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Febbraio 2018   

L029041 aggiungi al carrello
La critica letteraria nell'Italia del Settecento
Forme e problemi, 2017
a cura di Gabriele Bucchi - Carlo Enrico Roggia
Il Portico n. 176
pp. 192, ISBN 978-88-8063-988-6    € 18.00

Gabriele Bucchi, Introduzione. I. Critica, filologia, canone: William Spaggiari, Dall’Arcadia al Parnaso: il canone della moderna poesia - Amelia Juri, Anton Federigo Seghezzi editore delle «Opere» di Pietro Bembo (Venezia, Hertzhauser, 1729): prime osservazioni sul commento ai poeti rinascimentali nel Settecento - Renzo Rabboni, L’edizione delle «Opere» del Tasso: due iniziative di primo Settecento (Venezia 1722, Firenze 1724) - Giacomo Vagni, I poeti del Cinquecento nelle prose di Parini e Bettinelli . II. Critica militante e generi letterari: Simone Forlesi, Una polemica “mediata” tra Addison e Voltaire intorno al genere epico. Lo «Spectator» nel cantiere del «Paradiso perduto» di Paolo Rolli - Stefania Baragetti, Verso una nuova letteratura: il dibattito sulla poesia d’occasione- Anna Maria Salvadè, Dialoghi e lettere dall’aldilà: note su un genere di saggistica letteraria - Francesca Savoia, Ancora su Baretti, Voltaire e Shakespeare - Roberta Turchi, Il lavoro autocritico del primo Alfieri. III. Critica e storia delle idee: Silvia Contarini, Intorno a Burke: tracce della ricezione italiana dell’«Enquiry into the Origin of our Ideas of the Sublime and Beautiful» nel “tournant des Lumières” - Carlo Enrico Roggia, La (proto)critica stilistica di Cesare Beccaria - IV. Indici



Gennaio 2018   

L013149 aggiungi al carrello
Il lettore di provincia 149
Cinque secoli di aforismi, 2018
a cura di Antonio Castronuovo
Il lettore di provincia n. 149
pp. 148, ISBN 978-88-8063-999-2    € 20.00

Antonio Castronuovo, Premessa - Andrea Pagani, La dissimulazione onesta nell’aforisma di Tasso - Giulia Cantarutti, I clandestini - Silvia Ruzzenenti, Tradurre aforismi. Spunti di riflessione e Fragmente di un’autrice tedesca dell’Illuminismo - Matteo Veronesi, Leopardi e l’universo della ghnome - Neil Novello, Una «meta» terrestre a Zürau. Kafka alla prova dell’aforisma - Sandro Montalto, Aforisti italiani (giustamente?) dimenticati - Gilberto Mordenti, Montherlant: carnets e aforismi - Massimo Sannelli, Lasciate divertire Joë Bousquet - Anna Antolisei, Pitigrilli, un aforista nell’oblio - Silvana Baroni, «Ripassa domani realtà!». Pessoa aforista - Anna Monaco, Un nemico dell’aforisma: Albert Camus - Silvia Albertazzi, Fotorismi: aforismi e fotografia - Maria Panetta, Apologia del lettore indiscreto: Bobi Bazlen e l’aforisma «involontario» - Simona Abis, Gli aforismi di Gómez Dávila: la dignità come perversione - Fulvio Senardi, Francesco Burdin, aforista in servizio permanente - Antonio Castronuovo, L’aforista Maria Luisa Spaziani - Paolo Albani, L’aforisma tra gesto involontario e costruzione meccanica - Fabrizio Caramagna, L’aforisma serbo come anti-aforisma - Gino Ruozzi, Mario Vassalle, aforismi dal nuovo mondo



Dicembre 2017   

L001156 aggiungi al carrello
Nobili, Sebastiana
La consolazione della letteratura
Un itinerario fra Dante e Boccaccio, 2017
Memoria del Tempo n. 56
pp. 260, ISBN 978-88-8063-997-8    € 25.00

La stesura del capolavoro, sia per Dante che per Boccaccio, nasce da un trauma: l’esilio nel primo caso, la peste nel secondo. Entrambi cercano nella scrittura una forma di riparazione e, nel segno del comune maestro Boezio, attingono al potere consolatorio della parola che nasce dalla privazione e dal lutto. Per questo, nei due grandi autori del nostro Trecento il motivo delle lacrime si rivela decisivo, a partire dalle grandi allegorie della Commedia come il Veglio di Creta e il gigante Lucifero, per passare poi attraverso la condanna della guerra e delle sue conseguenze dolorose e giungere infine al tema – evidentemente correlato – della sofferenza dei giusti, siano essi i limbicoli all’Inferno o, nel Decameron, i magnanimi della tragica quarta giornata. Il confronto con gli storiografi – Salimbene per Dante, i cronisti della peste per Boccaccio – si rivela decisivo per comprendere il rapporto dei due scrittori con la storia, e con gli eventi drammatici che hanno innescato il processo consolatorio attraverso la scrittura.
Nella seconda metà del libro, da un esame tematico dei testi si passa a una prospettiva più strettamente retorica: quali strutture Boccaccio, sulla scia di Dante, utilizza per sostanziare la sua idea di letteratura? Come affronta il problema degli incipit e perché si serve delle cosiddette “cornici”, di lettere dedicatorie e di complicati prologhi concentrici? Dal primo romanzo in prosa della letteratura italiana, il Filocolo, fino al tardo trattato umanistico sulla Genealogia degli dèi pagani, che si innesta sulla riflessione centrale del Decameron, Giovanni Boccaccio innova radicalmente un repertorio già codificato dalla letteratura classica e da quella mediolatina e romanza, immaginando l’opera dello scrittore come una grande mappa, scritta e a un tempo illustrata, dentro la quale il lettore sensibile saprà trovare, riconoscendosi, la chiave della sua personale consolazione.



L016132 aggiungi al carrello
Bassi Angelini, Claudia
Maestre e scuole pubbliche nel Ravennate dopo l'Unità d'Italia, 2017
Storia
pp. 128, 8 ill bn, ISBN 978-88-8063-994-7    € 14.00

Il volume traccia un quadro della scuola pubblica ravennate nei sessantadue anni nei quali fu in vigore la legge Casati, con la quale nel 1861 il Regno d’Italia riorganizzò il sistema dell’istruzione. Per la prima volta la scuola elementare diventa laica, gratuita e aperta anche alle donne, inizio di quel lento e contrastato processo di alfabetizzazione del Paese che in Romagna avrebbe posto fine alla sconfortante situazione scolastica ereditata dallo Stato pontificio. Ne furono protagoniste soprattutto le maestre, presto divenute la grande maggioranza dei docenti elementari, che – resistendo alle discriminazioni e ai diffusi pregiudizi contro l’istruzione femminile – tra il 1861 e il 1923 attuarono una delle più significative trasformazioni della società e della condizione femminile avvenute in Italia.
Un percorso storico che le fonti individuano anche nel Ravennate, dove, accanto a rilevanti peculiarità locali, affiorano, inedite e talvolta drammatiche, le vicende biografiche di molte delle prime insegnanti.



Novembre 2017   

L013148 aggiungi al carrello
Il lettore di provincia 148, 2017
Il lettore di provincia
    € 25.00

Bruno Pompili, Se c’è eredità in poesia - Cesare Angelini, Renato Serra, a cura di Gianandrea Zanone - Pietro Civitareale, Montale, Firenze e Le occasioni. A 120 anni dalla nascita - Francesco Giuliani, Carli fiumano: il romanzo Trillirì - Roberto Birindelli, Work on the Wild Side: da Nelson Algren a John Fante - Angela Albanese, Figure, voci, suoni de La camera da ricevere. Radici bruniane e meticciato nella poetica teatrale di Ermanna Montanari - Maria Grazia Dongu, Dal dialogo all’indiretto, dal monologo all’indiretto libero: il processo di transcodificazione in Shakespear Illustrated e Tales from Shakespeare - Andrea Matucci, Una libera storia dentro di noi: la gioia della letteratura (e della partita) - Michela Mancini, Storie di un pittore e della sua modella nei romanzi dell’Ottocento

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L016131 aggiungi al carrello
Menzani, Tito - Tagliaverga, Salvatore
Un'impresa in porto
Storia della Sapir (1957-2017), 2017
Storia
pp. 164, 30 ill. bn e col., ISBN 978-88-8063-991-6    € 18.00

Nel 1957, veniva fondata la Porto industriale di Ravenna società per azioni (Sapir), un’impresa a capitale pubblico e privato che avrebbe gestito lo sviluppo dello scalo marittimo ravennate. Tra i fautori di quella scelta politica ed economica vi erano uomini come Enrico Mattei, Luciano Cavalcoli, Giuseppe Medici, Benigno Zaccagnini e Serafino Ferruzzi, che avevano compreso la necessità di coniugare risorse statali e imprenditoriali per creare un più moderno porto industriale.
Negli anni settanta, a seguito del completamento delle principali opere infrastrutturali, la Sapir ha ampliato la propria attività, come sancito dalla variazione della ragione sociale in “Porto intermodale Ravenna”. Ciò anche grazie all’intervento della Regione che, con la legge Cavina del 1976 e successivi provvedimenti, finanziò la realizzazione del terminal in area San Vitale.
Il settore terminalistico è poi diventato il core-business dell’azienda dopo il 1994, quando una legge nazionale ha istituito l’Autorità portuale, che ha progressivamente acquisito le funzioni istituzionali ancora detenute dalla Sapir. A sessant’anni di distanza da quel 1957, questo libro racconta una storia di intelligente imprenditoria e di buon governo locale, nella cornice della modernizzazione del porto di Ravenna, che da infrastruttura locale è oggi diventato un grande scalo europeo.



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G.A.E.M. Quarto premio internazionale Giovani Artisti e Mosaico, 2017
a cura di Linda Kniffitz - Daniele Torcellini
Arte e cataloghi n. L021094
pp. 72, ill. col. , ISBN 978-88-9350-001-2    € 15.00

Opere di Giulia Buonanno, Laura Carraro, Marco De Santi, Tatsiana Dubouskaya, Aude Fourrier, Akiko Hatano, Kim Jae Hee, Bianca Lupi, Andjelka Radojevic, Matylda Tracewska, Sara Vasini, Eleonora Zannier



Ottobre 2017   

L017049 aggiungi al carrello
Fornaciari, Primo
La "piada" dell'Ebreo Errante, 2017
Storia
pp. 160, ill. bn, ISBN 978-88-8063-986-2    € 15.00

Il mito dell’Ebreo Errante, leggenda cristiana nata nei primi secoli sotto il segno dell’antigiudaismo, arrivò, attraversando i mari e i secoli, anche in Italia. Nel corso del tempo modificò i suoi tratti: con il Rinascimento assunse tonidi umana pietà; scomparve poi nelle caligini dei roghi della Controriforma, per riapparire con i poeti del romanticismo che in tutta Europa rilessero il mito facendo dell’eterno viandante un campione dell’umanità dolente ed esiliata.
Secondo questa chiave lo interpretò anche il nostro Giovanni Pascoli, in varie composizioni. Così, guidati dal poeta di San Mauro, seguiamo in questo libro le orme inedite dell’Ebreo Errante in Romagna: dalla Forlì medievale di Guido Bonatti fino a Ravenna dove, all’alba del ’900, Corrado Ricci preoccupato del minaccioso ritorno dell’antisemitismo scrive: «Stiamo forse per tornare indietro?».
Viatico di questo viaggio è l’umile Piada, ovvero «il pane dell’Umanità», che il poeta offre come ristoro all’Ebreo Errante di passaggio alla sua casa di Barga. Con queste parole egli la presenta all’ospite: «Piada, pieda, pida, pié, si chiama dai romagnoli la spianata di grano o di granturco o mista, che è il cibo quotidiano della povera gente, e si intride senza lievito; e si cuoce in una teglia di argilla, che si chiama testo, sopra il focolare che si chiama l’aròla (da ara, mi sembra)...». In appendice al volume si riporta integralmente il testo del poemetto di Pascoli.
Bella e rotonda come la luna, circolare come la pena dell’Errante, è il pane che consola il viandante di ogni epoca nelle asperitàdel transito terreno.



L008061 aggiungi al carrello
Letture classensi vol. 46
Sognare il Parnaso. Dante e il ritorno delle Muse, 2017
a cura di Claudia Villa
Letture Classensi n. 46
pp. 152, ISBN 978-88-8063-987-9    € 20.00

Premessa di Claudia Villa - Claudia Villa, Minerva in Elicona e la nascita della poesia - Claudia Villa, Le maschere di Francesca e il fantasma di Didone - Stefano Carrai, Da Euridice a Beatrice: metamorfosi dell’amata defunta - Paola Allegretti, Medea Giasone e Argo: l’impresa dopo venticinque secoli di letargo - Luca Carlo Rossi, Le Muse e Dante nel «Comentum» di Benvenuto da Imola. 695° Annuale della Morte di Dante: Marcello Ciccuto, Dante alle soglie del moderno: Borges e Mandel’stam lettori della Commedia



L012080 aggiungi al carrello
Felici, Caterina
Dentro la vita, 2017
Poesia
pp. 80, ISBN 978-88-8063-992-3    € 12.00


Settembre 2017   

L021096 aggiungi al carrello
Epifanie contemporanee
Opere di Marco De Luca nei monumenti ariani, 2017
a cura di Emanuela Fiori - Linda Kniffitz - Sandra Manara
Arte e cataloghi
pp. 36, ill. col., ISBN 978-88-8063-989-3    € 8.00


Non c’è artista mosaicista contemporaneo più rarefatto e simbolico di Marco De Luca, che mai s’è fatto possedere, forse neppur tentare, dai dèmoni del naturalismo.
Marco De Luca affronta una nuova sfida, ponendo all’interno di due dei più potenti e suggestivi monumenti tardoantichi ravennati, il Mausoleo di Teodorico e il Battistero degli Ariani, le sue opere Chimera e Sudari.
L’artista, che sa essere autorevole e originale mantenendo uno spirito mite e riverente nei confronti dell’antica capacità dei maestri mosaicisti del passato, abbraccia e concilia nelle sue opere l’annoso dilemma tra scultura e mosaico.
L’intento è quello di proporre l’arte del mosaico all’interno di quei monumenti ravennati del patrimonio UNESCO che ne sono privi o ne hanno limitate porzioni, in modo da suggerire un elemento in più di apertura verso ciò che avvertiamo presente pur nell’assenza, il senso di un omaggio, di una ricerca, di una epifania.



L021095 aggiungi al carrello
Felice Nittolo | geografie a ritroso
Felice Nittolo | geographies from now to then, 2017
a cura di Emanuela Fiori - Giovanni Gardini
Arte e cataloghi
pp. 96, ill. col., ISBN 978-88-8063-990-9    € 18.00

Geografie a ritroso analizza l’opera di Nittolo e il suo rapporto con il mosaico inteso come tecnica al servizio dell’arte contemporanea. L’indagine continua dell’artista, sin dai suoi esordi, si concentra sulla traccia progettuale pittorica, la tela, la sinopia e il doppio, intesi come sorgente e orientamento dell’opera d’artista. La sua interpretazione del mosaico, che fa vivere nella contemporaneità, stravolge la tradizionale regolarità geometrica delle tessere, dosandone la quantità e assottigliandone lo spessore, fino a un à plat decisamente pittorico. Nel percorso a ritroso tra le opere esposte, dalle grandi tele polimateriche degli anni Ottanta come A-ritmismo alle più recenti Memorie (2017), in cui l’artista richiama in sovrapposizione a materiali industriali le tracce antiche e i metalli nobili, passando per le esperienze internazionali degli anni Duemila, formano una geografia di un tempo passato ma ancora attuale e perciò stimolo e possibilità per il presente. Le opere selezionate, più di ottanta, sono offerte in una cronologia discendente “a ritroso” nei suggestivi spazi del Museo, in un dialogo immediato e parlante con le opere di collezione e di scavo, per la volontà dell’artista di confrontarsi con le opere antiche e in particolare con la grande sinopia della Basilica di Classe. Quel disegno preparatorio, che è materia pura, ruvida e povera sotto il brillare delle tessere, diventa la guida per esplorare e attualizzare il mosaico, dando dignità di arte anche alla trama, al disegno e agli intonaci per non fermarsi abbagliati di fronte a una “pelle” preziosa e splendente.