’istruzione femminile – tra il 1861 e il 1923 attuarono una delle più significative trasformazioni della società e della condizione femminile avvenute in Italia.
Un percorso storico che le fonti individuano anche nel Ravennate, dove, accanto a rilevanti peculiarità locali, affiorano, inedite e talvolta drammatiche, le vicende biografiche di molte delle prime insegnanti.



Novembre 2017   

L013148 aggiungi al carrello
Il lettore di provincia 148, 2017
Il lettore di provincia
    € 25.00

Bruno Pompili, Se c’è eredità in poesia - Cesare Angelini, Renato Serra, a cura di Gianandrea Zanone - Pietro Civitareale, Montale, Firenze e Le occasioni. A 120 anni dalla nascita - Francesco Giuliani, Carli fiumano: il romanzo Trillirì - Roberto Birindelli, Work on the Wild Side: da Nelson Algren a John Fante - Angela Albanese, Figure, voci, suoni de La camera da ricevere. Radici bruniane e meticciato nella poetica teatrale di Ermanna Montanari - Maria Grazia Dongu, Dal dialogo all’indiretto, dal monologo all’indiretto libero: il processo di transcodificazione in Shakespear Illustrated e Tales from Shakespeare - Andrea Matucci, Una libera storia dentro di noi: la gioia della letteratura (e della partita) - Michela Mancini, Storie di un pittore e della sua modella nei romanzi dell’Ottocento

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L016131 aggiungi al carrello
Menzani, Tito - Tagliaverga, Salvatore
Un'impresa in porto
Storia della Sapir (1957-2017), 2017
Storia
pp. 164, 30 ill. bn e col., ISBN 978-88-8063-991-6    € 18.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
tramite Casalini Libri Digital Division

Nel 1957, veniva fondata la Porto industriale di Ravenna società per azioni (Sapir), un’impresa a capitale pubblico e privato che avrebbe gestito lo sviluppo dello scalo marittimo ravennate. Tra i fautori di quella scelta politica ed economica vi erano uomini come Enrico Mattei, Luciano Cavalcoli, Giuseppe Medici, Benigno Zaccagnini e Serafino Ferruzzi, che avevano compreso la necessità di coniugare risorse statali e imprenditoriali per creare un più moderno porto industriale.
Negli anni settanta, a seguito del completamento delle principali opere infrastrutturali, la Sapir ha ampliato la propria attività, come sancito dalla variazione della ragione sociale in “Porto intermodale Ravenna”. Ciò anche grazie all’intervento della Regione che, con la legge Cavina del 1976 e successivi provvedimenti, finanziò la realizzazione del terminal in area San Vitale.
Il settore terminalistico è poi diventato il core-business dell’azienda dopo il 1994, quando una legge nazionale ha istituito l’Autorità portuale, che ha progressivamente acquisito le funzioni istituzionali ancora detenute dalla Sapir. A sessant’anni di distanza da quel 1957, questo libro racconta una storia di intelligente imprenditoria e di buon governo locale, nella cornice della modernizzazione del porto di Ravenna, che da infrastruttura locale è oggi diventato un grande scalo europeo.



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G.A.E.M. Quarto premio internazionale Giovani Artisti e Mosaico, 2017
a cura di Linda Kniffitz - Daniele Torcellini
Arte e cataloghi n. L021094
pp. 72, ill. col. , ISBN 978-88-9350-001-2    € 15.00

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Opere di Giulia Buonanno, Laura Carraro, Marco De Santi, Tatsiana Dubouskaya, Aude Fourrier, Akiko Hatano, Kim Jae Hee, Bianca Lupi, Andjelka Radojevic, Matylda Tracewska, Sara Vasini, Eleonora Zannier



Ottobre 2017   

L017049 aggiungi al carrello
Fornaciari, Primo
La "piada" dell'Ebreo Errante, 2017
Storia
pp. 160, ill. bn, ISBN 978-88-8063-986-2    € 15.00

E' possibile scaricare questo volume in versione PDF, a pagamento,
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Il mito dell’Ebreo Errante, leggenda cristiana nata nei primi secoli sotto il segno dell’antigiudaismo, arrivò, attraversando i mari e i secoli, anche in Italia. Nel corso del tempo modificò i suoi tratti: con il Rinascimento assunse tonidi umana pietà; scomparve poi nelle caligini dei roghi della Controriforma, per riapparire con i poeti del romanticismo che in tutta Europa rilessero il mito facendo dell’eterno viandante un campione dell’umanità dolente ed esiliata.
Secondo questa chiave lo interpretò anche il nostro Giovanni Pascoli, in varie composizioni. Così, guidati dal poeta di San Mauro, seguiamo in questo libro le orme inedite dell’Ebreo Errante in Romagna: dalla Forlì medievale di Guido Bonatti fino a Ravenna dove, all’alba del ’900, Corrado Ricci preoccupato del minaccioso ritorno dell’antisemitismo scrive: «Stiamo forse per tornare indietro?».
Viatico di questo viaggio è l’umile Piada, ovvero «il pane dell’Umanità», che il poeta offre come ristoro all’Ebreo Errante di passaggio alla sua casa di Barga. Con queste parole egli la presenta all’ospite: «Piada, pieda, pida, pié, si chiama dai romagnoli la spianata di grano o di granturco o mista, che è il cibo quotidiano della povera gente, e si intride senza lievito; e si cuoce in una teglia di argilla, che si chiama testo, sopra il focolare che si chiama l’aròla (da ara, mi sembra)...». In appendice al volume si riporta integralmente il testo del poemetto di Pascoli.
Bella e rotonda come la luna, circolare come la pena dell’Errante, è il pane che consola il viandante di ogni epoca nelle asperitàdel transito terreno.



L008061 aggiungi al carrello
Letture classensi vol. 46
Sognare il Parnaso. Dante e il ritorno delle Muse, 2017
a cura di Claudia Villa
Letture Classensi n. 46
pp. 152, ISBN 978-88-8063-987-9    € 20.00

Premessa di Claudia Villa - Claudia Villa, Minerva in Elicona e la nascita della poesia - Claudia Villa, Le maschere di Francesca e il fantasma di Didone - Stefano Carrai, Da Euridice a Beatrice: metamorfosi dell’amata defunta - Paola Allegretti, Medea Giasone e Argo: l’impresa dopo venticinque secoli di letargo - Luca Carlo Rossi, Le Muse e Dante nel «Comentum» di Benvenuto da Imola. 695° Annuale della Morte di Dante: Marcello Ciccuto, Dante alle soglie del moderno: Borges e Mandel’stam lettori della Commedia



L012080 aggiungi al carrello
Felici, Caterina
Dentro la vita, 2017
Poesia
pp. 80, ISBN 978-88-8063-992-3    € 12.00

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