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L029018
Cherchi, Paolo - Seno Reed, Cosetta Gli italiani e l'italiano nell'America del Nord, 2010 Il Portico n. 153 pp. 128, ISBN 978-88-8063-659-5 € 16.00 |
La storia della presenza italiana nell’America del Nord, Stati Uniti e Canada, ha i caratteri di una grande saga che coinvolge popoli e culture, conosce lotte e conquiste, momenti di eroismo e di umiliazione, e perfino una metamorfosi linguistica: tutto un processo dal quale emerge il profilo umano e culturale dell’italo-americano.
Molti episodi di questa saga sono noti e molti personaggi sono ormai patrimonio di leggende. Il volume che il lettore ha fra le mani contiene una sintesi rapida e vibrante di quella storia, ma essa ha ora per protagonista un personaggio centrale insolito: la lingua italiana che varcò l’atlantico sulle navi insieme a milioni di emigrati.
Il libro infatti riassume la storia della lingua italiana nel Nuovo Mondo, dai tempi in cui i Pilgrims vi portarono le prime parole italiane entrate nella loro lingua materna, fino ai giorni nostri dopo che milioni di emigrati ve l’hanno portata insieme con le loro famiglie e le loro cose, e dopo che milioni di Americani hanno visitato l’Italia.
Una storia di questo genere non è mai stata scritta prima, e la lucida sinteticità della sua scrittura offrirà materie nuove e interessantissime ai lettori: come vi sono arrivati i nomi di certi piatti o di certi termini delle arti, e come molte parole abbiano cambiato significato, e come molti italianismi siano entrati nella cultura mondiale grazie agli italiani d’America.
Un vocabolario di un migliaio di termini documenterà la presenza e vitalità della lingua italiana nella cultura egemone del globo.
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L005014
Carile, Antonio Le opere e i giorni 1964-2010, 2010 Strumenti bibliografici n. 14 pp. 128, ISBN 978-88-8063-656-4 € 15.00 |
Il volume, nella consapevolezza che la storia della storiografia costituisce un aspetto critico essenziale della ricerca storica, propone una sinossi d’autore della attività di ricerca, delle pubblicazioni, delle conferenze congressuali, dell’impegno didattico, dell’impegno amministrativo in ambito accademico, della promozione culturale degli studiosi, molti dei quali iniziati alla ricerca, attraverso la attività editoriale, di Antonio Carile, nell’arco dei quarantasei anni che intercorre dalla sua prima pubblicazione a stampa. Particolare attenzione è posta agli incontri culturali con personalità del mondo degli studi.
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L202100
Gagliardi, Elena I romanzi cervesi di Grazia Deledda, 2010 L’Interprete n. 100 pp. 100, 4 ill. bn, ISBN 9788880636533 € 12.00 |
La lingua della Deledda ha caratteristiche particolari?
Rileggendo con attenzione i testi, ed in particolare i romanzi ambientati a Cervia, che il volume riporta con numerose ed ampie citazioni, e soffermandosi sulle figure peculiari dello scrivere deleddiano quali similitudini, metafore, ecc., si scopre che il linguaggio figurato non è semplice abbellimento della pagina, ma è funzionale ad arricchire di senso il testo e mette in luce alcuni aspetti non solo del modo di scrivere della scrittrice, ma anche della sua stessa personalità.
Ne risulta che nella Deledda realismo e simbolismo spesso coesistono, dimostrando quanto sia difficile collocarla in uno degli “ismi”a lei contemporanei.
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L016106
Lovatelli, Francesco Viva il conte Checco, Re d'Italia! La famiglia e la vita di un grande ravennate, 2010 Storia pp. 288, 40 ill. col e bn, ISBN 978-88-8063-647-2 € 18.00 |
La storia della famiglia Colombi, poi divenuti Lovatelli, è stata per oltre tre secoli strettamente intrecciata con la storia di Ravenna, da quando all’inizio del XVI secolo essi vi si trasferirono, o secondo molti vi ritornarono, da Venezia.
Esponenti della famiglia furono costantemente presenti nel governo cittadino:
Il titolo di questo libro riprende l’acclamazione popolare che accompagnò il passaggio dell’ultimo esponente della famiglia nato e tragicamente morto a Ravenna, ucciso in un agguato il 29 novembre del 1856, quel Francesco Lovatelli che è stato fra i principali protagonisti del Risorgimento in Romagna.
Quindi la biografia, mai scritta, di questa vittima emblematica delle contraddizioni della sua epoca costituisce la parte fondamentale di questo lavoro.
Esso vuole spazzare la polvere dell’oblio che sta ricoprendo questa figura dapprima osannata ma poi discussa e dimenticata.
Questo intento vale anche per la sua famiglia, che ha abbandonato Ravenna dopo la sua morte per non più tornare.
Festa dello Statuto e 20 settembre; 9 febbraio e 10 marzo; Primo maggio e 15 maggio; 24 maggio, 4 novembre, 28 ottobre; e ancora, 25 aprile e 2 giugno. Sono giornate-simbolo - alcune ormai pressoché dimenticate, altre al centro ancora di un dibattito controverso -, che in questo libro sono studiate nella varietà di significati e di implicazioni che hanno avuto in oltre un secolo di storia ravennate. Attraverso una folta documentazione, la ricerca esplora il ricchissimo e vivace universo di feste e commemorazioni civili, che hanno segnato le culture politiche cittadine e il loro rapporto con gli eventi fondativi della memoria pubblica nazionale e locale.
Nel lungo periodo della storia unitaria, quello compreso tra la proclamazione del regno d’Italia e i primi decenni della democrazia repubblicana, anche a Ravenna la legittimazione e la “messa in scena” della politica sono state sottoposte a forti cambiamenti. L’evoluzione del sistema politico nazionale e dei suoi riferimenti simbolici, la pressione di grandi eventi esterni (le guerre), le dinamiche sociali e culturali connesse alla modernità, lo sviluppo di nuovi mezzi di comunicazione: tutto ciò ha richiesto un continuo adeguamento della tipologia e dei linguaggi dei rituali alle numerose trasformazioni in corso. Tra le manifestazioni del mito risorgimentale di fine Ottocento, le parate imperiali di epoca fascista e le celebrazioni della Resistenza negli anni dell’Italia repubblicana gli scarti sono evidenti. Al tempo stesso il libro evidenzia i robusti elementi di continuità, verifica sul campo la persistenza e l’adattamento di modelli collaudati in tema di interpretazione della storia e di sua rappresentazione nello spazio pubblico. Si tratta dunque di un osservatorio che, evidenziando alcune componenti basilari dell’alfabeto politico locale, permette di cogliere anche le radici storiche del marcato protagonismo associativo, vero tratto qualificante dell’identità cittadina e del suo territorio.
Il Centro per il dialetto romagnolo è stato costituito dalla Fondazione Casa di Oriani in collaborazione e con il sostegno della Provincia di Ravenna nella comune convinzione che i dialetti siano un elemento costitutivo dell’identità di un territorio e rappresentino un fondamentale patrimonio culturale da conservare, tutelare e valorizzare.
Il catalogo della mostra "Siamo qua con canti e suoni" presenta una serie di fotografie, realizzate da Giovanni Zaffagnini nel corso di una lunga ricerca sul campo, che illustrano due fra i rituali più diffusi nella tradizione popolare romagnola: la "pasquella" e il "calendimaggio".
Elemento comune è la presenza di canti di questua, eseguiti da gruppi di persone che percorrono le strade dei paesi e le campagne durante la notte, fermandosi a cantare di casa in casa.
The Centre for Romagnol Dialect has been founded by Casa di Oriani Foundation with the support of the Ravenna Provincial Administration, in the shared conviction that dialects are a constituent element of territorial identity and therefore a fundamental cultural heritage to be preserved, safeguarded and positively exploited.
The catalogue of the exhibition "Siamo qua con canti e suoni" ["Here we are with songs and sounds"] showcases a series of photos of Giovanni Zaffagnini shot for a long research on two of the most popular rituals of the folk tradition of Romagna: "pasquella" and "calendimaggio". A common feature are the alms-collecting chants, performed by teams of carollers who, at night-time, go round the countryside, from door to door, singing wishes in exchange for small offerings.
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L012083
McKay, Don Foglio a foglia Leaf to Leaf, 2010 a cura di Branko Gorjup - Francesca Valente Poesia n. 11 pp. 200, ISBN 978-88-8063-650-2 € 18.00 |
Foglio a foglia/Leaf to Leaf is the first selection of poems translated into Italian by Don McKay, one of Canada’s most esteemed poets. McKay is distinguished for his poignant vision of our afflicted and vanishing natural world, which our species’ sense of self-appointed entitlement has despoiled for economic profit and romantic inspiration. Nature for McKay is not an inexhaustible resource meant solely for human fulfillment, nor is it purely inspirational, an Aeolian harp, converting natural energy into creative imagination. Rather, it is relational, an intricate web that connects each of us to all existing things. His poetry reveals the natural environment as coexisting with us, teasing and exasperating our attempts to comprehend it in its totality. Because of that, we are able to witness the majestic spectacle of nature’s mysterious manifestations – its sounds and silences, its geological acrobatics, the soaring flights of the sky creatures and the unpredictable flow of land waters. There is no other poet who has achieved the level of McKay’s linguistic inventiveness and who has given such unobstructed expression to our habitat without laying any claim to ownership.
Foglio a foglia/Leaf to Leaf è la prima antologia di Don McKay in traduzione italiana. Poeta canadese tra i più apprezzati, McKay si distingue per la sua visione penetrante di una natura tormentata, minacciata, e che la nostra specie, nel nome di un preteso diritto, ha saccheggiato per trarne profitto economico e ispirazione romantica. La natura, per McKay, non è una risorsa inesauribile destinata solo al soddisfacimento degli esseri umani, né una mera fonte di ispirazione, un’arpa eolia in grado di tramutare l’energia naturale in immaginazione creativa. È piuttosto un sistema di relazioni, una rete intricata che connette ciascuno di noi all’intera realtà. La poesia di McKay rivela come l’ambiente naturale possa coesistere con noi e stuzzicare, esasperandoli, i nostri tentativi di comprenderlo nella sua totalità. E così assistiamo all’imponente spettacolo del misterioso manifestarsi della natura – i suoi suoni e i suoi silenzi, le acrobazie geologiche, le creature del cielo che si librano in volo e lo scorrere imprevedibile delle acque sulla terra. Nessun altro poeta aveva mai raggiunto il livello di inventiva linguistica di McKay, nessuno era riuscito a esprimere il nostro habitat con tale libertà, e senza volerne rivendicare il possesso.
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L300025
Classense IV Futurismi a Ravenna, 2010 a cura di Antonio Castronuovo - Claudia Giuliani Interventi classensi n. 4 pp. 144, 130 ill. col e bn, ISBN 978-88-8063-646-5 € 20.00 tramite Casalini Libri Digital Division Futurismi a Ravenna di Antonio Castronuovo. Il catalogo di Futurismi a Ravenna. Un’ introduzione di Claudia Giuliani Schede di Catalogo di Floriana Amicucci, Claudia Giuliani, Mara Sorrentino |
Ravenna ha dato al Futurismo un contributo, magari più defilato, ma non certo di minore interesse rispetto ad altre esperienze di quel periodo e di quel movimento.
E quest’opera, che esce in occasione dell’omonima, bellissima mostra alla Biblioteca Classense di Ravenna, con pezzi di grande fascino e valore, ne è una testimonianza accurata
Vi sono descritte le vicende della “Pattuglia azzurra”, gli eterodossi futuristi di Ravenna, ricostruite in un inedito saggio di Antonio Castronuovo.
Corra, Ginna, Maria Ginanni, Oscar Mara, Irma Valeria e i giovani esponenti del secondo futurismo ravennate vissero la prima stagione dell’avanguardia in una Ravenna città-sepolcro impregnata di suggestioni simboliste, vi ambientarono le loro prime esperienze artistiche e letterarie per confluire poi, ma solo in parte, nel Movimento marinettiano.
Libri, articoli, carteggi, illustrazioni, tavole parolibere e manifesti ne documentano la produzione nella sua fase più creativa nel più ampio contesto dell’espressione letteraria e libraria degli esponenti del futurismo italiano.
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L202099
Il Gattopardo at Fifty, 2101 a cura di Davide Messina introduzione di Gioacchino Lanza Tomasi L’Interprete n. 99 pp. 144, ISBN 978-88-8063-648-9 € 14.00 tramite Casalini Libri Digital Division G Lanza Tomasi, Il Gattopardo at Fifty: Rethinking and Appreciation – D Forgacs, The Prince and His Critics: The Reception of Il Gattopardo – M Monmany de la Torre, The Spanish Reception of Il Gattopardo and Lampedusa – D. Gilmour, Lampedusa: A Sense of History – J. Usher, Time Versus History in Il Gattopardo – G. Ficara, Lo spirito del luogo del Gattopardo – J. Farrell, Sicilies: Tomasi di Lampedusa and Leonardo Sciascia – F. Pedriali, Gli ultimi della serie, la serie degli ultimi: Svevo, Gadda, Tomasi – D. Messina, Ad limina Gattopardorum: The Everlasting Gattopardo and the Decadent Bendicò. |
Il Gattopardo, the first and only novel by Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), is the immortal portrait of the dying world of an aristocratic Sicilian family after the unification of
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L029016
Generazione in movimento Viaggio nella scrittura di Enrico Palandri, 2010 a cura di Monica Francioso - Enrico Minardi Il Portico n. 151 pp. 168, ISBN 978-88-8063-636-6 € 20.00 tramite Casalini Libri Digital Division Introduzione - P. Rambelli, Il dispatrio come e/ou-topos dell’individualità: biografia letteraria di Enrico Palandri - E. Minardi, Valore esemplare della narrativa di Enrico Palandri - A. Righi, «Dieci crimini al giorno, amore mio, e saremo nostri!» Rifiuto del lavoro e riproduzione come motore produttivo. Boccalone nell’ottica della rivoluzione degli anni Settanta - C. Clò, Il mondo salvato dai ragazzini: Palandri e le giovani generazioni - M. Jansen-S. Ricciardi, Enrico Palandri, Boccalone: tra autofiction e grammatica della moltitudine, A. Mirabile, Per un dialogismo figurale: Alberto Arbasino ed Enrico Palandri tra letteratura e film - P. Chirumbolo, Palandri e il cinema: da Woody Allen a Marco Bellocchio - E. Bolongaro, Ritornare a Palandri - L. Benedetti, Distanze di tempi e luoghi ne Le vie del ritorno - V. Binetti, Le vie del (non) ritorno: lo spatrio come displacement identitario nella scrittura di Enrico Palandri - M. Francioso, Tra silenzio, desiderio e riscatto: la donna nell’opera di Enrico Palandri - B. Van Den Bossche, “Una nostalgia che mormora sempre…”. Memoria, storia ed esperienza del tempo nella narrativa di Enrico Palandri - S. Gastaldi, Boccalone e Altri Libertini: due punti di vista diversi sugli anni Settanta - L. e G. Lepschy, Ripensando alla madrelingua: due prospettive. |